Tutto sulle meravigliose piante acquatiche

Laghetto con piante acquatiche
Come scegliere le piante acquatiche e realizzare una vera oasi naturale. E non perderti i più bei giardini acquatici da visitare nel mondo!

Immagina di avere un angolo di paradiso nel tuo giardino, un’oasi di pace e bellezza dove le piante acquatiche creano un ecosistema vibrante e armonioso.
Un laghetto di acqua dolce può trasformare il tuo spazio verde in un rifugio per la fauna selvatica e un luogo di relax per te e la tua famiglia.

In questo articolo, vedremo come realizzare un laghetto di acqua dolce, le diverse tipologie di piante acquatiche e i migliori consigli per la loro messa a dimora e cura.
Inoltre, ti porteremo in un viaggio attraverso alcuni dei luoghi più celebri al mondo per le piante acquatiche.

Indice: i giardini acquatici

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Realizzare un laghetto con le piante acquatiche

Preparazione del laghetto con piante acquatiche

Fase di progettazione

Prima di iniziare la costruzione del tuo laghetto, è fondamentale una buona pianificazione. Ecco alcuni punti chiave che devi considerare:

  • Posizione: scegli un’area che riceva almeno 6 ore di luce solare al giorno per favorire la crescita e la fioritura delle piante acquatiche (i punti più ombreggiati sono più indicati per le specie palustri).
    Evita inoltre zone soggette a forti venti o coperte da alberi a foglia caduca, che richiedono molta manutenzione per mantenere pulita l’acqua

  • Dimensioni: un laghetto più grande è più facile da gestire ecologicamente grazie all’equilibrio biologico che si formerà all’interno. Una profondità di almeno 60-80 cm è ideale per ospitare una buona varietà di piante e pesci

  • Forma: anche se gli spazi acquatici “formali” e geometrici sono molto belli, la forma naturale, mossa e ondulata, a nostro avviso si integra meglio con il paesaggio circostante.

Fase di realizzazione

Una volta progettato, puoi passare alla realizzazione, con queste 3 fasi:

  1. Progettazione delle profondità: quando prepari il terreno secondo il progetto, crea zone di profondità variabile per ospitare piante con esigenze diverse

  2. Scelta del laghetto: può essere un prefabbricato in plastica ma anche un vaso in terracotta, una ciotola in pietra, una botte in legno o un contenitore in zinco, soprattutto se lo spazio è poco

  3. Riempimento: riempi il laghetto con acqua, preferibilmente piovana o declorata, evitando di utilizzare acqua troppo dura o con cloro; ricordati inoltre che, per mantenere l’acqua limpida e ossigenata, il laghetto avrà bisogno di una pompa di filtrazione, da ripulire da erbe e detriti in inverno.

Manutenzione del laghetto

Ti consigliamo di tenere pulita la zona intorno al laghetto: elimina fiori appassiti o foglie secche o ingiallite, che possono inquinare l’acqua, o le infestanti che possono crescere ai margini dello specchio d’acqua. Puoi aiutarti con un retino per le foglie e con un bastone o una canna lungo cui far attorcigliare i filamenti delle alghe.

Ricordati inoltre di rabboccare sempre l’acqua, soprattutto d’estate quando tende a prosciugarsi per il caldo.
In inverno, invece, occorre una profondità di almeno 60 centimetri per far sopravvivere al freddo i pesci del laghetto.

Pesci e fauna dei laghetti

Vuoi aggiungere pesci nel tuo spazio acquatico? In questo caso le ninfee, con le loro grandi foglie galleggianti, forniscono ombra e riparo e garantiscono che il bacino d’acqua non si surriscaldi troppo.
Altre piante adatte sono la Pontederia cordata, l’Acorius calamus e la Caltha, piante resistenti agli “appetiti” dei nostri pesci…

I laghetti possono attirare anche altri animali, uccelli, insetti, rane e rospi, utili anche a contenere afidi e lumache.
Punti di accesso, anche rialzati, favoriscono l’ingresso in acqua di questi animali, che possono trovare riparo sotto tronchi e tra la vegetazione di piante marginali e palustri, come l’Iris laevigata.

Rana su una foglia di ninfea

I diversi tipi di piante acquatiche

Lo schema migliore per il laghetto prevede un fondo a gradoni, a profondità crescente, in modo da poter alloggiare piante di tipi diversi: palustri, marginali, acquatiche (comprese le cosiddette “ossigenanti”).

Schema del laghetto per piante acquatiche

Piante palustri

Le piante palustri crescono ai lati del laghetto, in terreni umidi o bagnati.
Sono ideali per le zone marginali del laghetto, contribuendo a stabilizzare le sponde e fornendo habitat per insetti e uccelli.
Prima di mettere a dimora le piante palustri, ricava una piccola fossa da ricoprire con telo per laghetti, poi apri dei fori a intervalli regolari in cui inserire le piante (felci, primule, astilbe), infine ricopri con terra e letame maturo.

