Erbe magiche, streghe e tarocchi

Tarocchi. erbe magiche e candele
Dai tarocchi alle streghe, dai riti magici ai filtri d'amore. Parliamo delle erbe e delle piante usate nelle pratiche più misteriose nel corso dei secoli.
Oggi ci immergeremo in un universo fatto di fascino e simbolismo: simbolismo e magia, di mistero e di saggezza millenaria, esplorando le profonde connessioni tra la simbologia delle piante nei tarocchi e il potere magico delle erbe delle streghe.
Buona lettura!

Indice: tarocchi, riti magici e le erbe delle streghe

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Piante e tarocchi: un linguaggio universale di simboli e significati

Le carte dei tarocchi sono dei veri e propri archivi simbolici, ognuna con il suo significato profondo e i suoi misteri da svelare. All’interno di questo vasto universo simbolico, le piante occupano un posto di rilievo, portando con sé significati e messaggi che risuonano nell’inconscio collettivo.

La natura come abbondanza e fertilità

Carta dei tarocchi con Regina di bastoni e girasole

Una delle simbologie più frequenti nei tarocchi è quella dell’abbondanza e della fertilità.

La ritroviamo espressa con tanti elementi vegetali che ne esaltano il significato: i campi pieni di alberi e fiori nel fante di denari, la natura lussureggiante della carta dell’Imperatrice – “Madre Natura”, la zucca, spesso presente nel tre di coppe a rappresentare il raccolto abbondante, il girasole della Regina di bastoni, che con i suoi petali dorati che seguono il percorso del sole, irradia calore e vitalità e simboleggia la ricerca della felicità e la realizzazione del proprio destino.

La carta dei tarocchi della Regina di bastoni, con il girasole. Public domain, da Wikimedia Commons

I simboli del trionfo nei tarocchi

I tarocchi poi rappresentano spesso il concetto di vittoria e auspicio di pace e serenità. Lo troviamo espresso con le simbologie classiche che siamo abituati a conoscere fin dal mondo antico.

L’alloro, in primis, come nella ghirlanda chiusa (racchiude in sé l’idea di un ciclo continuo di vita, morte e rinascita, invitando a celebrare il compimento di un viaggio spirituale) della carta del Mondo o come decorazione trionfale sul capo del condottiero a cavallo del sei di bastoni. E poi altri simboli presi dalla natura mediterranea: la palma del dattero (trionfo) e l’ulivo (pace), abbracciati nell’Asso di spade.

La corona di alloro nei tarocchi. Public domain, da Wikimedia Commons

Carta dei tarocchi con condottiero con bastoni e corona di alloro

I fiori bianchi della purezza

Carta dei tarocchi con coppe di fiori bianchi

Infine, le bellissime simbologie di purezza e innocenza.

Le troviamo espresse spesso dalla presenza dei fiori bianchi, come la rosa presente nella carta del Matto nella versione dei tarocchi Rider-Waite; o come le coppe di fiori bianchi donati da un uomo ad una bambina, nella carta del sei di coppe, simbolo di nuovo di amore puro e protettivo.

Le coppe con i fiori bianchi, donate dall’uomo alla bambina, nella carta dei tarocchi del sei di coppe. Public domain, via Wikimedia Commons

Le erbe delle streghe: antiche conoscenze trasmesse nei secoli

Le erbe antiche, con i loro profumi e i loro poteri, hanno anche giocato un ruolo cruciale nelle arti oscure e nei rituali di molte culture in tutto il mondo.

Tuttavia, è nell’immaginario delle streghe che hanno assunto una dimensione particolarmente potente e misteriosa.

Le erbe oscure

Tra le erbe più iconiche associate alle streghe c’è la mandragora, conosciuto anche come “mandragola”. Questa pianta, forse grazie anche alla sua tossicità (soprattutto nella varietà autunnale, Mandragora autumnalis), è stata considerata estremamente potente nei rituali magici, maestra di incantesimi d’amore e pozioni di guarigione e protezione.
Tuttavia, la sua raccolta era circondata da credenze sinistre: la sua particolarissima radice, che richiama la forma umana, ha fatto nascere la credenza che il grido disumano della mandragora durante l’estrazione dal terreno potesse uccidere chiunque lo ascoltasse.

