La storia della rosa attraverso i secoli

Storia della rosa: dettaglio di rosone della vetrata di una cattedrale
Vieni con Floralist alla scoperta della storia della rosa, la più amata tra tutti i fiori, fonte di miti, leggende e innovazioni botaniche straordinarie.

In un viaggio attraverso il tempo, ti porteremo a conoscere l’affascinante storia della rosa, la più amata tra tutti i fiori, coltivata in molte civiltà da migliaia di anni.

Celebrata in incisioni, dipinti, ballate e poemi, fin dai tempi più antichi di cui abbiamo testimonianza, la rosa è stata fonte di innumerevoli miti, leggende e superstizioni e, in tempi più recenti, di straordinarie innovazioni botaniche.

Buona lettura!

Indice: la storia della rosa

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Storia della rosa: le prime tracce

Le forme selvatiche del genere Rosa crescono spontanee solo nell’emisfero settentrionale, Asia, Africa, America del Nord, Europa e Medio Oriente (dove si ritiene che abbia avuto inizio la coltivazione delle rose).

Le prime tracce fossili, nel nostro viaggio attraverso la storia della rosa, risalgono a 20-30 milioni di anni fa, un’eco lontana della sua presenza durante le epoche antiche.

Sono state trovate tracce di rose, vite e fichi durante gli scavi a Ur, nell’Iraq meridionale, così come resti di ghirlande di rose, usate come corone funebri, nelle prime tombe egizie esplorate, oltre a dipinti raffiguranti rose nella tomba del faraone Thutmose IV.

A Creta sono state rinvenute le prime riproduzioni di rose su gioielli e ornamenti, risalenti alla civiltà minoica (2800-2100 a.C.), oltre, anche qui, a raffigurazioni pittoriche di questo fiore sui muri di alcuni palazzi dell’antica Creta.
Omero ci offre il primo riferimento letterario alla rosa, descrivendo il gesto di Afrodite di ungere con olio di rose il defunto Ettore.

L'apoteosi romana: una passione profumata

I Romani ebbero una vera e propria passione per le rose: le intrecciavano in corone e ghirlande, spargevano i suoi petali sui pavimenti delle sale dei banchetti (come era solita fare la Regina d’Egitto Cleopatra ai tempi del suo soggiorno romano a fianco di Giulio Cesare), ne ricavavano essenze per unguenti, per profumare l’acqua dei loro bagni e per aromatizzare sia il cibo che il vino.

A causa di questa passione diffusa per i petali di rosa, i contadini romani trasformarono i loro campi di granturco nelle molto più redditizie coltivazioni estensive di rose.
E quando non bastavano o si desiderava una fornitura di rose fresche a fioritura precoce, i Romani ne importavano in grande quantità dall’Africa, dove a causa del clima più caldo fiorivano con mesi di anticipo.

Vasca piena di petali di rose

C’è inoltre un’interessante leggenda, all’interno della nostra storia della rosa, che racconta che un giorno Cupido donò una rosa ad Arpocrate, Dio del silenzio, per indurlo a mantenere il segreto sugli amoreggiamenti di Venere: fu così che la rosa divenne simbolo di discrezione.
Fu dipinta sui soffitti delle sale dei banchetti (e in seguito sopra i confessionali nelle chiese) proprio per ricordare che quanto veniva udito sotto quelle volte non doveva essere rivelato: da qui l’espressione “sub rosa”, che possiamo tradurre in “in massima segretezza”.

La Rosa Alba: monasteri e Cristianesimo

Con la caduta dell’Impero Romano, la storia della rosa visse una battuta d’arresto e la sua coltivazione andò incontro a un periodo di declino (veniva infatti associata ai riti pagani).

