Erbe magiche, streghe e tarocchi

Le erbe magiche e i tarocchi delle streghe
Dalle streghe ai riti magici, dai filtri d'amore ai tarocchi. Parliamo delle erbe magiche usate nelle pratiche più misteriose nel corso dei secoli.

Halloween è un’occasione per immergersi in un mondo di mistero e magia, e le piante hanno un ruolo chiave in questa esperienza.

Oggi su Floralist ti raccontiamo di streghe, tarocchi ed erbe magiche!

Indice: streghe, riti magici ed erbe speciali

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Le streghe e i rituali magici

La stregoneria è l’insieme di rituali e “pratiche magiche” effettuati per influenzare, nel bene o nel male, la vita delle persone anche attraverso i loro oggetti.

Fin dall’antichità è stata praticata dalle donne, considerate streghe che usano le erbe a scopo curativo o per ammaliare e soggiogare le persone, provocare epidemie, morti per avvelenamento o altri tipi di eventi.
Sono guaritrici e medichesse, si occupano di gravidanze, aborti e problematiche femminili.

Nel mondo greco-latino le pratiche magiche delle streghe, secondo le credenze popolari, guariscono malattie, procurano piogge o distruggono raccolti. Si usano piante medicinali, droghe, tinture e filtri incantati: troviamo pozioni magiche anche nell’Odissea, dove la Maga Circe trasforma i marinai di Ulisse in bestie dopo la somministrazione di una bevanda a base di formaggio, farina d’orzo, miele e vino di Pramno.

Le streghe e il Demonio

Nel Medioevo le donne sono collocate in una dimensione diabolica; le più anziane sono erboriste guaritrici (le future streghe), nemiche della fede e seguaci di Satana.

Con il Cristianesimo le divinità pagane si trasformano in creature infernali e alcuni riti magici popolari vengono riadattati.

Nel Trecento si avversano gli adoratori del Demonio, nella convinzione che la Cristianità sia minacciata da streghe e sette diaboliche. I primi processi si svolgono dopo la bolla papale Summis desiderantes affectibus (1484) e il trattato Malleus Maleficarum (1487) che descrive strane fattucchiere che volavano di notte per nuocere a persone e cose con l’aiuto di Satana.

L’Inquisizione e la caccia alle streghe portano a processi per eresia, cerimoniali magici e amorosi, astrologia, malefici e negromanzia. Nel Seicento le persecuzioni si intensificano per diminuire grazie alle riforme giuridiche e al pensiero scientifico e illuministico (contrario alle superstizioni).

Riti più diffusi

Troviamo, nei verbali processuali, sortilegi, unzioni con pomate di sugna e grasso d’anatra, versetti da recitare per il Sabba (“Sopra foie et soto vento dellà dal mare al parlamento et là volgio andar”), profanazioni di ostie consacrate, incantesimi per prevedere il futuro e ritrovare le cose perdute, preghiere con candele.

Si lanciano malefici con sguardi, contatti fisici e parole; pratiche magiche amorose sono svolte nelle notti senza nubi, sciogliendo i capelli, inginocchiandosi e rivolgendosi alle stelle.

Il Malleus descrive streghe che cuociono rospi vivi, usano uova sotterrate vicino ai cadaveri per cagionare epilessie ed effettuano sortilegi con immagini in cera (trafitte, messe sul fuoco e cosparse di liquori per nuocere ai nemici).

Patti diabolici vengono evocati con formule magiche, si provocano piogge mescolando l’urina nel terreno o infuocando minerali in alluminio. Durante il Sabba si cucinano e sminuzzano rospi spargendo la polvere su campi e vigneti per distruggerne i frutti.

Le erbe usate dalle streghe nella magia

Le pratiche della magia moderna

Le piante, con le loro proprietà benefiche e nocive, possono guarire o avvelenare: nella magia moderna (erboristeria magica) si usano per cure, rituali di purificazioni (bagni con sacchetti di erbe), consacrazioni con le candele, infusioni (che disperdono le proprietà vegetali nell’acqua), incensi, oli e unguenti (da cospargere sugli oggetti cerimoniali).

Gli inchiostri magici a base di resine, sostanze e colorazioni vegetali servono a scrivere le formule degli incantesimi, apporre sigilli ed effettuare tinture. Le piante essiccate si indossano o appendono in casa, vanno colte con la luna piena o crescente (mai con la nebbia o le nuvole) e “consacrate” per l’occasione.

Quali sono le erbe più usate? Le possiamo coltivare anche in casa?

Molte erbe aromatiche e officinali, usate nella ritualistica, sono coltivabili in vaso (camomilla, borragine, malva, tarassaco, mughetto, peonia, campanula, belladonna e stramonio).

  • La camelia e il suo olio curano la pelle e combattono le rughe, la santoreggia le punture di insetti, la valeriana concilia il sonno e attira i gatti.
  • L’issopo fa digerire, il dragoncello stimola l’appetito, il cerfoglio cura il mal di testa, l’angelica dona fascino e fortuna ed è usata contro i malefici, con bagni purificanti e a protezione della casa.
  • I sacchetti di anice stellato allontanano i brutti sogni e attirano la buona sorte, il bambù (coltivato in giardino o conservato nei sacchetti) annulla i malefici.
  • La calendula potenzia i poteri psichici e i sogni profetici, la lavanda (simbolo di castità e purezza) va posta nella biancheria, dona pace, lunga vita, felicità protegge dal male e concilia il sonno.
  • L’amaranto interrompe malefici, stregonerie e maledizioni (su luoghi e persone), dona equilibrio e allontana la vecchiaia (polverizzato fa recuperare oggetti, sentimenti, situazioni perdute); la primula porta felicità, allontana il male e dona sonni tranquilli.

Le erbe dell’amore

  • L’edera (pianta dell’amore) protegge gli animali e assicura la fedeltà; il rosmarino simboleggia fiducia, devozione e amore eterno; con i suoi fiori si confezionano amuleti amorosi che allontanano anche gli spiriti cattivi; è antibatterico, antinfiammatorio e cicatrizzante, potenzia le facoltà mentali, favorisce il sonno, purifica l’ambiente e conserva la giovinezza.
  • L’artemisia è usata per filtri amorosi, pozioni e rituali contro gli spiriti maligni; il basilico combatte l’infertilità, è afrodisiaco, dona fascino e prestigio stimolando volontà ed energia fisica.
  • Con la rosa si preparano talismani e oli, mentre in sacchetto dona serenità, pace, amore e amicizia.
I tarocchi e le streghe

I tarocchi e le piante

Fiori, foglie e spezie sono usate anche nella in tarologia e cartomanzia.

  • L’acacia indica un sentimento platonico, l’aconico la vendetta e l’amore colpevole, l’anemone malattia, abbandono, protezione da illusioni e passioni effimere.
  • L’arnica prevede il ritorno dell’amato, la fine del dolore, il perdono e la riparazione dei torti; le spine del biancospino un rapporto intrigante ma contrastante (l’amato è impegnato o corteggia altre donne); il bucaneve il passaggio dall’oscurità invernale alla serenità primaverile, speranza, purezza, virtù e simpatia (l’amore è ricambiato ma ciò che sboccia presto sfiorisce in fretta).
  • La foglia di castagno annuncia una giornata negativa e attacchi esterni; quella di quercia che gli obiettivi avranno successo, il sole illuminerà le nostre imprese donandoci forza e sicurezza.
  • L’alloro fornice autocontrollo nelle situazioni difficili, successo scolastico e lavorativo, denaro e buone aspettative per il futuro.

Foto di apertura di Werner Weisser da Pixabay

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

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