La rosa del deserto e le piante dei climi aridi

La rosa del deserto e i fiori della sabbia
Dal fiore detto “rosa del deserto” alle piante che crescono in condizioni ostili e che ci offrono spettacolari fioriture nel deserto e sui terreni vulcanici.

Quando pensiamo alla rosa del deserto ci viene subito in mente la formazione minerale caratteristica dei climi aridi, come i deserti del Sahara, dell’Arabia e del Messico. I cristalli di questa pietra, spesso di colore marrone chiaro o rosato, quasi a voler riflettere la sabbia circostante, si dispongono in modo da formare strutture che ricordano, appunto, petali di rosa.

Ma forse non sai che la “rosa del deserto” è anche il nome con cui viene comunemente chiamata una pianta grassa sempreverde che cresce in climi aridi, la Adenium obesum.

Oggi su Floralist ti raccontiamo di questa pianta e delle sue “sorelle” che crescono in ambienti ostili, vere e proprie meraviglie della natura, adattate per sopravvivere e prosperare in condizioni estreme.

Indice: la rosa del deserto e le sue sorelle

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La rosa del deserto e le altre piante della sabbia

Le piante che crescono in climi aridi e nei deserti sono meraviglie di adattamento, perché hanno sviluppato molti sistemi per sopravvivere alla scarsità d’acqua: hanno radici profonde, foglie spesse e carnose spesso coperte di una patina cerosa che devia i raggi solari; riescono a conservare acqua nelle foglie per non disidratarsi, addirittura alcune emettono un profumo di olio aromatico che rappresenta una sorta di barriera contro il sole.

Te ne raccontiamo alcune.

Albero di Giosuè (Yucca brevifolia)

Albero di Giosuè

Forse “Albero di Giosuè” ti dice poco, ma se ti diciamo “Joshua Tree” ti viene di sicuro in mente il celebre album del gruppo irlandese U2, che si ispira proprio a questa varietà di Yucca, tipica della California (da visitare il Joshua Tree National Park).

Il nome di questa pianta viene fatto risalire ai coloni mormoni del 1800, che nei suoi lunghi rami vedevano richiami biblici, come braccia tese ad invocare la protezione di Dio.

Aloe (Aloe)

rami con spine dell'aloe

Conosciuto da secoli per le sue proprietà benefiche, curative e cosmetiche, l’aloe era utilizzato per questo da Alessandro Magno e Cleopatra.

È un sempreverde perenne, in alcuni casi rampicanti, dotato di fogliame succulento “seghettato” (da cui si ricavano succhi e gel, oggi in commercio), con spine bianche ai lati, e fiori tubulosi o campanulati rivolti verso il basso.
Leggi il nostro speciale sull’aloe.

Fico d’India (Opuntia ficus-indica)

Frutti di fico d'India

Alcune piante del deserto e dei climi caldi (ad esempio il Sud della nostra Penisola), come il fico d’India, offrono frutti commestibili ricchi di nutrienti, che si presentano con colori che vanno dal giallo al porpora, rivestiti di spine cortissime molto urticanti.

Le popolazioni indigene dei deserti del mondo hanno imparato a utilizzare queste risorse vegetali per sopravvivere in condizioni estreme, dimostrando la grande ricchezza della biodiversità del deserto.

Giglio di mare (Pancratium maritimum)

Giglio di mare sulla sabbia

Tra le piante che crescono sulla sabbia, non possiamo non annoverare il giglio marino (chiamato anche “narciso marino”, “giglio di Sardegna” e in tanti altri modi), che troviamo lungo le coste sabbiose del Mar Mediterraneo e del Mar Nero. È una bulbosa dai grandi fiori, bianchi e profumati, dalla forma simile al narciso, che sbocciano verso le fine dell’estate.

Stemonitis, CC BY-SA 2.5, via Wikimedia Commons

Palma da datteri (Phoenix dactylifera)

Palma da dattero

Addentrandoci nelle zone delle oasi, è facile imbattersi nelle palme da deserto.
Queste maestose piante si ergono come guardiani dell’acqua, con le loro radici profonde che raggiungono falde acquifere sotterranee.
Tra le più famose c’è la palma che produce i datteri, conosciuti fin dai tempi antichi da Egizi, Greci, Romani e popolazioni berbere.

Questa pianta è però fortemente a rischio perché attaccata dal parassita del punteruolo rosso delle palme (Rhynchophorus ferrugineus), al momento difficilmente contenibile.

