Orchidea, 6 curiosità e come coltivarla

Orchidea, 6 curiosità e come coltivarla
Scopri come scegliere e curare l'orchidea; in più, ti raccontiamo tante curiosità, le orchidee da esterno e quelle più strane del mondo!
Hai anche tu una passione per l’orchidea? Allora non puoi perderti i consigli di cura che ci siamo fatti raccontare dagli amici dell’Associazione Laziale Orchidee e le curiosità che abbiamo raccolto per te su questa bellissima pianta. Buona lettura!

Indice: parliamo delle orchidee!

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Orchidea: consigli di cura

Come sceglierla al momento dell'acquisto?

Controlla che le foglie siano verdi e turgide, senza macchie, e che anche le radici aeree non risultino secche.
Per garantirti una fioritura più lunga, scegli orchidee con i boccioli ancora chiusi.

In quale contenitore collocarla?

L’orchidea può essere coltivata “in zattera”, ossia attaccata ad un tronco o una corteccia (non di castagno, perché contiene tannino!), oppure in cestelli di legno sospesi. Tuttavia, siamo più abituati a vederla in vaso, per cui vediamo insieme alcuni consigli utili:
  • Il contenitore più  “comodo” per le orchidee è il vaso trasparente contenente il “bark” (pezzi di corteccia di pino o abete) in cui siamo soliti vederle al momento dell’acquisto. Questo perché, seppur in minima parte, anche le radici svolgono la fotosintesi e beneficiano della luce; ma anche perché la trasparenza del vaso ci aiuta a capire meglio lo stato di salute delle radici più interne, a capire se la pianta ha bisogno di acqua o meno.
  • In caso di rinvaso, ricorda che l’orchidea non ha bisogno di un contenitore troppo grande, perché troppo bark lascia l’umidità a lungo nella pianta e si rischia la marcescenza delle radici. Se utilizzi un vaso già usato in precedenza, prima sciacqualo con acqua e candeggina per eliminare eventuali impurità e malattie. Poi lascia per un giorno in ammollo il nuovo bark e, il giorno dopo, mischialo al 50% con lapillo, pomice, sfagno umido e carbone vegetale.
  • Infine, inserisci la pianta alloggiando le radici inumidite all’interno del vaso (anche quelle esterne, attenzione a non spezzarle!), facendola ruotare in modo che le radici nel vaso si arrotolino su sé stesse, poi copri con altro bark. Terminata la procedura, per una settimana non annaffiare, poi riprendi le irrigazioni previste.
  • Ultimo suggerimento: non effettuare il rinvaso quando la pianta è in fiore! Fallo in primavera, quando la pianta è sfiorita ma in salute (lo capisci dalle punte delle radici aeree, belle verdi).

Dove posizionarla?

L’orchidea più comune, la Phalaenopsis, necessita di una posizione luminosa (ma non esposta ai raggi diretti del sole; va bene un collocazione a nord-est, non a sud) e di un ambiente umido. Per questo motivo la collocazione ideale è nei bagni, nelle verande, nelle serre o anche in cantine attrezzate con sistemi di illuminazione artificiale, in ogni caso lontana dai termosifoni che potrebbero far seccare le radici esposte all’aria. Può anche essere posta all’esterno da aprile a settembre-ottobre.
Orchidea in serra vintage

Di quali cure ha bisogno?

  • Pulizia: per mantenerla in salute, è opportuno pulire con regolarità le foglie (con olio di neem per uso botanico, non mettere il lucidante fogliare che ne ostruisce i pori!). Inoltre, rimuovi le radici aeree rovinate e gli steli secchi (se completamente secchi taglia alla base, altrimenti 1,5 cm sopra uno dei nodi).
  • Irrigazioni: in natura l’orchidea cresce prevalentemente appesa a testa in giù attaccata ai rami degli alberi; per questo motivo, presta attenzione a non far ristagnare l’acqua nell’ascella fogliare della pianta, pena il rischio che marcisca (in caso asciugala con un po’ di carta igienica o da cucina).
  • Per capire se ha bisogno di essere annaffiata, controlla le radici interne al vaso: se le vedi verdi e turgide la pianta non ha bisogno di altra acqua, annaffiala solo se le radici diventano bianco-grigie. Per annaffiarla, immergila con tutto il vaso in acqua a temperatura ambiente (se molto calcarea, 50% di acqua di rubinetto e 50% di acqua per il ferro da stiro) per una decina di minuti, e poi farla sgocciolare. Attenzione a non immergere più piante nella stessa acqua: se una di questa ha qualche malattia rischi che la trasmetta anche alle altre! Infine, puoi vaporizzare la pianta usando uno spruzzino, soprattutto se hai deciso di coltivarla in zattera.
  • Concimazione: il concime specifico per orchidee si può dare o una volta sì e una no, oppure tutte le volte che si annaffia ma con concentrazione dimezzata.
  • La fialetta e il bastoncino possono essere somministrati solo alle orchidee in terra, per quelle in bark occorre dare quello liquido, ben bilanciato e contenente microelementi. Ogni tanto puoi aggiungere il solfato di magnesio, nella proporzione 1g x 1l di acqua, e il nitrato di calcio.
  • Generazione di nuove piantine: se dallo stelo della pianta si forma una seconda pianta “figlia”, puoi staccare dallo stelo con le mani (senza fare tagli) la pianta più giovane, semplicemente facendo ruotare la nuova piantina fino a che non si stacca. Fai asciugare la parte tagliata per un giorno in modo che si rimargini la ferita del punto di cesura, poi bagna le radici, in modo da farle ammorbidire, prima di procedere con la collocazione in vaso.

