Monet e le ninfee di Giverny

Le ninfee di Claude Monet
Monet disse “Il mio giardino è l'opera d'arte più bella che io abbia creato”. Scopri il giardino di Giverny e la passione del pittore-giardiniere per le ninfee.

«Il giardinaggio è un’attività che ho imparato nella mia giovinezza quando ero infelice. Forse devo ai fiori l’essere diventato un pittore»

Indice: Monet e le sue ninfee

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Claude Monet, il giardiniere

Prima di trasferirsi nel suo buen retiro di Giverny, in Normandia, a nord di Parigi, Monet era già noto per essere un giardiniere esperto e appassionato, che studiava cataloghi di giardinaggio, sperimentava la messa a dimora di semi e nuovi ibridi di piante, aveva contatti con vivai di tutto il mondo.

Tutte le case in cui aveva soggiornato, come Vétheuil e Argenteuil, erano un trionfo di fiori e piante. Perennemente scamiciato e sporco di terra, il pittore coltivava personalmente e poi ritraeva nelle sue opere, cogliendo la delicatezza delle sfumature dei colori e delle luci, rose, girasoli, nasturzi, tulipani, peonie, gigli, margherite; fiori estivi come papaveri, gerani e lavande così come quelli autunnali, gli aster, le dalie e i crisantemi.

La casa di Giverny

Monet visse nella casa rosa di Giverny dal 1883 fino alla morte, nel 1926, con la seconda moglie e i figli.
Da subito si adoperò per apportare grandi trasformazioni al giardino. Di fronte alla facciata della casa eliminò un frutteto malandato per realizzare uno stupendo giardino fiorito, chiamato Clos Normand, così come trasformò un terreno paludoso in fondo alla proprietà nel celeberrimo giardino acquatico che ospitò le sue amate ninfee.

Claude Monet nella sua casa di Giverny

Claude Monet, il primo a destra, amava ricevere i suoi ospiti a Giverny, soprattutto in primavera.
Public domain, via Wikimedia Commons

Monet era attratto dai giardini orientali, in modo particolare da quelli giapponesi. Nel giardino di Giverny volle ricreare quel tipo di atmosfera, piantando peonie, salici piangenti, ciliegi ornamentali, aceri, ginkgo biloba, bambù e naturalmente le ninfee; fece anche realizzare un ponte giapponese verde che attraversava il laghetto, collocato in uno dei punti più romantici del giardino, anch’esso più volte ritratto nelle sue opere.

Qui diede anche sfogo ad un’altra grande passione, quella per le rose. Aveva l’abitudine di farsele spedire da ogni parte del mondo, anche dall’America. Da oltreoceano acquistò la rosa ‘American pillar’, una varietà rampicante dai fiori semplici di colore rosa intenso con l’interno bianco, dalla fioritura molto generosa.
Monet la piantò ovunque, nel suo giardino, in modo particolare la fece avvinghiare, insieme alla clematide azzurra, agli archi in ferro battuto che aveva collocato al centro del laghetto e poi la ritrasse nel celebre dipinto “Les arceaux fleuris”.

L'opera "Les arceaux fleuris" di Claude Monet

Oggi il giardino della casa-museo di Giverny ospita oltre centomila tipi di piante e viene preservato con cura da una fondazione internazionale.

Le passione per le ninfee

Abbiamo visto, nella Primavera di Botticelli, come la natura possa essere la protagonista assoluta delle opere d’arte.
Lo stesso accadde nei capolavori di Monet, che aveva una vera e propria ossessione per le ninfee con i loro riflessi sull’acqua, che dipingeva a tutte le ore del giorno, in ogni condizione di luce. Di questa sua passione per le ninfee diceva:

“Ancora una volta mi sono prefisso l’impossibile: uno specchio d’acqua sul quale ondeggiano le piante… È meraviglioso da vedere ma esasperante da rendere”.

