The e infusi: varietà, riti e curiosità

The di Floralist
Parliamo di the, infusi e decotti: dalla pianta alla preparazione, dai cerimoniali ai servizi da the e alle creme di bellezza

“Vuoi che partiamo subito per la nostra avventura”, domandò Peter Pan, “o preferisci prendere il the?”. “Prima il the”, rispose Wendy".

Nella stagione fredda (ma non solo), non c’è niente di meglio di una bella tazza di the calda alle 5 del pomeriggio, come da tradizione.
Insieme a Floralist!

Indice: the, infusi e decotti

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La Cammelia sinensis, la pianta del the

Le immense piantagioni del the, caratteristiche dei magici paesaggi cinesi, giapponesi e africani, sono costituite da verdi tappeti ondeggianti al vento. Le foglie, raccolte tre volte all’anno, poste in ceste e trattate in vari modi, si ricavano dalla Cammelia sinensis, una pianta legnosa coltivata in Cina, Bangladesh, Pakistan, India, Indonesia, Sri Lanka, Giappone e Kenya. Denominata da Linneo Thea sinensis, è un arbusto ramoso e sempreverde, alto fino a 2 metri e acclimatato nell’Orto botanico di Pavia e nel Settentrione come Cammelia sinensis ticinensis nei primi decenni del Novecento. Se hai voglia di approfondire. leggi il nostro speciale sulla camelia.

Qual è la sua origine?

Le prime notizie su una delle bevande più consumate al mondo si hanno in Cina, dove il termine “the” deriva dal carattere cinese 茶: a scoprirne le proprietà energizzanti e benefiche pare sia stato l’imperatore Cheng Nun, che bevve dell’acqua bollente in cui erano cadute alcune foglie di Cammelia (2700 a.C).

Bevanda rituale e tonificante anche per i monaci buddisti, poteva essere “bollito” (con foglie sminuzzate, essiccate, compattate, pestate nel mortaio con sale, zenzero e buccia d’arancia), “sbattuto” (con foglie pestate, polverizzate e mescolate in acqua calda) o “infuso” (con foglie essiccate poste in acqua tiepida).

Quando giunse in Europa?

Nel 1560 il Domenicano Gaspar da Cruz descrisse come i cinesi altolocati consumassero questa strana acqua (il “Cha”), in tazze di porcellana posate su eleganti vassoi. Il the giunse, però, nei Paesi Bassi e in Francia solo verso il 1630 con la Compagnia inglese delle Indie orientali e i velieri portoghesi.

Considerato una bevanda terapeutica utile anche a moderare il consumo di gin, divenne, nel 1700, grazie anche ai commerci britannici con l’Oriente, una tradizione nazionale inglese; in Scozia, per il clima freddo e i terreni fertili e umidi, venne prodotta una pregiata variante affumicata in legno di faggio.

Le varietà di the e infusi

Le varietà più famose

Tra i più aromatizzati e apprezzati al mondo ci sono:

  • Assam, varietà nera indiana con sapore forte e deciso e gusto speziato
  • Bancha, varietà verde giapponese leggera con odore di paglia
  • Ch’i Men, varietà nera ambrata-rossastra profumata di rosa
  • Darjeeling, varietà nera indiana pregiata con aroma muschiato, tra le più famose
  • Earl Grey, varietà nera al bergamotto, anch’essa molto diffusa nel mondo
  • Gunpowder, varietà verde intensa e drenante, usata per il the alla menta marocchino
  • Gyokuro, varietà verde giapponese dal sapore dolciastro
  • Lapsang Souchong, varietà nera dal sapore affumicato
  • Lung Ching, infuso chiaro con sapore frizzante e leggero
  • Matcha, varietà verde cinese

È il grado di ossidazione delle foglie che distingue il the verde (non ossidato), da quello nero (completamente ossidato) o blu (semi-ossidato).
Il the bianco è prodotto con le gemme e le prime foglie della pianta (fermentazione parziale), mentre quello essiccato è aromatizzato (floreale, fruttato, dolce, erbaceo, amaro), astringente, pressato e deteinato.