Piante marginali

Le piante marginali crescono lungo i bordi del laghetto (aiutando anche a coprirne gli antiestetici bordi in plastica), con le radici immerse in massimo 30 centimetri d’acqua (la parte superiore del cestino che le contiene deve essere a livello del pelo dell’acqua) e il fogliame sopra la superficie.
Tra le piante marginali, gli iris acquatici vengono impiantati a ca 15 cm di profondità, la Pontederia cordata a 30 cm.

Piante acquatiche: canne e ninfee

Piante acquatiche

Le piante acquatiche sono varietà da acqua più profonda, immerse fino a 100 cm di profondità in specifici cestini traforati posti sopra mattoni in rialzo, con radici che si ramificano sul fondo e foglie che galleggiano sulla superficie dell’acqua.

Piante ossigenanti

Le piante ossigenanti sono immerse nell’acqua come le acquatiche, forniscono ossigeno al laghetto e sottraggono nutrienti alle alghe e alle infestanti che prosperano sul bordo dello specchio; sostanzialmente, sono essenziali per mantenere l’acqua pulita e ossigenata.
Tra queste alcune sono piante sommerse, come il ceratofillo (Ceratophyllum demersum), altre sono galleggianti, come il giacinto d’acqua (Eichhornia crassipes).

Come scegliere le piante acquatiche

Il primo consiglio sulla scelta delle piante che ci danno gli esperti è di non soffocare lo spazio acquatico con una moltitudine di piante, ma piuttosto di scegliere 2-3 varietà al massimo.

Per mantenere vivo l’interesse visivo tutto l’anno, puoi inoltre combinare piante sempreverdi (come le Hosta) con altre dai fiori o dal fogliame colorato (ad esempio l’astilbe dai fiori rossi, la Caltha palustre dai fiori gialli o la Filipendula rubra dal fogliame viola).

Altro aspetto da considerare è il profumo (alcune varietà sprigionano una deliziosa fragranza, come le varietà di ninfea N. ‘Marliacea Albida’, N. ‘Rosennymphe’, N. ‘Marliacea Carnea’, N. odorata var. minor) o la resistenza alle temperature più rigide (le ninfee esotiche dai colori blu e viola sono più delicate e in inverno vanno protette dal freddo).

Infine, per dare movimento allo spazio del laghetto, puoi giocare sulle altezze, alternando piante dalla foglia piatta come le ninfee ad altre che si sviluppano più in verticale, come le canne e il bellissimo “fossile vivente” equiseto.

Fatte queste premesse, sbizzarrisciti con la scelta!
Tra le opzioni, prima di tutto parliamo del fiore di loto e della ninfea, due piante per molti versi molto simili ma con qualche differenza.

Conosciamole meglio.

Fior di loto

Fiore rosa di loto, tra le piante acquatiche più popolari

Il fiore di loto (Nelumbo nucifera) è da sempre molto amato per il suo valore estetico e spirituale soprattutto nella cultura orientale (è il simbolo dell’India, mentre in Giappone il termine che lo indica, hasu 蓮, significa “purezza dell’anima”).
Ha foglie tonde idrorepellenti e fiori che si stagliano in alto sulla superficie dell’acqua e che sbocciano da giugno ad agosto, quando la temperatura raggiunge almeno i 20° C.
Ricorda però che questa pianta è piuttosto invasiva ed è meglio cercare di contenerne lo sviluppo coltivandola negli appositi cestini traforati per piante acquatiche.

Ninfea

Fiore bianco di ninfea, tra le piante acquatiche più amate

La ninfea è la prima pianta a cui pensiamo per un laghetto con le piante acquatiche, molto amata e ritratta dal pittore-giardiniere Monet (ti abbiamo raccontato la storia di questa passione e i consigli di cura specifici per la ninfea nello speciale di Floralist).

Questa pianta da acque profonde, tra varietà grandi e piccole, profumate e colorate, ha foglie più cuoriformi (con un taglio che dal centro della foglia va verso l’esterno, come puoi vedere da questa foto) e fiori che si poggiano sulla superficie dell’acqua.

Altre piante acquatiche

Altre piante acquatiche che puoi scegliere sono:

  • Calla (Zantedeschia aethopica) è una delle piante acquatiche più popolari, grazie all’eleganza delle sue grandi spate bianche che si ergono nella prima parte dell’estate sulle foglie lanceolate verde scuro

  • Erba coltella dei fossi (Stratiotes aloides) ha rosette di foglie appuntite e fiori bianchi a coppa che crescono in estate; si impianta a ca. 60-90 cm, cresce in acqua fredda e in posizione soleggiata

  • Giacinto d’acqua (Eichhornia crassipes) pianta ossigenatrice galleggiante, quasi delicata (necessita di acqua tiepida e posizione soleggiata), con bellissimi fiori estivi azzurri e lilla

  • Iris acquatico (Iris pseudacorus) è una pianta marginale che può raggiungere un’altezza di 2 metri. Ha fiori gialli oro che crescono anche in una posizione semi-ombreggiata

