Lo zucchero, storia e curiosità sull’oro bianco

Canna da zucchero e cucchiaio di zucchero
Qual è la pianta da cui si ricava lo zucchero? Come è arrivata in Europa? Cosa significa sognare lo zucchero? Scopri storia e curiosità sull’”oro bianco”!
Lo zucchero ha una storia affascinante fatta di esplorazioni, antiche tecniche di coltivazione e significati simbolici carichi di positività che vogliamo raccontarti. Leggi lo speciale di Floralist dedicato all’”oro bianco”!

Indice: lo zucchero e la sua pianta

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Da dove proviene la canna da zucchero?

La canna da zucchero (Saccharum officinarum) è un’erbacea di colore giallo, violaceo, verde o rossiccio, appartenente alla famiglia delle Poaceae (Graminacee), originaria della Nuova Guinea. Alcune specie crescono nelle regioni tropicali e subtropicali del pianeta e sono costituite da un fusto principale ramificato in culmi aerei cavi simili a quelli del bambù: dal rizoma duro e angoloso spuntano steli legnosi intervallati da nodi e rivestiti da foglie lunghe, verdi e lanceolate, simili a quelle del mais. I fiori, somiglianti a quelli di avena e frumento, sono riuniti in infiorescenze, le pannocchie.

Questa pianta cresce rapidamente, richiedendo un intenso soleggiamento durante la fotosintesi (lega, infatti, l’anidride carbonica più efficacemente rispetto ad altre piante). Nelle piantagioni la riproduzione ha luogo, in maniera vegetativa, mediante talea: la temperatura media annuale non deve essere inferiore a 18 °C, il gelo ne provoca la morte, le precipitazioni devono essere abbondanti e le irrigazioni intense.

Pianta della canna da zucchero

La canna da zucchero (Saccharum officinarum)

Lo “sciroppo zuccherino” nell’antichità

Esportata dai Polinesiani in Cina, India e Australia già dal 5.000 a.C., serviva per produrre un liquido zuccherino attraverso spremitura e bollitura. I Persiani di Dario I, che ne estesero la coltivazione a tutto il Medio Oriente (510 a.C.), parlavano di una pianta europea da cui si estraeva uno “sciroppo denso e dolcissimo”, che veniva asciugato su larghe foglie, producendo cristalli con particolari proprietà energetiche.

Nel 325 a.C. Alessandro Magno diceva che, nei Paesi dell’estremo oriente, si trovava un “miele che non aveva bisogno di api” e che una bevanda ricavata da quella canna aveva un effetto inebriante.

Gli Arabi, la Sicilia e i primordi dell’industria dello zucchero

Gli Arabi ne sfruttavano le proprietà già nel VI sec. d.C. e cominciarono a coltivarla in Sicilia e Spagna (700-900 d.C.): intorno a Palermo cresceva la “canna di Persia”, da cui si estraeva un sugo “per pressione”. La pianta raggiunse l’Egitto e altri Paesi musulmani grazie ad alcuni mercanti arabi nell’VIII secolo: Re Abdurrahman, che governava le regioni moresche, amava il giardinaggio e l’agricoltura e introdusse specie vegetali provenienti dall’area araba (inclusa la canna da zucchero).

I Mori idearono sofisticati sistemi di irrigazione e le coste ospitarono vaste piantagioni di canna, i cui raccolti venivano lavorati in zuccherifici con macine azionate dall’energia idraulica, accrescendo la produzione di zucchero e sviluppando una industria saccarifera che rifornì l’Africa settentrionale e l’Europa cristiana.

Il “sale arabo” medievale

Nel Medioevo lo zucchero giunse in Europa come farmaco e spezia costosa: nell’XI secolo i Genovesi e i Veneziani importarono il “sale arabo” diffuso anche dalle Crociate. Nel XIII secolo Federico II di Svevia introdusse la coltivazione della pianta in Sicilia, diffondendo l’uso dello zucchero nelle città costiere e nell’entroterra.

Nella prima metà del Trecento venne commercializzato in Inghilterra, Danimarca, Svezia e Germania e nel Quattrocento esistevano spedizioni mercantili con la Spagna per l’importazione di questo prezioso ingrediente. Rispetto a quelle dei Mori le superfici spagnole coltivabili erano esigue e le tecniche primitive: la “Reconquista” fu infatti una guerra economica, oltre che religiosa, con cui i Re cattolici acquisirono la redditizia fonte di approvvigionamento da destinare all’Europa.

