L’orto botanico più antico del mondo

L'orto Botanico di Padova
L'orto botanico universitario di Padova, il più antico del mondo, ti porta alla scoperta di piante esotiche, velenose e medicinali. Da non perdere!

L’orto botanico è un mondo affascinante fatto di piante, storia, rarità, cura paziente e quotidiana.

Tra i più belli che possiamo visitare in Italia c’è quello di Padova, l’orto botanico universitario più antico del mondo, che dall’inizio del 2023 ha reso accessibile ai visitatori anche il Museo botanico (finora solo per studiosi e ricercatori), con la sua incredibile collezione di semi, erbari e materiali didattici.
Un percorso espositivo arricchito, che attraversa i secoli, con oltre 800 mila esemplari di piante, tavole didattiche ottocentesche e molto altro.
Da non perdere!

Indice: l'Orto botanico di Padova

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La nascita dell'orto botanico di Padova

L’Università degli Studi di Padova, attiva dal 1200 nello studio e nella applicazione delle piante in medicina e farmacologia, istituì l’orto botanico universitario nel 1545 per coltivare le piante medicinali o “semplici”, ossia i medicamenti provenienti dalla natura.

I “giardini dei semplici” sono stati infatti molto utili negli studi botanici, medici, chimici e farmacologici.
Dal 1997 è nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO come “bene culturale”, con questa motivazione:

"L'Orto botanico di Padova è all'origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l'ecologia e la farmacia."

Gli alberi storici: la palma di Goethe

Tra le 3.500 specie presenti nell’orto spiccano alcuni alberi storici e molto longevi, come la palma di S. Pietro (1585), la più antica dell’orto botanico. Alta circa 10 metri e protetta da una speciale serra che la protegge dal freddo, è citata nel Saggio sulla metamorfosi delle piante (1790) di Goethe, colpito dalla forma particolare delle sue foglie in linea con i suoi studi sulle piante originarie e le loro trasformazioni nel ciclo vitale.

Le specie esotiche

All’interno dell’orto di Padova, situato a pochi passi dalla Basilica di Sant’Antonio, troviamo anche alcune specie esotiche di straordinaria bellezza, te ne raccontiamo nel dettaglio tre:

  • Risalente al 1785, il Ginkgo biloba discende da una specie cinese risalente al Giurassico, definita da Darwin “fossile vivente”. Coltivata nei giardini dei templi e nei luoghi di culto come albero sacro a protezione dagli spiriti cattivi, produce semi simili ad albicocche infarinate, da cui il nome, Ginkgo, che significa “albicocca d’argento”. Le foglie, dorate in autunno, contengono flavonoidi e ginkgolidi utili per le patologie cardiovascolari.
  • La Magnolia grandiflora (1786), originaria degli Stati Uniti sud orientali, è presente come pianta ornamentale di parchi e giardini europei. Alta fino a 30 metri, ha grandi foglie verdi e fiori bianchi e profumati. Il legno è usato in falegnameria, la corteccia ha proprietà toniche e febbrifughe e i petali sono commestibili fritti o impanati.
  • Il Cedro dell’Himalaya, in Europa dal 1822, è diffuso in Medio Oriente, a grande altitudine. Per la forma conica e i rami ricadenti adorna parchi e giardini ma contiene essenze aromatiche usate in profumeria e per produrre incenso; con il legno si costruiscono edifici religiosi, case galleggianti, ponti, traversine ferroviarie. L’esemplare padovano, a dimora dal 1828, è il primo introdotto in Italia.

L'orto dei semplici

L’hortus simplicium è un orto botanico didattico realizzato tra la fine del 1400 e la metà del 1500 nella parte più antica dell’Orto botanico di Padova.
È un orto didattico costituito da numerose aiuole disposte su un disegno geometrico a pianta quadrata divisa in 4 quadranti, seguendo gli schemi architettonici rinascimentali.

L’area fu poi recintata da un alto muro perimetrale (voluto, sembra, per evitare la sottrazione delle erbe preziose che vi erano state collocate), interrotto da 4 grandi varchi di accesso.

Le serre ottocentesche

All’interno dell’orto di Padova troviamo poi alcune serre molto particolari:  

  • la serra delle piante insettivore o “carnivore” che integrano, con insetti e piccoli animali, le carenze nutrizionali dovute agli ambienti in cui crescono. Le foglie richiamano, catturano e digeriscono le prede e assorbono i prodotti della digestione.
  • La serra tropicale o “serra delle orchidee, che ospita piante delle foreste tropicali, le epifite, che vivono sui rami più alti degli alberi per ricevere più luce, le orchidee e le felci arboree.
  • Il “giardino della biodiversità”, una modernissima serra costruita in autosufficienza energetica, ove crescono 1.300 specie di piante di ogni parte del mondo disposte con una metodologia “fitogeografica”, per rappresentare la ricchezza o la povertà di biodiversità di ogni fascia climatica.
Serra delle piante carnivore all'Orto botanico di Padova

La serra delle piante carnivore all’Orto botanico di Padova
Semolo75, Public domain, via Wikimedia Commons

Le piante medicinali e velenose

Nei pressi dell’originario Hortus medicinale prosperano le piante medicinali e velenose usate in passato. Producendo sostanze tossiche, vanno gestite con cautela e solo sotto forma di farmaci. Il loro grado di pericolosità è indicato sul cartellino di accompagnamento.

Che volto avevano i botanici del passato?

L’iconoteca dei Botanici all’interno dell’orto contiene oltre duemila ritratti di botanici italiani e stranieri, una collezione di fotografie, incisioni, acquerelli, disegni, dipinti, fotografie dell’orto, di giardini e siti italiani e stranieri. La biblioteca conserva collezioni iconografiche e volumi riccamente illustrati e oltre 10 mila immagini digitalizzate, consultabili sulla piattaforma dell’Università Phaidra.

Per maggiori informazioni e per organizzare una visita, consulta il sito ufficiale dell’orto botanico di Padova.

Foto Rollroboter, CC BY-SA 3.0, attraverso Wikimedia Commons

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

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