Rosa del deserto (Adenium obesum)

Rosa del deserto

La rosa del deserto una pianta perenne succulenta, con tronchi rigonfi e carnosi ricchi di acqua e sostanze nutritive, che cresce nel Sahara meridionale, nell’Africa tropicale e in Arabia.

Coltivata anche come bonsai, la rosa del deserto ha fiori bianchi o rosa striati che ricordano quelli della plumeria e dell’oleandro (è infatti chiamata anche “oleandro del Madagascar”), con cui condivide una non invidiabile caratteristica: è una pianta piuttosto tossica.

Saponaria (Saponaria)

Fiori rosa di saponaria

Non solo sulla sabbia: tra i fiori e le piante di questo racconto ti vogliamo parlare anche della saponaria, che con un po’ di fortuna (la sua fioritura dura pochi giorni) puoi ammirare sulle pendici laviche dell’Etna.

Chiamata anche “Cuscino di Venere”, si presenta con una splendida forma tondeggiante, come una sorta di cuscino interamente ricoperto di fiorellini rosa o bianchi.
La varietà S. Officinalis veniva utilizzata nell’antichità per produrre saponi, da cui l’etimologia del suo nome.

Frankylikesnature, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Tamerice (Tamarix)

Rami rosa di tamerice

Con le sue delicate fronde e i fiori piumosi di color rosa pallido, la tamerice aggiunge un tocco di grazia ai deserti del Mediterraneo e del Medio Oriente.

Questa pianta si presenta come alberi e arbusti piuttosto rustici, è in grado di sopravvivere in terreni salini lungo le coste e in ambienti aridi, fornendo riparo e cibo per molte specie animali.

Il deserto fiorito di Atacama in Cile

La fioritura del deserto di Atacama, nel Cile settentrionale, è uno spettacolo straordinario che attira visitatori da tutto il mondo e che avviene solo in rari momenti di eccezionale pioggia, circa ogni 7 anni.

Questo deserto, uno dei più aridi al mondo, si trasforma improvvisamente in un mare di colori vibranti quando le condizioni sono favorevoli. Durante la fioritura, i semi dormienti delle piante del deserto germogliano rapidamente, coprendo il paesaggio con tappeti di fiori dai toni sgargianti.

Tra le specie che prendono vita durante questo evento eccezionale ci sono alcune specie endemiche, come quella che viene chiamata “Garra de León”, dai suoi fiori rosso-arancio, e l’Alstroemeria graminea.

Deserto fiorito di Atacama, in Cile

Il deserto in fiore di Atacama, in Cile

I cambiamenti climatici e l’aridocoltura

L’acqua è una delle risorse più preziose e, allo stesso tempo, più scarse sul nostro pianeta. Con il cambiamento climatico in atto e l’aumento delle temperature globali, molte regioni stanno sperimentando periodi di siccità sempre più frequenti e intensi.

In questo contesto, nasce l’aridocoltura, una pratica nata prima per l’agricoltura e poi applicata anche al giardinaggio, che si propone di risparmiare acqua e ottimizzare l’uso delle risorse in ambienti aridi e semi-aridi.

L’aridocoltura si basa su due principi fondamentali: trattenere l’acqua piovana (soprattutto per i terreni in pendenza) e conservare l’umidità del suolo (usando, ad esempio, la pacciamatura del terreno).

Fondamentali sono anche le tecniche di irrigazione (a goccia o tramite bacini di raccolta dell’acqua piovana) e la scelta delle piante per i giardini: si va da quelle che si sono adattate nel corso dei secoli, tipiche del clima mediterraneo (vite, ulivo, fico, palma da dattero, melograno), ad erbe e piante aromatiche come lavanda, rosmarino e timo.

In conclusione, le piante che crescono nei deserti del mondo, come la bellissima rosa del deserto, sui crinali dei vulcani o lungo le coste sabbiose e assolate, sono un esempio straordinario di resilienza.

Nonostante le condizioni estreme, queste piante hanno sviluppato una serie di adattamenti unici che consentono loro di prosperare anche nei luoghi più ostili, offrendoci al contempo frutti nutrienti e sostanze benefiche per utilizzi medicinali naturali.

In più, tecniche innovative come l’aridocoltura ci insegnano a coltivare il verde risparmiando risorse preziose e, promuovendo la sostenibilità ambientale, ci propongono una visione diversa per il futuro dell’agricoltura e del giardinaggio, in un mondo purtroppo sempre più assetato.

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Foto di apertura di Satyress, da Pixabay

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