L’oro bianco, Colombo e Isabella di Castiglia

Disegno delle caravelle di Cristoforo Colombo

Cristoforo Colombo alla scoperta dell’America

La dominazione ottomana del Mediterraneo orientale e il commercio delle spezie asiatiche e indiane non favoriva i traffici degli Europei, che cercarono rotte alternative al commercio arabo: Colombo propose quindi, a Isabella di Castiglia, la traversata dell’Atlantico per trovare una rotta alternativa verso le Indie e la Cina. La spedizione fu finanziata e la scoperta dell’America pose le basi dell’impero coloniale del Nuovo Mondo, ideale per l’”oro bianco”, molto costoso.

Le isole caraibiche non offrivano le spezie desiderate: nel 1493 Colombo, partendo verso le Indie occidentali, imbarcò esemplari di canna da zucchero riferendo che, nelle coltivazioni di Haiti, queste piante crescevano rapidamente. Una certa familiarità lo legava allo zucchero, avendolo trasportato da Madeira a Genova per conto di mercanti genovesi; sua moglie Felipa Moniz Perestrello era inoltre originaria di Madeira, dove i Portoghesi coltivavano la canna da zucchero fin dal 1432.

Le isole caraibiche e le grandi piantagioni

Ingenti somme di denaro furono spese per colonizzare diverse isole (tra cui le Canarie) dove coltivare la preziosissima canna, che attecchiva meglio grazie al clima caraibico tropicale (in Spagna le piantagioni erano male irrigate e in inverno il freddo danneggiava le piante).
Anche ai Caraibi vennero allestite grandi coltivazioni e costruite molte macine per l’elaborazione del vegetale, che resero lo zucchero il tesoro tanto agognato dagli spagnoli.

L’ampliamento delle piantagioni richiedeva, tuttavia, molta manodopera e le tribù amerinde dei Caraibi vennero schiavizzate e non sopravvissero a quelle dure condizioni, decimate dai virus spagnoli e sostituite dagli schiavi provenienti dall’Africa. Portoghesi, inglesi, francesi e olandesi inviavano navi cariche di merci di scambio nel continente africano e costruivano piazze commerciali e campi di raccolta di manodopera nel Ghana.

I Conquistadores e la pasticceria europea

I Conquistadores spagnoli diffusero la canna da zucchero in Messico, i Portoghesi in Brasile, gli Inglesi e i Francesi nelle Antille: l’America centrale e meridionale fu un importante produttore di zucchero, cosa che provocò la scomparsa delle coltivazioni spagnole e italiane. Le importazioni diffusero ampiamente questo prodotto, incentivando l’arte culinaria e la pasticceria europea insieme a cacao, latte e caffè. Lo zucchero di canna rimase, per lungo tempo, l’unico sul mercato (triplicato tra 1640 e 1750), nonostante la scoperta, nel 1575, della barbabietola (Beta vulgaris), che produceva uno sciroppo dolce molto simile.  

ciotola con zollette di zucchero di canna

Zollette di zucchero di canna

Napoleone e l’Ottocento: le barbabietole

I contrasti tra Francia e Inghilterra, in epoca napoleonica, e i sequestri di navi dirette verso i porti francesi bloccarono le importazioni inglesi di zucchero proveniente in Europa via mare, portando alla produzione industriale di saccarosio da barbabietola (Napoleone aprì molti stabilimenti in Francia).

Il Congresso di Vienna e la fine del blocco continentale fecero arrestare la coltivazione della bieta e ritornare lo zucchero di canna fino alla seconda metà dell’Ottocento. L’abolizione dello schiavismo determinò un aumento dei costi di raccolta e lavorazione della canna da zucchero, coltivata, oggi, in quasi tutti i paesi di Asia, America, Africa e Australia; in Europa è limitata a Spagna, Andalusia, Portogallo e Madeira.

Cosa significa sognare lo zucchero?

caramelle colorate di zucchero

Le gustose caramelle colorate che tutti da bambini amavamo…

Lo zucchero è legato al significato di dolci e caramelle (legami affettivi e sentimentali e bisogno di attenzione e amore), alla dolcezza di un evento o di una persona, alla voglia di tenerezza, alla persona amata e alla felicità. Il sapore riconduce all’autostima e al riconoscimento degli sforzi, il colore bianco al piacere di affrontare a vita, mangiarlo presagisce novità che porteranno gioia. La sua carica energetica indica situazioni che richiedono impegno (un problema da risolvere o un progetto da completare e in un periodo stressante suggerisce bisogno di rinvigorimento della forma fisica).

Lo zucchero filato rievoca inconsciamente i giochi amorosi legati ai momenti gioiosi della infanzia, spensieratezza, evasione dalle responsabilità e necessità di distacco dalle preoccupazioni quotidiane. Una grande quantità è segno di richiesta di disponibilità, gentilezza, amore e affetto nei legami di amicizia e lavoro poco appaganti. Le zollette indicano, invece, il raggiungimento di piccole e momentanee soddisfazioni quotidiane.

Foto di apertura di Canva.com

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

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