La belladonna (Amaryllis belladonna) è un’altra erba leggendaria associata alla magia delle streghe. Questa pianta, dai romantici fiorellini bianco-violetti che tradiscono a un primo sguardo, era usata in passato per produrre unguenti magici e pozioni d’amore. Tuttavia, la sua tossicità era nota (i suoi frutti sono velenosi), e le streghe che la utilizzavano dovevano maneggiarla con estrema cautela per evitare conseguenze fatali.

Amaryllis belladonna

Amaryllis belladonna
John Lindley and Joseph Paxton, drawing by L. A. L. Constans, Public domain, via Wikimedia Commons

Lo stramonio (Datura stramonium), chiamata “erba del diavolo” o “erba delle streghe”, è un’altra pianta dalle proprietà allucinogene.

Forse per questo fu scelta da Shakespeare per “confezionare” il filtro con cui si toglie la vita Romeo, e dalla Maga Circe nell’Odissea per provocare effetti allucinogeni tali da far credere a Ulisse e ai suoi compagni di essere diventati dei porci (ma sappiamo che Ulisse, avvertito dal dio Hermes, mangia un’”erba magica”, probabilmente il bucaneve, come antidoto).

Le erbe per la protezione e la purificazione

Non ci sono però solo erbe “malefiche”, in questa storia.

Nei secoli le piante sono state usate dalle donne, streghe o guaritrici che fossero, per curare e lenire, per proteggere e far innamorare, per ammaliare i sensi e respingere le energie negative.

In contrasto con le erbe oscure, la verbena è stata spesso impiegata dalle streghe per scopi protettivi e purificatori. Questa pianta dalle delicate foglie e dai fiori viola era considerata sacra e in grado di respingere le forze maligne, veniva usata (allo stesso modo della salvia) in incantesimi di purificazione e consacrazione per rendere sacri gli ambienti e allontanare gli spiriti maligni.

Il rosmarino era considerato invece l’erba della memoria e della guarigione. Con il suo aroma pungente era un potente alleato per stimolare i ricordi e favorire concentrazione e chiarezza mentale.

Non solo i ricordi e la memoria: anche il mondo dei sogni e delle visioni strettamente connesso al potere simbolico delle piante.
L’artemisia, con le sue foglie argentee e il suo aroma ipnotico, era utilizzata dalle streghe per favorire la chiaroveggenza e l’interpretazione dei sogni. Questa pianta era considerata un ponte tra il mondo materiale e quello spirituale, permettendo alle streghe di accedere a conoscenze nascoste e a visioni profetiche.

erbe magiche con candele e pozioni

Le erbe dell’amore: incantesimi e pozioni di seduzione

Ma non è solo la protezione e la purificazione ad interessare le streghe; l’amore è sempre stato un tema centrale nella pratica della magia.

Le piante e le erbe venivano utilizzate per creare incantesimi e pozioni d’amore, per sedurre il cuore dell’altro e attrarre l’oggetto dei propri desideri.

Con i suoi petali delicati e il suo profumo avvolgente, la rosa è da sempre considerata l’emblema della passione. Nell’antica Roma, i petali di rosa venivano sparsi sulle strade durante i matrimoni come simbolo di fertilità e prosperità.
Le streghe e gli alchimisti medievali impiegavano i petali di rosa nei loro filtri per attirare l’attenzione e il desiderio del proprio oggetto d’affetto.

Con i suoi fiori viola e il suo profumo rilassante, la lavanda è sempre stata considerata in grado di calmare i sensi e aprire il cuore all’amore. Nell’antico Egitto, era utilizzata in incantesimi per favorire la pace e la serenità nei rapporti sentimentali.
Le streghe medievali preparavano pozioni e unguenti a base di lavanda per promuovere la stabilità e la felicità nelle relazioni amorose.

