Storia e curiosità sull’erboristeria, 1a puntata

Storia dell'erboristeria
Com’è nata l’erboristeria? Dall’antichità al Medioevo, vediamo come venivano raccolte le erbe e parliamo di mortai, vasi decorati e antiche bilance.

Ti incuriosisce l’erboristeria? Parti con Floralist per un affascinante viaggio in due puntate sulla storia delle erbe, dalle antiche spezierie medievali fino alla nascita della farmacologia moderna.

Indice: la storia dell'erboristeria

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Le antiche spezierie

Già nell’antica Cina, in Egitto, tra Assiri, Greci e Romani le erbe curavano le malattie. L’erboristeria si sviluppò, poi, nei monasteri medievali (ricordi Severino da Sant’Emmerano, l’erborista de “Il nome della Rosa”?), dove si coltivano erbe e piante medicinali e aromatiche negli “orti dei semplici” per monaci, ospiti, pellegrini e ricercatori di vegetali che producono liquori ed elisir.

Diffuse in Europa con le scuole spagnole e in seguito alle conquiste arabe (la Scuola Medica Salernitana concentra diverse tradizioni), le spezierie erano deputate alla produzione dei medicamenti vegetali, che nulla potevano solo contro la morte.

Gli erbari, con le loro bellissime illustrazioni, aiutavano a diffondere la conoscenza delle diverse specie di piante.

Le droghe dei paesi lontani

Nel 1400 gli elenchi di sostanze vegetali, animali e minerali lasciarono il posto a studi specifici e a nuove droghe di paesi lontani: gialappa, guanaco, hydrastis, ipecacuana, ratania, salsapariglia.

Nelle Università di Padova, Pisa, Bologna lo sviluppo dell’erboristeria portò alla nascita di erbari e orti botanici in cui sperimentare proprietà e usi terapeutici di erbe e piante.

Come si raccoglievano e conservavano le erbe?

Le erbe migliori venivano raccolte in base al ciclo lunare e alla meteorologia (piogge o siccità).
Mantenendo la pianta integra per non rovinare il raccolto, si prelevavano con cura le parti per le essenze necessarie per l’erboristeria.

Appese in ambienti asciutti e arieggiati, semibui, venivano poi essiccate, ridotte in medicine e conservate in cesti di vimini o scatole in legno recanti cartigli per il nome.

Le tecniche, tramandate oralmente, erano gelosamente custodite grazie alla sapienza dei guaritori e ai segreti su luoghi, tempi e metodi di raccolta; le accompagnavano preghiere, invocazioni, riti gestuali e credenze popolari.

Osteggiate dai poteri dominanti, alcune guaritrici venivano considerate streghe e per questo, come sappiamo, furono perseguitate dall’Inquisizione.

Che forma avevano i recipienti dell’epoca?

Brocche, vasi, albarelli, boccali e bottiglie decorati con colori sgargianti (coperti in origine con pergamena e chiusi con lo spago) erano frutto di una lunga tradizione manifatturiera.

I materiali erano impermeabili e adatti alle decorazioni: la ceramica era ideale per la vetrificazione e luminosa per la decorazione e in Italia divennero celebri le officine ceramiste toscane e la scuola rinascimentale di Faenza.

Albarello di Faenza, tra i contenitori antichi dell'erboristeria

Albarello di Faenza
Sailko, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Il vetro soffiato, sinuoso, modellabile e lucente, nell’erboristeria veniva invece usato per fiale, distillazioni, pappagalli, raccolte di tiralatte, coppette e strumenti per incisioni e salassi.

Le materie prime (sabbia di quarzo, sale alcalino) ne determinavano la composizione e con il calce e il gesso si produceva il cristallo di Boemia. Le farmacie da viaggio trasportavano poi i preziosi medicamenti.

Gli antichi mortai

Di alabastro, pietra dura, marmo, ferro, argento, rame, legno, terracotta, ceramica, vetro, trovarono il loro ideale nel bronzo (resistente, non poroso o assorbente). Semplici nelle forme, con decorazioni verticali o pomoli da presa fino al 1300, dal 1500 diventarono veri oggetti d’arte, impreziosendosi di decorazioni floreali nel 1700.

La pesatura: le bilance

Fondamentali per l’esattezza delle ricette e l’efficacia dei medicinali basati su quantità e dosi di ingredienti, le bilance avevano anticamente piatti e giogo sostenuti da corde o bracci uguali in metallo (per pietre preziose, cereali, pesalettere, laboratori).
Con la chimica sperimentale settecentesca diventarono più precise, proteggendo i materiali dalla polvere e dalle correnti d’aria (bilancia “a colonna” e “in vetrina”).

Bilancia in legno da erboristeria

Storia dell'erboristeria: cosa vedremo nella seconda puntata

Nella seconda puntata parliamo di alchimisti e ciarlatani, della nascita della farmacologia moderna e delle più belle spezierie antiche che possiamo visitare in Italia. Continua la lettura!

Foto di apertura di DianaMerezhko da Pixabay 

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

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