Potpourri: 5 curiosità e come prepararlo in casa

Potpourri con boccioli di rosa
Dove nasce il potpourri? Quali erbe e spezie per prepararlo? Come si usa? Scopri con noi curiosità e consigli per realizzarlo facilmente in casa!

Ti diamo il benvenuto nel mondo avvolgente del potpourri, dove fragranze magiche danzano nell’aria e trasformano gli spazi in un incanto sensoriale.

In questo viaggio olfattivo, ti racconteremo storia, caratteristiche e curiosità sulla antica arte di miscelare profumi, petali e spezie.

Indice: il potpourri

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5 curiosità sul potpourri

1. Che cos'è il potpourri?

Dal francese “pot”=“vaso” e “pourrir”=“marcire”, il potpourri è una composizione di petali di fiori ed erbe essiccati, oli essenziali, spezie, scorze di agrumi, che serve a profumare la casa, gli armadi e i cassetti. Può essere posto in ciotole di porcellana, legno, maiolica, terraglia, cestini, oppure in sacchetti di stoffa od organza appesi con nastri alle maniglie di mobili e finestre.

2. Che origine ha?

Anticamente le piante venivano essiccate e conservate per prevenire i contagi durante le pestilenze. Gli Egizi producevano potpourri umidi fermentando, nei vasi, i petali di rosa col sale. In Inghilterra invece si usava il pomander, una sfera di ambra aromatizzata con essenze, portata al collo o alla cintura come profumo deodorante o contro le epidemie. Si usavano anche sacchettini con spezie ed erbe aromatiche, o ciondoli in metallo e gemme, simili alle arance natalizie trapuntate di chiodi di garofano; i bouquet delle spose contenevano foglie aromatiche per prevenire gli svenimenti. Tra Settecento e Ottocento i potpourri cominciarono ad abbellire le case, passando da una funzione medica a una più strettamente decorativa.

3. È una tradizione più nordica o meridionale?

Per la limitatezza delle fioriture e il clima rigido il potpourri è più amato al Nord: i fiori sono conservati e indossati per ricordare profumi e colori e ornano gli spazi domestici: i petali sciolti riescono a incantarci, ad arricchirci a darci gioia e libertà, un piacere mondano ma anche spirituale. Affinata scientificamente nel tempo, l’arte di ricavare profumi dai fiori e conservarli ha consentito, a questi prodotti, di essere commercializzati in erboristeria.

4. Quali sono gli ingredienti più usati?

Prodotti artigianalmente o acquistati in negozio, i fiori essiccati più usati sono pimento, cedro, cannella, chiodi di garofano, finocchio, giuggiolo, ginepro, lavanda, melissa, limone, maggiorana, menta, arancia, artemisia, reseda, rosa e rosmarino, che danno colore e trattengono il profumo degli oli essenziali.

20-30 gocce di arancio, mandarino, limone, cannella, lavanda, cedro, camomilla (per il relax), timo ed eucalipto (contro i raffreddori e malanni invernali), sono utili, secondo l’aromaterapia, per mente e corpo.

Il contenitore va chiuso e scosso con delicatezza e fatto riposare al buio per una notte. Il giorno dopo il potpourri è pronto per essere versato nel contenitore.

5. La polvere si può eliminare?

I potpourri possono accumulare polvere. Per pulirli svuota il contenitore e infila i fiori in una calza di nylon legata (per non disperdere gli ingredienti), poi scuotila delicatamente e lasciala appesa all’aria aperta per qualche ora.

Preparare in casa il potpourri

Siamo soliti acquistarlo già confezionato, ma realizzarlo in casa è semplice. Ecco come si fa.

Barattolini di potpourri in olio

Il potpourri secco

In inverno secca e sminuzza in una ciotola e con un pestello (amalgamando con un cucchiaio di legno) scorze di arancia, mandarino, pompelmo e limone, mischiandoli con le erbe aromatiche e le spezie che ami di più, come origano, dragoncello, timo, menta, maggiorana e salvia, semi di cardamomo, vaniglia, foglie di the seccate, che durano a lungo (aggiungendo un cucchiaino di amido di mais) e non hanno effetti collaterali.
Puoi poi decorarlo con petali interi, anice stellato, stecche di cannella, pigne, rametti di rosmarino e altri elementi a tuo gusto.

Se poi decidi di regalarlo per Natale, ti consigliamo di metterlo in barattoli di vetro chiusi, fatti riposare per 1-2 settimane.

Il potpourri umido

Forse non sai che esiste anche un potpourri umido. Viene confezionato tramite la conservazione nel sale e dura ed esalta più a lungo il profumo rispetto a quello secco.

Anche in questo caso puoi prepararlo in casa, in questo modo.
Usa fiori invernali o primaverili come il calicanto (Calycanthus), il giacinto (Hyacinthus) e il nespolo giapponese (Eriobotrya japonica) che devi raccogliere, aprire con le mani più volte in una settimana per poi porli in un barattolo di vetro richiudibile ad apertura larga.
Lascia il barattolo al buio scoperchiato per qualche giorno, per fare evaporare l’acqua, aggiungi del sale (1/3 al netto) e, dopo aver mescolato con un cucchiaio di legno, conservalo al buio per un mese (con un sasso che preme), mescolando una volta alla settimana.
Puoi usare il liquido del fondo per ravvivare il profumo, mettendo poi il composto in un vaso chiuso e poroso di terracotta.

In conclusione, il potpourri trasforma la quotidianità in un’esperienza profumata, creando atmosfere uniche che catturano emozioni e trasportano mente e spirito!

Foto di apertura di Monfocus da Pixabay

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

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