Tutto sull’ikebana, l’arte giapponese di disporre i fiori

Ikebana primaverile con fiori bianchi
L’ikebana, l’arte giapponese di disporre i fiori, unisce creatività e spiritualità. Scopri storia, stili e simbologia di questa antica tradizione.

Ti diamo il benvenuto nel mondo dell’ikebana, l’antica arte giapponese di disporre i fiori, dove la bellezza prende forma attraverso petali, rami e foglie intrecciati in una danza armoniosa e simbolica.

Buona lettura!

Indice: l'arte di disporre i fiori

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Cosa significa "ikebana"?

Il termine giapponese “ikebana” si traduce letteralmente con “fiori viventi“, e deriva dalla combinazione di “ike” (vivente) e “hana” (fiore).

Anticamente, questa pratica era conosciuta con il termine ormai desueto di “kadō” (花道), che significa “via dei fiori“, ossia la via spirituale che unisce cielo e terra.

Storia ed evoluzione dell'ikebana

Le radici dell’ikebana risalgono al VI secolo d.C., quando, proveniente dalla Cina e dalla Corea, questa pratica si è radicata in Giappone.
L’origine si attribuisce alle antiche cerimonie buddiste, quando c’era l’usanza delle offerte floreali votive agli Dei all’interno dei templi.

Successivamente questa arte cominciò a diffondersi tra le classi aristocratiche giapponesi, perdendo il carattere religioso per acquisirne uno più artistico e meditativo. Le composizioni floreali cominciarono infatti a decorare le abitazioni nobiliari, dove i grandi spazi a disposizione consentivano allestimenti verticali alti diversi metri, poggiati su enormi basamenti in legno. 

In seguito, l’ikebana comincio ad essere “codificata” da gruppi di artisti in una serie di regole e stili che rispondessero alle esigenze culturali frutto di una popolarità via via crescente, anche tra i ceti popolari.

Stampa di Ikebana di Utagawa Kuniyoshi

Utagawa Kuniyoshi, Public domain, via Wikimedia Commons

Scuole e stili

Le scuole di ikebana oggi sono diffuse in tutto il mondo.

Pensa che solo in Giappone ce ne sono oltre 3.000, che offrono programmi di formazione molto articolati dalla durata pluriennale.

Vediamo le principali con gli stili più famosi.

La scuola Ikenobo: la tradizione

La più famosa e antica (XV secolo) è la scuola Ikenobo, con circa 2 milioni di allievi.

Questa scuola diede origine al primo e tuttora più conosciuto degli stili di decorazione floreale, chiamato “Rikka” (“fiori in piedi”): pur con le evoluzioni apportate nel corso dei secoli, questo stile resta caratterizzato da composizioni verticali di ampie dimensioni e si propone l’obiettivo di riprodurre i paesaggi naturali attraverso l’uso di 7 o 9 elementi, tra rami principali e secondari, inseriti nell’acqua all’interno di contenitori alti.

La scuola Ohara: l’apertura all’Occidente

A cavallo tra ‘800 e ‘900 nacque la scuola Ohara, la seconda per popolarità in Giappone.
Si caratterizza per uno stile innovativo di decorazione floreale, chiamato “Moribana” (“fiori ammassati”), più libero da schemi precostituiti e più vicino alla natura.

I fiori vengono disposti in contenitori orizzontali, le composizioni non hanno più la verticalità della tradizione e, soprattutto, si aprono ad influenze culturali esterne al Giappone, cominciando ad impiegare anche fiori di origine occidentale e ampliando così ulteriormente l’espressione artistica.

Il XX secolo: dalla scuola Sogetsu ad oggi

Nel Novecento si diffuse un nuovo approccio con la scuola Sogetsu, che fece dell’innovazione e della libera creatività del compositore la propria cifra stilistica.
Si cominciarono a sperimentare forme nuove e soprattutto l’impiego di materiali diversi, come rami secchi, muschio e sassi.

Oggi il personaggio più celebre è considerato Makoto Azuma, vero e proprio performer visivo, che si definisce “scultore botanico”.
Se ti va, puoi vedere alcune delle sue futuristiche realizzazioni sulla sua pagina Instagram.  

Ikebana con anemoni viola

La simbologia degli ikebana

Diversi sono i significati dietro ogni composizione floreale giapponese.
Il più importante è che nella cultura giapponese l’asimmetria non è squilibrio ma dinamismo, forza vitale che continuamente si trasforma e si rigenera.

Tutto questo viene reso con la cosiddetta “struttura ternaria” degli ikebana, con il triangolo simbolico cielo-uomo-terra.
Il ramo principale (“shin”), il più lungo e quello più teso verso l’alto, rappresenta il cielo; quello più corto e laterale (“hikae”) la terra; quello inclinato, posto tra i due (“soe”) l’uomo, l’elemento di raccordo che chiude la ricerca di equilibrio e armonia tra gli elementi.

Materiali: la natura come fonte di ispirazione

Le tecniche di taglio e disposizione sono fondamentali nella pratica floreale giapponese.

Gli artisti lavorano con linee e forme per creare equilibrio e armonia. L’attenzione alla semplicità e all’asimmetria è una costante, con l’obiettivo di rappresentare la natura in modo dinamico.

Il triangolo diventa la forma primaria, esprimendo l’instabilità e la mutevolezza dell’universo.

Anche la stagionalità dei materiali utilizzati per le composizioni è fondamentale. Vengono utilizzati rami come quelli di ciliegio o di prugna, fiori come peonie o crisantemi, elementi vegetali come muschio e foglie anche secche, canne, radici, sassi.

Ikebana con rami con fiori rosa

MonikaRiimaitee, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

I rami vengono tagliati diagonalmente, per favorire delle angolazioni degli elementi tali da riprodurre lo schema triangolare tipico degli ikebana.

Questi elementi trovano armonia, nella loro disposizione volutamente asimmetrica, all’interno del contenitore scelto, mai trasparente: vasi di ceramica, cesti, ciotole basse, pietre, pezzi di legno.

Se vuoi approfondire

Ci sono diversi testi interessanti che puoi prendere in considerazione.

Oltre alle opere di Evi Zamperini Pucci, scrittrice esperta di ikebana che ha contribuito a diffondere questa arte in Italia, puoi scegliere, ad esempio, anche “Ikebana svelato”, “Ikebana. L’arte dei fiori per tutte le stagioni” e “The Art of Arranging Flowers: A Complete Guide to Japanese Ikebana”.

Oppure puoi scegliere tra i tanti corsi organizzati in Italia da Associazioni e Centri di Cultura Giapponese, così come seguire i profili Instagram dedicati a questa arte antica.

In conclusione, l’ikebana è molto più di un semplice disporre i fiori; è un viaggio attraverso la storia, la cultura e la filosofia giapponese, così come i bonsai.
Le sue molte scuole e stili riflettono la ricchezza e la diversità di questa tradizione, rendendola un’arte intramontabile che continua a ispirare e affascinare in tutto il mondo.

Foto di apertura di Canva

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