La rosa di Agatha Christie

La rosa Zephirine Drouhin, dal romanzo di Agatha Christie
C'è una rosa che ha aiutato il celebre Hercule Poirot, protagonista dei romanzi di Agatha Christie, a risolvere un delitto... Non ci credi? Scopri l’enigma...

Nei labirinti intricati delle trame di Agatha Christie, le piante fioriscono come indizi segreti, svelando misteri nascosti tra i petali.

La regina del giallo non solo intesseva storie avvincenti, ma coltivava un giardino segreto di simbolismi floreali.

Nel nostro racconto tra “crime” e botanica, esploreremo il “lato fiorito” della mente geniale della Christie, dove ogni petalo racchiude un segreto e ogni foglia cela un indizio..

Indice: Agatha, fiori e delitti...

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La rosa risolve il mistero...

– Siete coltivatore di rose e abitate a Emsworth, Berkes?
– Sì
– Siete andato il 20 ottobre a Maidenford per esaminare un roseto che cresce presso la portineria di Hunterbury Hall?
– Sì
– Volete descrivere questo roseto?
– È una rosa rampicante: la Zéphirine Drouhin. Ha fiori rossi delicatamente profumati. È priva di spine.
– Sarebbe impossibile graffiarsi con un roseto simile a quello descritto da voi?
– Impossibile. Ripeto che è assolutamente privo di spine.

Ebbene sì, in “La parola alla difesa”, bellissimo romanzo giallo di Agatha Christie pubblicato nel 1940, la caratteristica principale di questa splendida rosa rampicante, l’essere senza spine, aiuta il celebre investigatore dalla testa a forma di uovo, Hercule Poirot, a far assolvere la sua assistita Eleanor Carlisle dall’accusa di omicidio..
C’entra un’etichetta strappata di un farmaco, una siringa e un the avvelenato…

Non diciamo di più, per non svelare il nome di chi ha commesso l’omicidio. Ti basti sapere che questo è uno dei tanti romanzi in cui la Christie sceglie il veleno come arma letale, sfruttando le conoscenze acquisite nel dispensario farmaceutico di Torquay  in cui prestò servizio come volontaria durante la Grande Guerra.

Agatha Christie e i suoi veleni

La scrittrice amava raccontare che ideava spesso i suoi romanzi in una maniera davvero curiosa: immersa nella sua vasca da bagno fumante, su cui era appoggiato un ripiano in legno con carta, penne e una teiera bollente con qualche biscotto di accompagnamento.
Oppure in giro per il mondo, quando accompagnava le spedizioni per gli scavi del suo secondo marito, Max Mallowan, giovane archeologo che le fece conoscere soprattutto il Medio Oriente (fu nell’Hotel Pera Palas di Istanbul che scrisse il suo romanzo più celebre, “Assassinio sull’Orient Express”).

Come le donne fin dai tempi antichi, considerate guaritrici o streghe a seconda dell’uso che facevano delle erbe “magiche” (leggi il nostro approfondimento), così anche Agatha Christie usò molte piante velenose spesso assai comuni, nei giardini inglesi, per “uccidere” le vittime dei suoi romanzi, documentandosi sui libri medici che teneva nella sua fornita libreria di casa.
Ritratto di Agatha Christie

Agatha Christie, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Ricordiamo il primo romanzo di Agatha Christie, in cui fece il suo esordio Hercule Poirot, “Poirot a Styles Court”, in cui la proprietaria del maniero viene uccisa nella notte con una dose di stricnina, potente alcaloide ricavato dai semi della noce vomica o albero della stricnina (Strychnos nux-vomica) e della cosiddetta fava di S. Ignazio (Strychnos ignatii). La scrittrice si servì, tra gli altri, anche dell’atropa belladonna in “Miss Marple nei Caraibi”, che provoca turbamenti psichici alla moglie dell’assassino; della cicuta, dal cui estratto si ricava il veleno con cui la scrittrice fa uccidere il protagonista di “Il ritratto di Elsa Greer”; della ricina, proteina ricavata dal Ricinus communis, causa di morte di una famiglia in uno dei racconti della serie “Tommy e Tuppence, in due s’indaga meglio”.

Miss Marple e le sue piante

Non solo veleni!
Miss Marple, l’arguta vecchietta alter ego di Agatha Christie, viene descritta come un’amante del giardinaggio, che pratica con passione nella sua villetta di Saint Mary Mead, il villaggio in cui vive risolvendo piccoli e grandi misteri, spesso aiutandosi proprio con la sua conoscenza delle piante. Ad esempio, riconosce una serra di passiflora, grazie alla quale trova la soluzione del delitto in “Miss Marple: nemesi”, o le dalie, che invece la aiutano a risolvere un enigma in “Miss Marple e i 13 problemi”.

Coltivare la rosa ‘Zéphirine Drouhin’

La R. ‘Zéphirine Drouhin’ è una rosa storica Bourbons, un rampicante a crescita veloce con altezza dai 3 metri in su, adatto a graticci e pilastri (ma può crescere anche come arbusto autoportante, se lasciata libera).
Presenta fiori semidoppi molto profumati di colore rosa intenso. Ha una fioritura generosa a partire da maggio, che può avvenire anche con un’esposizione a mezz’ombra. I nuovi rami partono dal basso, non ha bisogno di potature ma solo di un leggero ringiovanimento.
È completamente priva di spine.

Ti abbiamo parlato di questa bellissima pianta nella guida alla scelta della rosa giusta, cui ti rimandiamo per approfondimento.

E tu conosci altri romanzi gialli in cui un fiore o una pianta rappresenta la soluzione del mistero? Se ti va, faccelo sapere, scrivendolo nei commenti in basso e se ti è piaciuto questo articolo, dacci un voto o condividilo! Grazie!

Foto di Sonja Kalee da Pixabay 

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