Tuttavia, nei monasteri benedettini medievali la rosa trovò rifugio.
Ogni monastero aveva infatti il suo monaco botanico, che coltivava piante da frutto, fiori ed erbe aromatiche da utilizzare nelle cerimonie religiose e per usi medicinali; e rose, soprattutto la misteriosa rosa Alba, dalle origini oscure (pianta longeva caratterizzata da fiori profumati bianchi o rosa pallido, a fioritura unica, che cresce bene in mezz’ombra e nei climi più freddi).

La storia della rosa cominciò ad avere sempre più influenza nel Cristianesimo, venendo associata alla figura della Vergine Maria (chiamata anche “Rosa dei Cieli”) e a diversi Santi, così come al martirio di Cristo (i cinque petali della rosa rossa venivano collegati alle cinque ferite subite dal figlio di Dio).

Ben presto bellissimi rosoni di vetro colorato adornarono le grandi cattedrali d’Europa e i grani dei primi rosari si pensa che fossero stati realizzati usando i “cirronodi” (i falsi frutti spesso rossi delle rose) o i petali di rosa pressati.

La Guerra delle due rose: il capitolo inglese

La storia della rosa si arricchì di altri due tasselli importanti: iniziò infatti ad essere rappresentata anche nella numismatica (in Inghilterra furono coniate due monete, il Nobile della Rosa ai tempi dei Tudor e di Elisabetta I e il Reale della Rosa, un secolo dopo) e nell’araldica, dove divenne il simbolo di discendenza da un ramo cadetto della casata e acquisì in questo modo un valore non più solo decorativo ma anche simbolico.

Molte famiglie reali e nobiliari inglesi scelsero questo fiore per il loro stemma, ma la storia della rosa più celebre è senz’altro quella della Guerra delle Due Rose, nel XV secolo.

La successione al trono inglese vide contrapposti i casati Lancaster e York, con i primi che scelsero come loro emblema una rosa rossa (si dice la R. gallica var. ‘officinalis’), mentre gli York una rosa bianca (forse la R. ‘Alba Maxima’).
La guerra terminò con la vittoria dei Lancaster, il cui pretendente al trono, diventato Re Enrico VII, sposò Elisabetta di York. 

Rosa Tudor bianca e rossa

A suggello dell’unione tra le due famiglie e della pace ritrovata, gli emblemi delle due casate furono uniti nella Rosa Tudor bianca e rossa (in natura la R. damascena var. ‘versicolor’), il cui emblema è stato da qui riprodotto nell’architettura, nell’arredamento e nella ritrattistica del periodo tudoriano.

Foto Sodacan, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Rose d'Oriente: miti e profumi

L’importanza delle rose nel mondo mediorientale risale ai tempi del mito dei Giardini pensili di Babilonia, considerati una delle sette meraviglie del mondo, nei quali la leggenda narra che la regina Semiramide avesse a disposizione rose fresche durante tutto l’anno.

Fin dai tempi più antichi le rose furono coltivate nei giardini persiani ed ebbero un profondo significato religioso e culturale, spesso celebrato dai poeti e immortalato in mosaici e bassorilievi del mondo arabo.

La rosa di Damasco (R. damascena), progenitrice di tante cultivar amate ai giorni nostri, importata in Europa durante il Medioevo forse dai crociati, forse dai mercanti, si distingueva per gli splendidi fiori profumati, utilizzati ancora oggi per ricavare essenze, acqua di rose e oli essenziali utilizzati nella preparazione di profumi.  

Giardino persiano con rose bianche

Giardino delle rose persiano, attribuito a Govardhan, Public domain, via Wikimedia Commons

In Cina, da migliaia di anni, c’è stata un’assoluta venerazione per le rose, se è vero, come leggiamo negli scritti del filosofo Confucio (551-479 a.C.) che venivano coltivate nei giardini imperiali durante la dinastia Chou e che la biblioteca dell’imperatore cinese era ricca di libri sull’argomento.

Anche qui le rose erano utilizzate per la produzione di acqua di rose e oli profumati, prediletti dalle classi dominanti dell’epoca, nonché per scopi medicinali.