Infusi e decotti

Il the contiene sostanze stimolanti (caffeina, teanina, catechina, teotrombina, teofillina) i cui effetti dipendono da modalità, tempo, temperatura di infusione, quantità di foglie usate (gusto più delicato nel the verde e bianco, più ricco e marcato nel the nero).
Negli infusi si usano foglie e infiorescenze di una sola erba (su cui si versa direttamente l’acqua bollente, coprendo la tazza per 10-15 minuti e scolandola poi con un passino). A differenza dell’infusione (realizzata solo con le foglie), la decozione prevede l’uso di radici, cortecce, legno, semi-bolliti o immersi in acqua molto calda per 10-15 minuti e filtrati con un colino.

I rituali nel mondo

Cerimoniali orientali e occidentali sono legati alle diverse tradizioni nazionali (russe, turche, arabe e cinesi).
Il “Canone del the” fu la prima opera scientifica, redatta nel 760 su origini, mitologia, leggende, usanze, raccolta, preparazione, ebollizione, degustazione, utensili, tempistiche, recipienti, proprietà, aree di coltivazione, raccolta, clima, stagionalità di questa bevanda.

Cha no You, rito del the giapponese

British Museum, Public domain, via Wikimedia Commons

Il “Cha no You è una cerimonia giapponese basata su preparazione, oggetti e rituali, mentre in Inghilterra esso (simbolo di identità nazionale) viene servito a colazione, nel pomeriggio (il sofisticato “afternoon tea” con limone, panna, latte, biscotti, tramezzini o tartine), o in serata (il più sostanzioso “high tea”, una sorta di cena delle 18:00 con pietanze, uova e torte rustiche). Il “Club Mean Tea” è servito nelle riunioni d’affari con pane nero, prosciutto e condimenti saporiti, mentre il “Cream tea” include focaccine con panna, le “schones clotted cream”, originarie della Scozia e della Cornovaglia. Per gli ospiti “VIP”, poi, c’è la possibilità di sorseggiare un the con i reali inglesi durante i Garden Party nei giardini di Buckingham Palace..

Consigli per un the perfetto

Forse li conoscerai già, ma ripassiamo insieme alcuni semplici consigli per preparare un ottimo the:

  • scegli varietà con foglie sfuse (non in sacchetti pre-confezionati!) e di buona qualità 
  • per preservare la qualità e l’aroma, conserva le foglie in luogo fresco in barattoli chiusi, non trasparenti e posti lontano da altri aromi forti, come il caffè
  • riscalda l’acqua (meglio se non troppo calcarea) senza portarla ad ebollizione
  • non mettere le foglie direttamente nel contenitore usato per scaldare l’acqua, soprattutto se di metallo; le foglie vanno messe in una teiera, ad esempio di ceramica, pre-riscaldata con acqua calda 

I servizi da the

Di vari materiali, dimensioni, stili e numero di pezzi, devono mantenere temperatura e proprietà dell’infuso. In porcellana bianca o colorata, ceramica, vetro (utile per controllare la preparazione) e legno per i bambini, il servizio da the può essere in stile tradizionale, classico, elegante, orientale (con minuziose decorazioni), inglese (con eleganti temi floreali), vintage, moderno (con forme ben definite e pratiche), di lusso (con particolari argentati e dorati). La quantità di oggetti varia a seconda del servizio e include teiera, tazzine, piattini, cucchiaini, zuccheriera, lattiera e passino.

Il the e la bellezza

Olii essenziali con il the

Noto da secoli per le sue proprietà rinvigorenti, tonificanti, antiossidanti, antinfiammatorie e preziose per la bellezza, è presente anche in cosmetici che illuminano, tonificano e rivitalizzano la pelle.

Il “kombucha”, un estratto di the nero fermentato, e il the bianco stimolano il rinnovamento cutaneo, mentre il quello rosso contiene vitamina C, magnesio, fosforo, zinco e calcio.

E a te piace il the? Quale varietà preferisci? In che circostanza ami di più berlo? Se ti va, scrivicelo nei commenti, se invece preferisci il caffè ti consigliamo il nostro approfondimento con una gustosa ricetta del semifreddo al caffè!

Foto di apertura di Alfredo Baracco da Pixabay 

Patrizia Sivori
Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist: Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. Alla prossima!
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