La menta, invece, con il suo aroma fresco e pungente, era considerata un potente afrodisiaco nell’antichità e veniva utilizzata nelle pozioni per accendere la passione e stimolare i sensi. Nell’Europa medievale, la menta era spesso associata alla dea dell’amore, Venere, e veniva impiegata nei rituali magici per attirare l’attenzione degli amanti perduti o per rafforzare i legami amorosi.

Infine il gelsomino, dal profumo gentile, un fiore associato all’innamoramento e alla dolcezza. Con i suoi fiori bianchi, il gelsomino era considerato un simbolo di amore e bellezza nell’antica Persia, e usato da streghe e alchimisti per suscitare sentimenti romantici e per attirare l’attenzione degli amanti desiderati.

Piante velenose nella letteratura inglese: da Shakespeare a Harry Potter

Abbiamo menzionato il filtro mortale di stramonio che toglie la vita a Romeo.

Non è un artificio letterario isolato, nel Bardo, se è vero che un ruolo centrale nella tragedia di Giulietta e Romeo lo ricopre Frate Lorenzo e le sue erbe magiche:

“io debbo colmar questo mio paniere di giunco con maligne erbe velenose e fioretti dai succhi balsamici. …
Oh, gran virtù è nelle piante, erbe, pietre, secondo le loro qualità native…”

Frate Lorenzo con Romeo e Giulietta

Giulietta e Romeo con Frate Lorenzo
Arthur Rackham (1867-1939), Public domain, via Wikimedia Commons

Ma tutta la letteratura inglese sembra essere permeata da una sorta di ossessione per le erbe venefiche.

L’opera di Shakespeare è piena di riferimenti (pensiamo all’Amleto così come al filtro d’amore di Puck alla viola del pensiero, in “Sogno di una notte di mezza estate”, per citare solo due esempi).

Lo stesso accadde molti secoli dopo, nella narrativa noir della regina del giallo, Agatha Christie. Come ti abbiamo raccontato nel nostro racconto speciale dedicato alla grande scrittrice, più volte i misteri narrati dalla Christie hanno infatti fatto perno proprio su alcune piante ed erbe velenose (dalla stricnina della noce vomica, all’atropa belladonna, alla ricina).

Per arrivare al mondo magico per antonomasia, quello di Harry Potter e della fantastica Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, dove l’”Erbologia”, una delle materie obbligatorie, insegna lo studio delle piante (vere come la mandragora o di fantasia) impiegate per ricavare filtri, pozioni e antidoti.

E così giungiamo alla fine del nostro viaggio tra veleni, filtri d’amore e tarocchi, tra mito e realtà, magia e simbolismo.
Un mondo in cui le erbe e le piante, nel corso dei secoli, hanno sempre rappresentato una fonte di ispirazione e di mistero, di sapere ancestrale e connessione profonda tra la natura e l’occulto.


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Foto di apertura di Werner Weisser da Pixabay

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4 commenti su “Erbe magiche, streghe e tarocchi”

  1. Alessandra Freiria

    Interessante, ma se volessi approfondire l’argomento delle piante legate alla tradizione popolare e ai rituali contadini
    Avete dei libri in vendita o da consigliarmi?
    Grazie

    1. Salve, le consigliamo “L’orto delle erbacce. Note di etnobotanica” di Carlo Fortunato: raccoglie usi popolari, nomi dialettali, credenze e pratiche contadine legate alle erbe spontanee. Alla prossima!

  2. Spettacolare. Veramente molto utile per me. Vorrei sapere se avete qualche libro acquistabile dove trovare tutte le info . Più rituali con le erbe
    Grazie, ed ancora complimenti

    1. Salve, buon anno e grazie dei complimenti. Alcuni titoli che può vedere sono le opere di Jean de Blanchefort (pseudonimo di Dario Spada, milanese cultore dell’esoterismo) o l'”Enciclopedia delle piante magiche” di Scott Cunningham. Alla prossima!

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