Taj Mahal, dai fiori del giardino ai fiori intarsiati

Vista frontale del Taj Mahal e del suo giardino
Il Taj Mahal, con i suoi giardini paradisiaci e le decorazioni sontuose, incanta con la sua bellezza senza tempo, meraviglia dell'arte e dell'amore.

Il Taj Mahal è uno dei capolavori architettonici più iconici al mondo.

Nel nostro viaggio, ti guideremo alla scoperta di questa meraviglia senza tempo dell’arte e dell’amore, dei suoi giardini che evocano il paradiso terrestre e dei delicati dettagli in marmo con intarsi floreali che incantano i sensi, trasportandoti in un’atmosfera magica.

Indice: in viaggio nei giardini del Taj Mahal

Segui Floralist sui Social!

Tra simbolismi e maestose architetture

Il Taj Mahal è un imponente mausoleo in marmo bianco, una dichiarazione di amore eterno commissionata dall’imperatore Mughul Shah Jahan per la sua adorata moglie, Mumtaz Mahal, morta nel 1631 dopo aver dato alla luce una bambina durante una campagna militare nel sud dell’India.

Definito dal poeta indiano Rabindranath Tagore “una lacrima di marmo ferma sulla guancia del tempo”, il Taj Mahal è la massima espressione dell’amore terreno e simbolo dell’India stessa.

Migliaia di artigiani e artisti indiani, asiatici ed europei, coordinati da un prestigioso gruppo di architetti, garantirono il successo dell’impresa, caratterizzata da una struttura architettonica simmetrica perfetta nella distribuzione degli spazi pieni e vuoti e basata sui principi della “geometria autoreplicante” (pochi elementi principali che si ripetono in tutte le strutture).

Considerato, dal 1983, Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco è stato inserito, nel 2007, fra le “Sette meraviglie” del mondo per simmetria, bellezza strutturale, calligrafie, pietre preziose intarsiate e il bellissimo giardino. 

Dove e come è stato progettato il Taj Mahal?

Situato nei pressi Agra, sulla sponda del fiume Yamuna (India settentrionale), il Taj Mahal è composto da darwaza (portone), bageecha (giardino), masjid (moschea), mihman khana (casa degli ospiti), mausoleum (la stanza ottagonale con i cenotafi dell’imperatore e di sua moglie) e circondato da altri ambienti ottagonali posti ai suoi angoli.

Una grande cupola marmorea poggia su un basamento ottagonale circondato da otto archi e riporta un sole simboleggiante Allah. L’equilibrio delle proporzioni, la prospettiva, il marmo iridescente (che in base alla luce e all’ora assume una colorazione bianca, rosa o dorata) e la curva della cupola “smaterializzano” la massa architettonica che, sorgendo dallo sfondo dell’orizzonte, fluttua sul giardino in una visione fantastica.

Il massiccio plinto quadrato rappresenta il mondo materiale, mentre la cupola circolare simboleggia la perfezione della divinità; mentre l’ottagono è la forma “intermedia” tra il quadrato e il cerchio, l’uomo è il punto di giunzione tra il mondo terreno e il mondo spirituale.

Archi in marmo del Taj Mahal

L’eternità del marmo bianco e i significati dell’arenaria rossa

La struttura in mattoni, circondata da quattro minareti, è rivestita da lastre di marmo bianco e roccia arenaria rossa per cui, nelle notti di luna piena e durante le eclissi, è sensibile al variare della luce solare.

L’uso di questi materiali è legato a significati simbolici relativi alle pratiche indù del Vishnudharmottara Purana: la pietra bianca era usata negli edifici della casta sacerdotale dei Bramini mentre le sculture marmoree erano simbolo di eleganza, grazia e maestosità per i suggestivi effetti di luce (tonalità, granatura e forma dei cristalli rappresentano la personalità e l’anima di chi ci ha lasciato); l’arenaria si collega, invece, alle origini persiane dell’Impero Mughal e alla casta dei guerrieri (il rosso era il colore delle tende imperiali).

I giardini e i riferimenti al Corano

Attraverso la porta principale si entra nel caravanserraglio e si giunge al portale del giardino che circonda il Taj Mahal (un’enorme costruzione in arenaria rossa impreziosita da arabeschi e iscrizioni coraniche in marmo bianco). Il parco è stato progettato come il “Paradiso terrestre” islamico (ricco di acqua e canali che si incontrano in una montagna o una cascata) e sul modello del “giardino persiano”, che prevedeva l’inserimento degli elementi naturali in una struttura artificiale creata dall’uomo.