  • Lysichiton è una pianta marginale o palustre che ha grandi spate bianche simili a quelli delle calle

  • Ninfea del Capo (Aponogeton distachyos) ha fiori bianchi molto profumati che sbocciano sulla superficie dell’acqua e foglie galleggianti oblunghe spesso venate di viola; ha bisogno di una profondità d’impianto di ca. 60-90 cm

  • Pontederia cordata è una pianta marginale ricca di foglie lanceolate verde scuro; in tarda estate produce spighe floreali azzurre

  • Ranuncolo acquatico (Ranunculus aquatilis) presenta delle belle foglie lobate galleggianti verde scuro, su cui in estate sbocciano dei fiori solitari gialli e bianchi; ama acqua ferma e posizione ombreggiata

Consigli di cura

Questi alcuni consigli utili per curare le piante acquatiche:

  • quando ti accingi ad alloggiare le piante acquatiche, ricordati di dotarti di cestini forati (necessari per non far fuoriuscire il substrato di terra), terriccio specifico (quello universale non è adatto perché favorisce la proliferazione delle alghe nell’acqua) e ghiaia (necessaria per stabilizzare la superficie del terriccio nei cestini)

  • ad eccezione delle ninfee, di norma le piante acquatiche non necessitano di concimazioni particolari; l’importante è che ti ricordi di eliminare subito foglie e fiori appassiti, per evitare che marciscano nell’acqua

  • le piante acquatiche tendono ad espandersi molto nello specchio d’acqua; per questo motivo può essere utile, in primavera, estrarle e diradarle dividendole in parti più piccole, da ripiantare.

I più bei giardini acquatici da visitare

Giardini Botanici di Villa Taranto (Italia)

Situati sulle rive del Lago Maggiore, i Giardini Botanici di Villa Taranto ospitano una vasta collezione di piante acquatiche, tra cui spettacolari ninfee e loti.
Questi giardini sono anche celebri per le oltre 350 varietà di dalie ospitate, come ti abbiamo raccontato nello speciale dedicato a questo splendido fiore autunnale dalle mille varietà.

Giardini acquatici del Parco Sigurtà (Italia)

Situato vicino al Lago di Garda, il Parco Giardino Sigurtà è famoso per una ricca varietà di piante acquatiche ospitate nei suoi splendidi laghetti, su cui si specchia il magnificente torrione del Castello scaligero.

Giardini di Giverny (Francia)

Il famoso giardino del pittore impressionista Claude Monet, a Giverny è celebre per il suo stagno di ninfee, che ha ispirato molte delle sue opere.
Visitare questo giardino offre un’esperienza unica per ammirare le ninfee in un ambiente idilliaco, una vera e propria “full immersion” nell’arte.

Giardini di Kenrokuen (Giappone)

Considerati uno dei 3 grandi giardini del Giappone, i Giardini di Kenrokuen a Kanazawa ospitano splendidi laghetti adornati con piante acquatiche tipiche della cultura giapponese.
La bellezza e la tranquillità di questi giardini sono un perfetto esempio di armonia tra uomo e natura.

Giardini di Kenrokuen a Kanazawa, con piante acquatiche

Scorcio del giardino di Kenrokuen a Kanazawa

Gli ecosistemi marini

Prenderci cura delle piante acquatiche di uno specchio d’acqua casalingo può aiutarci anche a comprendere meglio e a preservare gli ecosistemi marini, dove le foreste di piante marine e i coralli creano habitat complessi e ricchi di biodiversità, simili alle oasi create nei laghetti.

Il corallo in particolare, che spesso ci appare come un “albero del mare” (anche se studi effettuati nel ‘700 hanno dimostrato che si tratta di un animale) svolge un ruolo cruciale simile a quello degli alberi terrestri.
Proprio come gli alberi creano foreste, i coralli costruiscono barriere coralline, fornendo habitat e nutrimento a una vasta gamma di specie marine.

Le loro strutture ramificate offrono rifugio e protezione, mentre la loro crescita lenta e la lunga durata contribuiscono alla stabilità degli ecosistemi marini, proteggendo le coste dall’erosione e fornendo barriere naturali contro le tempeste.
Come gli alberi, i coralli assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno, migliorando la qualità dell’acqua e sostenendo la biodiversità marina.

Foresta di coralli e piante acquatiche marine

In conclusione, sia i laghetti con piante acquatiche che le foreste marine ci ricordano l’incredibile capacità della natura di sostenere la vita attraverso intricati sistemi ecologici.
Entrambi questi ambienti, sebbene diversi, mostrano la bellezza e la complessità degli ecosistemi acquatici e sottolineano l’importanza di preservare e proteggere questi preziosi habitat.

E tu, hai un laghetto con le piante acquatiche? Se ti va raccontalo nei commenti in basso, e se ti è piaciuto questo articolo, lasciaci un voto o condividilo! Grazie!

Immagine di apertura creata con AI su Canva  

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