La svolta nella storia della rosa ornamentale si ebbe però alla fine del ‘700, quando, grazie agli scambi commerciali con l’Oriente, le antiche rose cinesi Chinensis arrivarono in Europa, rivelando una caratteristica fino ad allora sconosciuta, che mandò in visibilio botanici, vivaisti e soprattutto ibridatori del vecchio continente: erano infatti rose in grado di fiorire più volte nel corso dell’anno.

L’incrocio tra le rose cinesi e la varietà europea Gigantea ebbe inoltre un altro effetto, la nascita di una cultivar destinata a diventare ben presto popolarissima: la rosa Tea (si presenta come cespuglio di media grandezza dai rami sottili, piuttosto delicata, amante dei climi caldi e per questo molto diffusa nell’area del Mediterraneo), caratterizzata dal tipico bocciolo appuntito a spirale e dal profumo che ricorda quello delle foglie del the.

Giuseppina Bonaparte e l'età dell'oro delle rose

La fine del ‘700 e tutto l’800 segnarono un’accelerazione nella storia della rosa.

Le prime sperimentazioni furono frutto dell’ingegnosità dei floricoltori olandesi, a cui dobbiamo ad esempio la varietà Centifolia, chiamata anche “rosa-cavolo” per l’altissimo numero di petali che le dà una forma a globo, più volte raffigurata nelle bellissime nature morte dei pittori fiamminghi.

Ma fu soprattutto Giuseppina Bonaparte, moglie ripudiata da Napoleone, ad imprimere una svolta nella storia della rosa.

Nel grande giardino del Castello di Malmaison, alle porte di Parigi, tra feste, balli e concerti, l’imperatrice volle creare la più grande collezione di rose antiche fino a quel momento conosciute.
Incoraggiò gli ibridatori a crearne di nuove da piante e semi che riusciva a far giungere da tutta Europa tramite speciali lasciapassare (erano infatti gli anni delle guerre napoleoniche).

Allo stesso tempo, volle far censire le sue rose e per questo scelse il pittore belga Pierre-Joseph Redouté, detto il “Raffaello dei fiori”, che nella sua opera Les Roses ci ha lasciato la più bella e completa (quasi 200) collezione di ritratti botanici di questa pianta.

Rosa Bourbon rossa dipinta da Pierre Joseph Redouté

Rosa ‘Rosier de l’Île de Bourbon’, dipinta da Pierre-Joseph Redouté, via Wikimedia Commons

Oggi il Castello di Malmaison appartiene allo stato francese ed è stato fatto un grande lavoro di recupero del patrimonio floreale di Giuseppina, ma nonostante questo una parte delle varietà all’epoca presenti è purtroppo andata perduta.

Le rose venute da lontano: Messico, Stati Uniti e Africa

La storia della rosa non ha visto protagonisti solo Europa e Oriente del mondo.

Gli Aztechi decoravano le case e le strade con festoni di caprifoglio e di rose, donavano mazzi di rose ai soldati e ornavano gli elmi con ghirlande di rose.
Molti secoli dopo, l’esploratore spagnolo Cortés, entrando nella capitale azteca Tenochtitlan (oggi Città del Messico), rimase colpito dalla profusione di fiori e rose nelle strade, e la R. Mochata e le cosiddette rose di Castiglia, importate dalla Spagna, ebbero presto rapida diffusione.

Negli Stati Uniti, nell’’800, gli architetti botanici progettavano aiuole piene di rose immerse in prati all’inglese delle ville e i giardini pubblici offrivano ombra sotto pergolati ricoperti di rose.
Tra queste, la varietà americana più celebre è stata senza dubbio la rosa Noisette, proveniente dalla Carolina del Sud e originata probabilmente da R. Chinensis e R. Mochata; si racconta che fu amata addirittura dal primo Presidente degli Stati Uniti, George Washington, che nel giardino della sua casa in Virginia non solo coltivava personalmente le rose ma riuscì anche a crearne un nuovo ibrido, dedicato a sua madre: la bellissima rosa bianco-rosata ‘Mary Washington’.