Le fontane e i viali alberati

Dominato dalla fontana centrale, nelle cui acque si riflette la cupola, il giardino del Taj Mahal è diviso in quattro quadranti solcati da quattro canali d’acqua riempiti dal fiume Yamuna tramite un sistema idrico sotterraneo, che si intersecano ortogonalmente in una vasca centrale riflettendo l’immagine del Taj Mahal. Al centro del giardino, percorso da viali con aiuole fiorite e sentieri alberati, una piattaforma rialzata di marmo bianco contiene una vasca ornamentale abbellita da cinque fontane (che contengono simbolicamente l’acqua del fiume edenico Kausar, preziosa per le abluzioni rituali dei credenti). Il muro di cinta è delimitato da un camminamento periferico e scandito da grandi archi ogivali; il camminamento sopraelevato è abbellito da merlature ornamentali e alla fine dell’asse centrale del parco si trova la tomba.
Giardino e muri in arenaria rossa del Taj Mahal

Ranjith Kumar Inbasekaran, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

La “propaganda” dell’Impero Mughal

Il mausoleo del Taj Mahal serviva per glorificare la perfezione dell’impero Mughal secondo la concezione islamica del  “Giardino del Paradiso, luogo del “trono di dio” nel Giorno del Giudizio con simbologie evocanti un parco perfetto, stilizzato e permanente, valido strumento di propaganda. Metafore vegetali venivano usate per lodare il buon governo, la persona, la famiglia e la corte ed erano comuni nelle tradizioni indù; anche i suoni e il tempo di riverbero di echi e rumori erano usati per evocare la “beatitudine edenica”.

Percorsi e punti di osservazione: i solstizi

Alla fine del canale, delimitato da due file di cipressi (simbolo di immortalità), una panchina solitaria costituisce un invito a sedersi per godere del riflesso del mausoleo nell’acqua: molto suggestivi anche i due portali secondari in arenaria rossa. Alcuni percorsi del Taj Mahal sono inoltre allineati con le albe e i tramonti dei solstizi d’estate e d’inverno: durante il primo il sole è disposto nella parte centro-settentrionale del giardino, nel secondo sorge in allineamento con un padiglione a sud-est, tramontando in linea con un padiglione a sud-ovest.
Taj Mahal al Tramonto

Dai fiori del giardino ai fiori intarsiati

I fiori di pietra nel marmo per i loro colori, se non per il loro profumo, sorpassano i fiori veri” scriveva il poeta persiano Abu Talib Kalim. Le sale interne del Taj Mahal sono infatti impreziosite da raffinate ornamentazioni, nicchie, stalattiti, pannelli con tralci di fiori in rilievo, scritte coraniche in marmo nero, motivi a onda policromi, arabeschi, delicati fiori incisi e intrecci floreali ottenuti con finissimi intarsi di pietre dure (topazi, zaffiri, corniole, diaspri, crisoliti ed eliotropi) scolpiti nel marmo da eccellenti scalpellini (coordinati dallo scultore e mosaicista di Delhi Chiranjilal), con 28 tipi di gemme preziose che danno forma a corolle e viti intrecciate (tecnica della “pietra dura”).
Dettaglio dei decori floreali in marmo del Taj Mahal

Matthew T RaderCC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Mosaici e decorazioni

Materiali indiani e asiatici vennero trasportati da più di 1.000 elefanti (marmo bianco di Makrana, diaspro di Punjab, giada e cristallo dalla Cina, turchesi del Tibet e lapislazzuli dell’Afghanistan, zaffiri di Sri Lanka e corniola dall’Arabia, crisolito, conchiglie, corallo e madreperla) per creare mosaici dai colori vivaci, disegni calligrafici parietali, intarsi bianchi a spina di pesce sull’arenaria e intarsi neri sui marmi.

Le aree in malta furono dipinte in un colore contrastante e con motivi geometrici complessi, i pavimenti e le passerelle con piastrelle o blocchi con motivi tassellati (marmo giallo, diaspro e giada levigati e livellati sulle pareti).

Le tombe e gli arredi preziosi

Un cancello d’argento massiccio completa la porta d’ingresso mentre pregiati candelabri e lampade d’oro pendono dalle pareti; una ringhiera dorata circonda il sepolcro, i cui pavimenti sono ricoperti da tappeti persiani e moghul.

Sul sarcofago dell’imperatrice venne posto un mantello di perle e al suo interno adagiate preziosissime pietre. Sulle pareti della moschea e sul cancello principale vennero scolpiti, dal maestro calligrafo Amanat Khan, 22 passaggi del Corano in marmo nero (un invito a entrare in Paradiso).

Letture consigliate

Se ami i temi legati alla sopravvivenza dell’anima dopo la morte, alla reincarnazione e alla progressione a vite future, ti consigliamo alcuni saggi di Brian Weiss, noto Psichiatra e Scrittore statunitense specializzato nella tecnica dell’ipnosi regressiva: Molte vite, un solo amore (Mondadori, 2021), Molte vite, un’anima sola (Mondadori, 2021), Oltre le porte del tempo (Mondadori, 2013).

Buona lettura!

Foto di apertura di Rahul Sapra, via Pexels

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

1 stella2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle Vota l'articolo!
loadingLoading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *