Il risveglio del prato, 5 lavori da fare

Arrivano i primi tepori primaverili, marzo è il mese giusto per cominciare a prenderci cura del prato. Scopri, passo a passo, i 5 lavori da fare in giardino.

Che sia il prato più famoso del mondo, quello di Wimbledon, o quello del giardino di casa, alla fine dell’inverno, quando le temperature iniziano a salire, il nostro prato può risultare un po’ sofferente e rovinato.

Per questo motivo marzo è il mese in cui è bene iniziare a prendersi cura del manto erboso, nel momento del risveglio vegetativo, con alcune, poche ma studiate azioni.
Vediamo insieme quali.

Indice: curiamo il prato!

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I 5 lavori di primavera

Facciamo pulizia!

Per prima cosa, osserviamo il nostro prato: molto probabilmente ci sarà uno strato di foglie (che avremo forse usato come pacciamatura per proteggere le piante dal freddo invernale).

Nelle zone più ombrose potrebbe essersi formato del muschio, che va rimosso. Potremmo poi aver necessità di rimuovere rametti, sassi o pigne che possono essersi depositate al suolo.

Arieggiamo il terreno e togliamo il muschio

Se vediamo che il terreno è molto compatto e abbiamo l’impressione che non “respiri”, possiamo usare strumenti più specifici. Per prati in buona salute è sufficiente utilizzare il cosiddetto rastrello “arieggiatore”, un rastrello a 32 lame a doppio dente che penetra più in profondità nel terreno, sarchiando lo strato superficiale, rimuovendo al contempo detriti e sassi.
Questo rastrello ci aiuta anche a rimuovere il muschio, che si forma soprattutto nei punti più umidi e meno luminosi del prato. Il muschio va prima trattato con prodotti diserbanti appositi (ad esempio il solfato di ferro sciolto in acqua) e poi, una volta seccato, rimosso con il rastrello.

prato carriola

Procediamo con il primo taglio dell’erba

Nel mese di marzo occorre procedere con il cosiddetto “taglio di ripresa” con il tagliaerba tenuto non troppo basso come altezza. Questo serve per eliminare gli apici più rovinati dell’erba e stimolare la nascita di nuovi germogli.

In questa fase è opportuno tenere il prato il più pulito e areato possibile, quindi ti consigliamo di raccogliere lo sfalcio dell’erba con il contenitore di raccolta apposito del tagliaerba o con il rastrello.  

Seminiamo il prato

Il nostro prato potrebbe aver bisogno di essere “rinfoltito”. Se vediamo infatti che ci sono dei punti in cui l’erba è più diradata e sofferente, possiamo procedere con la cosiddetta “trasemina d’infoltimento”, che consiste nel seminare il prato con il seme della specie dominante del nostro tappeto erboso.

Questa operazione si può effettuare in primavera, quando le temperature diventano più miti, procedendo “a spaglio”, ossia distribuendo i semi in modo uniforme.

Il consiglio che ti diamo è di procedere in questo modo:

  • mescola i semi con della polvere anti-formiche
  • distribuisci i semi preferibilmente nel tardo pomeriggio, in giornate senza vento e con il terreno asciutto, aiutandoti con il rastrello o con i carrelli spargitori appositi, per distribuirli uniformemente e interrarli leggermente
  • copri i semi con qualche centimetro di terriccio mischiato a stallatico pellettato
  • bagna il suolo con regolarità ma a getto fine per favorire la germogliazione dei semi, evitando di calpestare il terreno (e di farlo calpestare agli animali) e di tagliarlo per almeno un paio di settimane, in modo da non danneggiare i germogli di erba che cominceranno a nascere.

Concimiamo il prato

Noi di Floralist optiamo da anni per lo stallatico pellettato, ossia il letame maturo di bovini ed equini ridotto a bastoncini, da mescolare ad un buon terriccio prima di essere distribuito a spaglio sopra l’erba. Se non ti disturba l’odore un po’ forte per qualche giorno, e non hai animali che possano mangiarlo, a nostro avviso è sicuramente la scelta migliore e più naturale per l’erba del nostro prato.

Se invece preferisci i concimi cosiddetti “ternari”, ossia composti da azoto (N), fosforo (P) e potassio (K), ricordati che in primavera sarebbe preferibile utilizzarne uno con una maggiore presenza di azoto, che dà vigore all’erba e la rende più brillante, rispetto al fosforo (che sviluppa le radici e favorisce la fioritura) e al potassio (che rende più resistente la pianta).

Qual prato scegliere?

prato fiorito
Sei invece in procinto di realizzare il tuo manto erboso ex novo? Non sai come orientarti? Segui questi consigli che speriamo possano aiutarti nella scelta, tenendo conto che il principale aspetto da considerare è l’uso che si vuole fare del proprio giardino:
  • se ci sono bambini e animali, è preferibile scegliere tipi di prati resistenti al calpestio e con moderate necessità di manutenzione
  • se desideri invece un prato ornamentale dall’alto valore estetico (il cosiddetto “prato all’inglese”), dovrai optare per semi che garantiscano un manto soffice e privo di erbe infestanti. Ricorda però che questo tipo di prato richiede una notevole manutenzione e un grande dispendio di acqua per le annaffiature!
  • se hai un prato in una seconda casa, per il quale hai poco tempo per la manutenzione, scegli un prato rustico, sicuramente più resistente e facile da gestire del prato all’inglese
  • infine, se ti piacciono i prati fioriti e stai anche attento al consumo d’acqua, sappi che ci sono degli interessanti mix di fiori tappezzanti, ad esempio con Verbena Hybrida (fiori viola), Lippia nodiflora (fiori rosa o bianchi), Cotula lineariloba (fiori gialli), che possono fare al caso tuo.
Se poi, sistemato il prato, vuoi arricchire il tuo giardino con macchie di colore, puoi scegliere di piantare bulbi da fiore e stagionali semplicissime da coltivare e di sicura resa come le impatiens! Ti salutiamo con i versi di “Prato d’aprile“, componimento della poetessa e scrittrice Ada Negri, vissuta a cavallo tra il 1800 e il 1900.

C’era un prato: con folte erbe, frammiste
a bianchi fiori, e gialli, e violetti;
e fra esse un brusio di mille piccole
vite felici; e se sull’erbe e i fiori
spirava il vento, con piegar di steli
tutto il prato nel sol trascolorava.

E volavan farfalle, uguali a petali
sciolti dai gambi; e si perdean rapidi
i miei pensieri in quell’aerea danza
ove l’ala era il fiore e il fiore l’ala.

Ma dov’era quel prato? Non so più.
E quel vento soave, che scendea
sull’erbe folte, a renderle
curve e beate, e me con loro, in quale
tempo io dunque l’intesi? Non so più.

Fu un sogno, forse. E che mai altro, o vita,
chiedere a te dovrei? Vita perduta,
nella tua verità non sei che un sogno.

Ada Negri

Foto di apertura di Alexa da Pixabay 

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