Orangerie, i giardini d’inverno tutti da vivere

Struttura verde di Orangerie
Conosci le “orangerie”? Sono giardini d’inverno, un’estensione della casa verso l'outdoor, veri e propri luoghi del benessere. Andiamo a conoscerle.

Le orangerie, splendide strutture architettoniche, spesso annesse a maestosi giardini, sono una celebrazione di eleganza e bellezza, un’oasi di verde lussureggiante e una testimonianza della creatività umana.

In questo racconto di Floralist, esploreremo il mondo affascinante dei giardini d’inverno, dalla loro storia affascinante alla loro influenza sulla cultura e sull’arte, passando per il loro ruolo nell’architettura contemporanea.
Buona lettura!

Parliamo di orangerie, i giardini d'inverno

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La storia dei giardini d'inverno

Come nacquero le “orangerie”?

L’orangerie (chiamata in Italia aranciera, limonaia, cedraia o giardino d’inverno) è un edificio, o un ambiente, volto a riparare dal freddo agrumi e piante da frutto esotiche.

Annesso alla villa padronale, fu chiamato “orangerie” da Jules Hardouin-Mansart (architetto del Re Sole) che creò, a Versailles, una struttura a vetri così bella da diffondersi rapidamente in tutto il nord-Europa.

Amati già a Pompei ed Ercolano, gli alberi di arance e limoni erano protetti e scaldati dal sole durante l’inverno. Nel Medioevo le limonaie in vetro di parchi e giardini nobiliari ospitavano agrumi in vaso, diventando di moda nel Settecento: la luce illuminava e scaldava le piante, ospitando gli appassionati di botanica che vi passavano il tempo leggendo e studiando.

L’aristocrazia del tempo, in cerca di un simbolo di potere e status, costruì orangerie per coltivare alberi di agrumi esotici, che erano diventati una vera e propria mania tra i benestanti. La cura e l’attenzione dedicate a queste piante, spesso portate da paesi lontani, riflettevano il prestigio dei loro proprietari.

La diffusione delle orangerie nel 1800

Nel 1800 questi spazi luminosi, fusi con l’esterno, vennero arredati con poltrone e scrivanie, protetti dalle intemperie. In Inghilterra divennero un’estensione delle abitazioni verso il giardino: “serre-living” trasformatesi, nel tempo, in importanti elementi architettonici, spazi conviviali e rilassanti, verande per fare salotto, pranzare e svagarsi.

Con le loro ampie finestre, i soffitti alti e i dettagli architettonici elaborati, queste strutture divennero un palcoscenico per eventi eleganti, balli, spettacoli teatrali e concerti, offrendo un’esperienza culturale senza pari.

A Parigi il Museo de l’Orangerie (edificato nel 1852 per ospitare gli alberi di arance del giardino delle Tuileries e annesso poi al museo di Luxemburg) fu impreziosito, nel 1922, dalle Nynphèas di Monet.

Le più belle orangerie italiane

Numerose, in Italia, le orangerie o limonaie da visitare, te ne segnaliamo alcune:

  • Castello Scaligero (Verona)
  • Villa Mandella (Verona)
  • Villa Annoni (Cuggiono in Lombardia)
  • Villa Gromo di Ternengo (Robecco sul Naviglio in Lombardia)
  • Villa Sorra (Castelfranco Emilia)
  • Giardini di Boboli (Firenze)
  • Palazzo Rustichi (Pisa)
  • Villa di Monaciano (Siena)
  • Villa Noris (Siena)
  • Villa Rapisardi (Catania)

Si aggiungono la citroneria della Reggia di Venaria (Torino), le aranciere di villa Althea (Bellona), Villa Santa Margherita (Ancona), Parco Rignon (Torino) e le fruttiere di Palazzo Te (Mantova).

L’orangerie di Villa Torlonia

Affascinante la serra moresca di Villa Torlonia, un padiglione in peperino, roccia magmatica grigia, ferro, ghisa e vetrate policrome progettato dall’architetto Jappelli secondo il gusto esotico dell’epoca e l’influenza della Alhambra di Granada: la fontana interna, le piante esotiche e rare (palme, agavi, ananas e aloe) introdotte nel 1800 e le vetrate policrome facevano da sfondo a balli e feste per gli ospiti del principe Torlonia.
Nel ninfeo con cascatelle e laghetti galleggiano piante acquatiche e fiori di loto.

Serra Moresca a Villa Torlonia

Gustavo La Pizza, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

I giardini d’inverno contemporanei

Le antiche orangerie ospitano, oggi, alberghi o luoghi turistici (limonaia del Castèl e limonaia Pra de la Fam sul lago di Garda), location per eventi speciali, come matrimoni e ricevimenti.

Le orangerie moderne vengono realizzate da designer e architetti con progetti all’avanguardia che combinano architettura storica e design contemporaneo: spazi polifunzionali, ecosostenibili ed energeticamente convenienti (verande con salotto, solarium, terrazzi), che “prolungano” la casa e valorizzano parchi e giardini con ampie vetrate da cui entra la luce del sole.

Di varie forme e misure, illuminati, coibentati e resistenti alle intemperie, sono luoghi del benessere connessi a una dimensione naturale godibile tutto l’anno.