Il pittore aveva scoperto le ninfee durante l’Esposizione Universale di Parigi del 1889 (quella che inaugurò la Tour Eiffel), durante la quale aveva conosciuto un celebre floricultore francese, Latour-Marliac, che aveva creato nuove varietà della pianta, con nuove forme e colori rispetto alla tradizionale di colore bianco, incrociando varietà rustiche ad altre tropicali.

I due divennero molto amici e ancora oggi, nel vivaio Latour-Marliac (incluso nei Jardins remarquable di Francia) è conservata la fitta corrispondenza nella quale Monet ordinava le ninfee che voleva coltivare, nei suoi tanti tentativi di messa a dimora, e l’ibridatore dispensava consigli su come far acclimatare queste piante esotiche nel freddo clima francese, come questo:

“I rizomi vanno pressati orizzontalmente sul fondo della vasca che li ospiterà, ricoperti di una modesta quantità di fanghiglia, ma non vanno immersi a più di cinquanta centimetri di profondità nell’acqua”.

Le ninfee al Museo dell’Orangerie di Parigi

Il soggetto delle ninfee fu il fulcro dell’opera di Monet. Le ritrasse in oltre 300 quadri per 30 anni, dalla fine del 1800 fino alla sua morte, e il suo lavoro si concluse con la realizzazione degli enormi pannelli che letteralmente rivestono due sale ellittiche del Museo parigino dell’Orangerie.

Osservandole si ha la sensazione di una full immersion totale nella natura, avvolti dalla delicatezza dei fiori e dai riflessi dell’acqua.

Il ciclo delle ninfee di Monet all'Orangerie

Le Ninfee al Museo dell’Orangerie
Dudva, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Poco prima di morire Monet regalò queste opere allo Stato francese, al termine del Primo Conflitto Mondiale, come simbolo di pace.

L’amore per le piante e per i fiori fu presente fino all’ultimo istante della sua vita, quando lasciò scritto, come disposizione per il suo funerale:

“Ricordatevi che non voglio né fiori né corone al mio funerale. Sono onori vani. Sarebbe un sacrilegio fare razzia dei fiori del mio giardino per un’occasione del genere»

Realizzare un giardino acquatico

Laddove ce ne sia la possibilità di realizzarlo, il giardino acquatico è un elemento sicuramente distintivo e particolare del proprio spazio esterno.
In genere ha una forma varia ed ondulata, in cui possono trovare ospitalità tanto piante di origine tropicale e subtropicale (che necessitano di un clima caldo e di una posizione soleggiata) quanto specie lacustri, che amano una collocazione più ombreggiata, seppur luminosa.

È possibile creare un bacino proprio o scegliere di collocarne uno prefabbricato, per ospitare specie acquatiche sommerse ed emerse, piante galleggianti, radicate sul fondale o palustri, oltre a specie che vivono bene se collocate vicino all’acqua, perché hanno radici che non marciscono se esposte all’umidità.

Le piante più utilizzate per realizzare il giardino acquatico sono ovviamente le ninfee (Nymphaea), il giacinto d’acqua (Eichhornia crassipes), la calla (Zantedeschia), il giunco (Juncus Effusus), il fiore di loto (Nelumbo).

In modo particolare le ninfee, perenni acquatiche sommerse, crescono in luogo aperto e soleggiato e in acque tranquille, senza bisogno di particolari cure. Fioriscono in genere tra aprile e settembre, quando schiudono i loro fiori bianchi, gialli, rosa o rossi, appariscenti e a volte profumati, che vivono per pochi giorni facendo bella mostra di sé in mezzo alle grandi e appiattite foglie galleggianti.

Se sei dalle parti di Torino segui gli eventi organizzati dal vivaio Le Moie, per ammirare la fioritura delle ninfee ospitate nella struttura, come le Victoria Cruziana, Dreamer e Longowood.

Ninfee in un giardino acquatico

Foto di apertura di 1195798 da Pixabay

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