Quali i segnali di attenzione?

  • Se le foglie sono mosce o troppo scure vuol dire che la pianta riceve troppa poca luce.
  • Se i fiori cadono prima ancora di aprirsi o le radici sono secche, vuol dire che la pianta riceve troppa poca acqua ed umidità.
  • Se le foglie cadono vuol dire che di acqua gliene hai data troppa.
  • Occhio infine alle macchie (gialle o marroni) sulle foglie: la tua orchidea potrebbe aver avuto un colpo di calore o essere stata attaccata dai parassiti.

Orchidee da esterno

Siamo abituati a coltivare le orchidee in appartamento, ma ne esistono anche tante varietà che vivono bene all’aperto.
A noi piacciono in particolare queste due.

Cymbidium

Diffusa soprattutto in Asia e Oceania, questa orchidea di grandi dimensioni è molto facile da coltivare, sopporta la mezz’ombra (ma non un’esposizione a nord senza sole), con temperature fresche e umide, dai -8° ai +30°.

Fiorisce dal tardo autunno all’inizio della primavera (se mantenuta all’esterno), con fiori che vanno dal bianco al giallo, dal verde al porpora a seconda delle varietà.

Orchidea Cymbidium

Orchidea Cymbidium

Bletilla striata

Anche questa è un’orchidea molto semplice da coltivare, di provenienza asiatica. Va collocata in posizione luminosa al riparo dal sole diretto, è molto prolifica e se collocata in terra piena tende ad allargarsi da sola. 
Fiorisce in tarda primavera-inizio estate, la varietà più famosa, ‘purple’, ha fiori viola (leggi il nostro speciale sui fiori blu-viola).

Orchidea Bletilla striata

Orchidea Bletilla striata
Takashi Hososhima, CC BY-SA 2.0, Wikimedia Commons

Orchidee dalle forme strane

Tra le orchidee ce ne sono alcune dalle forme davvero insolite e divertenti, come quelle che ricordano un airone in volo (Pecteilis radiata), una scimmia (Dracula simia), un’ape che ride (Ophrys apifera) o un uomo nudo (Orchis italica)…

Non ci credi? Leggi il nostro approfondimento sulle piante più strane del mondo!

Piante strane: l'orchidea a forma di scimmia

Dracula simia o “orchidea scimmia”,
Orchi, CC BY-SA 3.0, Wikimedia Commons

La vaniglia e l'orchidea

Siamo portati a pensare che l’orchidea sia una pianta non profumata. Invece, forse non sai che la vaniglia che usiamo in cucina è un’orchidea, la Vanilla planifolia, originaria dell’Africa ma diffusasi in tutto il centro America. 
Viene coltivata non per i fiori (che durano 1-2 giorni ma che vengono prodotti in abbondanza) ma per i frutti, capsule aromatiche che sono la spezia che conosciamo appunto con il nome di vaniglia.

Nel linguaggio dei fiori

L’orchidea viene associata al significato di abbondanza, prosperità e fertilità. Forse anche per via del suo nome, che deriva dal greco “orchis” (testicolo) e della mitologia antica: si narra infatti di un giovinetto, Orchis, figlio di un satiro e di una ninfa, bello quanto eccessivamente passionale, che fu punito per la sua sfrontatezza dal dio Dioniso e trasformato, dopo la sua morte, in questo bellissimo fiore.

Da Charles Darwin a Nero Wolfe

L’orchidea-mania si diffuse nel XIX secolo grazie agli studi fatti dal celebre naturalista Charles Darwin sulle varietà e sulle tecniche di riproduzione di questa pianta.
In modo particolare, rimase colpito dalla forma di un’orchidea piuttosto rara che aveva ricevuto in dono e che proveniva dal Madagascar, la Angraecum sesquipedale, sulla quale compì degli studi specifici per capire le modalità di impollinazione da parte di una particolare farfalla notturna.

Orchidea Angraecum sesquipedale

Angraecum sesquipedale
sunoochiCC BY 2.0, Wikimedia Commons

Se hai letto i romanzi, ambientati negli anni ’30, dello scrittore americano Rex Stout su Nero Wolfe o visto le fiction in TV, saprai che questo investigatore di origine montenegrina, anziano, pigro, amante della buona tavola come noi di Floralist, aveva un’altra passione segreta: adorava le orchidee, soprattutto quelle rare.
Le coltivava nel giardino pensile della sua casa newyorkese, in cui viveva con il giardiniere, il cuoco svizzero e soprattutto il fidato aiutante Archie Goodwin.

Origine e diffusione dell'orchidea

Per finire, alcune curiosità botaniche. L’orchidea appartiene alla seconda famiglia di piante per diffusione al mondo, dopo le Asteraceae. Conta oltre 25 mila specie botaniche diverse, di tutte le dimensioni, le forme e i colori. È una pianta originaria delle zone tropicali e sub-tropicali, ormai diffusa in tutto il mondo tranne nelle zone glaciali. È così popolare, soprattutto in America centrale e meridionale, che è il fiore nazionale sia del Venezuela (Cattleya mossiae) che del Guatemala (Lycaste skinneri, nota anche come Lycaste virginalis).

E tu, ami come noi questa pianta meravigliosa o la pensi come Woody Allen..?

“Il nostro matrimonio non è stato un giardino di rose, botanicamente parlando tu sei più un’orchidea carnivora.”

Foto di apertura di NoName_13 da Pixabay 

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