La fama delle rose americane arrivò anche in Europa: il celebre pittore-giardiniere Claude Monet aveva stretti rapporti con i vivaisti americani, dai quali acquistava nuove varietà che amava impiantare nel suo splendido giardino di Giverny.
In modo particolare, si appassionò a una rosa Rambler dai fiori semplici di colore rosa intenso, chiamata ‘American Pillar’, un rampicante che fece crescere sugli archi in ferro battuto posti al centro del celebre laghetto con le ninfee e che ritrasse nella sua opera Les arceaux fleuris.

Rosa 'American Pillae' nel giardino di Giverny di Monet

Rosa ‘American Pillar’, fotografata nel giardino di Giverny voluto da Claude Monet.
Spedona, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons  

La piccola isola di Le Reunion, vicino alle Mauritius, in Africa, ci ha regalato un gruppo di rose ancora oggi molto amato, le cosiddette rose Bourbon o Bourboniane (un tempo Le Reunion era chiamata Île de Bourbon), frutto probabilmente di un incrocio spontaneo tra R. Chinensis e le R. Damascene.

Furono portate in Francia all’inizio dell”800, come dono a Re Luigi Filippo, e dalle ibridazioni successive che ne sono derivate sono nate delle cultivar molto popolari perché combinano il meglio delle rose europee e di quelle cinesi, ossia fiori grandi e profumati con fioriture spesso di lunga durata.

Le varietà moderne e la storia della rosa della "Pace”

La creazione, nel 1837, della prima cultivar del gruppo di Ibridi di Tea, chiamata ‘La France’, segna la nascita delle rose moderne, che oggi rappresentano la grandissima maggioranza delle varietà presenti nei nostri giardini.

Tra queste, sono generose di soddisfazioni le R. Floribunda, con i loro caratteristici grappoli di piccoli fiori, e le R. Grandiflora (discendenti da Ibridi di Tea e proprio dalle Floribunda), nate a metà del secolo scorso e caratterizzate, come dice il nome, da fiori grandi e dai colori brillanti.

Tra le novità moderne non possiamo poi non ricordare la creazione delle rose gialle: ebbene sì, fino alla fine dell’’800 era estremamente raro avere rose di questo colore, ma il 1° novembre 1900 viene lanciata sul mercato quella che viene considerata la capostipite di tutte le rose Ibride di Tea sulle tonalità gialle, albicocca e arancio che verranno in seguito, la celeberrima ‘Soleil d’Or’, con grandi fiori doppi rifiorenti dal profumo speziato.

E parlando di rose gialle, per concludere la nostra storia della rosa, ti salutiamo con la varietà ‘Gioia’ (conosciuta anche come ‘Mme. A. Meilland’ o ‘Peace’), un Ibrido di Tea considerata la rosa coltivata più famosa al mondo.

Fiore giallo-avorio con i petali dal bordo di un delicato colore rosa, deve il suo successo a una fortunata coincidenza: fu infatti presentata in America il 29 aprile 1945, lo stesso giorno in cui in Europa cadeva la città di Berlino sotto l’assedio russo.
Per questo motivo, divenne simbolo della pace e fu offerta in dono ai 49 delegati che si riunirono a San Francisco, quello stesso anno, per fondare l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), a voler rappresentare un messaggio augurale per un futuro senza più guerre.

Rosa della pace 'Gioia', gialla e rosa

Rosa della pace ‘Gioia’
Sheba_Also 43,000 photos, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

In conclusione, la storia della rosa è un racconto affascinante di bellezza, passione e simbolismo che ha attraversato molti secoli.

Da antichi riti religiosi a moderne celebrazioni romantiche, la rosa ha continuato a incantare e ispirare generazioni di appassionati in tutto il mondo.

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Foto di apertura da Canva

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