Con quali strutture e materiali si possono realizzare?

Per la progettazione occorre considerare gli spazi e la loro destinazione (sala lettura ufficio, salottino), le coperture, gli arredi e le piante da inserire.

Per i terrazzi si usano chiusure in vetro fisse o removibili (contro freddo, infiltrazioni d’acqua, nebbie, spifferi e vento), creando serre rilassanti, “stanze filtro” tra interno ed esterno (tinello, sala hobby) con affaccio panoramico.
Le strutture esterne sono in legno, metallo, acciaio scuro o legno chiaro, vetro e altri materiali adatti al passaggio di luce e calore in inverno.

Grandi, piccole tonde o rettangolari, sono separate o unite all’abitazione, vicine a laghetti e piscine, nascoste sul retro, affacciate sul giardino o immerse nel parco. L’ampliamento della superficie abitabile valorizza l’immobile dando profondità, luminosità e calore naturali.

Albero all'interno di un'orangerie con la struttura bianca

Il giardino è portato in casa da aperture piatte e spioventi, che si aprono e chiudono con teli e tende laterali. Le chiusure (che garantiscono temperature costanti anche grazie a sistemi di riscaldamento e ventilazione) sono fisse o a scomparsa, verticali e orizzontali, in design moderno o essenziale con geometrie elaborate o ricercate, aperte sugli esterni, sfiorate dai rami del giardino, con vialetti frontali, piccole vasche interne d’acqua.

Quali sono gli stili più diffusi?

Dinamici e adattabili a diverse architetture, sono in stile classico, moderno o British, in giardino, separati o addossati alla casa, tecnologicamente avanzati e raffinati nel design. Le pergole classiche rendono fruibile l’esterno solo con il caldo mentre quelle bioclimatiche (con lame orientabili) consentono una regolazione autonoma della temperatura.

Come arredare il giardino d’inverno?

Gli spazi vanno personalizzati con materiali e decorazioni adeguati allo stile interno (moderno, romantico, in design), rustico (in legno), nordico, minimal (con grandi vetrate).

Possono decorare l’interno chaise longue, tavolinetti, poltrone, piante pendenti, tropicali o grasse, parquet, tappeti, tavoli e sedie in vimini o bambù, mensole, divani, tende (nell’ottica di un “comfort funzionale”). La luce è filtrata, di giorno, da tendaggi verticali oscuranti e pergole in tela a scomparsa, mentre la sera è procurata da sistemi regolabili, faretti, lampade da soggiorno.

Interno di orangerie, con divani e piante

Come si trascorre il tempo?

Si può leggere, pensare, mangiare, prendere il the (qui un po’ di consigli per te), invitare gli amici, studiare, contemplare la natura, scrivere, fare la maglia, ricamare, cenare a lume di candela guardando le stelle.

Questo ambiente può essere soggiorno (zona conviviale della famiglia), sala da pranzo per cene con amici e parenti con il brutto tempo, sala giochi per bambini (luce naturale e piante aiutano la concentrazione), studio, sala lettura o ufficio per lo smart working, in cui il silenzio stimola la produttività.

Echi nella cultura e nell'arte

Le orangerie hanno spesso costituito una location ideale per film in costume, a noi di Floralist piacciono questi:

  • L’età dell’innocenza di Martin Scorsese, dall’omonimo romanzo di Edith Wharton, interpretato da Daniel Day Lewis, Michelle Pfeiffer e Winona Ryder;
  • Chéry, adattamento dell’omonimo romanzo e interpretato da Michelle Pfeiffer, affascinante cortigiana che frequenta la casa e l’orangerie della sua vecchia amica innamorandosi del figlio;
  • Quel che resta del giorno di James Ivory, tratto dall’omonimo romanzo del 1989 e ambientato nel Gloucestershire.

Tra le scrittrici ricordiamo Emily Dickinson, appassionata giardiniera, che abbellì la sua casa, nel Massachussetts, con un piccolo giardino d’inverno.

Anche la musica è stata influenzata dalle Orangerie. Compositori come Georg Friedrich Händel e Wolfgang Amadeus Mozart hanno scritto musica per spettacoli e concerti che avevano luogo in queste eleganti strutture. La musica da camera e le esibizioni vocali trovarono spesso il loro splendore nelle orangerie, avvolte da un’acustica eccezionale e da una cornice affascinante.

In conclusione, i giardini d’inverno sono un tesoro culturale che ci collega al passato e ci ispira nel presente. Mentre il mondo gira veloce, le orangerie ci invitano a rallentare, a contemplare e ad abbracciare la bellezza eterna che ci circonda. Sono una dichiarazione di lusso e di buon gusto, un invito a entrare in un inverno incantato di eleganza e bellezza senza tempo.

Foto di apertura di Christian Mathis da Pixabay 

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

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2 commenti su “Orangerie, i giardini d’inverno tutti da vivere”

  1. Ma I gazebo, sono assimilabili alle orangerie?
    Parlo ovviamente dei gazebo come strutture chiuse, quelli, per capirci, di cui parla il Maestro “passare a ritirare i vetri cattedrale del gazebo” (giubbe rosse).

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