La mimosa in fiore è uno spettacolo, vieni con Floralist a conoscere questa pianta solare e profumatissima e per scoprire alcune curiosità legate alle donne e non solo…
Indice: conosciamo la mimosa!
Di dove è originaria la mimosa?

Acacia di Costantinopoli (Albizia julibrissin)
4 consigli di cura

1 Esposizione
Questa pianta ha bisogno di un’esposizione al sole ma al riparo dai venti (motivo per cui in Italia è coltivata soprattutto in Liguria, dove ti segnaliamo la Sagra della Mimosa di Pieve Ligure, tradizione ultradecennale che si svolge nel mese di febbraio).
Pur essendo una pianta imponente (può raggiungere infatti i 20-30 metri di altezza), soffre molto il freddo e le gelate, per cui resiste all’inverno solo a climi miti e se collocata vicino ad altre piante che in qualche modo la riparano (ad esempio l’eucalipto).

2 Coltivazione in vaso
La mimosa può essere coltivata in vaso, scegliendo un contenitore che non sia troppo grande, per mantenere un equilibrio tra la parte aerea della pianta e il suo apparato radicale.
In ogni caso, ogni 3 anni circa deve essere collocata in un nuovo contenitore più capiente.

3 Irrigazioni e concimazioni
Benché sopporti la siccità, in estate ha bisogno di annaffiature frequenti.
Vuole inoltre un terreno sostanzialmente acido e umido ma anche ben drenato (composto da sabbia, argilla e terra di foglie), da arricchire almeno una volta l’anno con concime organico.

4 Fiori recisi
La mimosa è una pianta che rilascia molta acqua e si secca molto rapidamente (e questo è il motivo per cui dai fiorai la si trova in genere già confezionata, per preservarne l’umidità interna).
Pertanto, una volta recisa, è opportuno collocarla lontana da fonti di calore ma comunque in piena luce. Per farla durare di più, si può aggiungere all’acqua tiepida del vaso qualche goccia di limone.
Perché è il simbolo della Festa della Donna?
Innanzitutto, sfatiamo un mito: la mimosa è il simbolo della Festa della Donna solo in Italia! Ebbene sì, questa usanza è nata alla fine della Seconda guerra mondiale, nel 1946, quando alcune donne partigiane dell’UDI (Unione Donne d’Italia) scelsero questa pianta, forte, bella, solare, che cresceva spontaneamente lungo le strade, come simbolo della giornata dedicata alle donne, in ricordo delle 129 operaie che l’8 marzo 1908 persero la vita nell’incendio della fabbrica di New York per la quale lavoravano in condizioni disumane.

In cucina…
Questa pianta primaverile ha dato ispirazione ad un dolce italiano famosissimo, la Torta mimosa.
Di origine recente (è stata creata intorno agli anni ’50 in un ristorante di Rieti), questo dolce prende il nome dal fatto che, oltre alla base di Pan di Spagna farcita con la crema, è interamente ricoperta di altri morbidi ciuffetti di Pan di Spagna sbriciolati, che richiamano i capolini gialli della pianta.
E non è tutto: dà il nome anche ad un celebre cocktail, che nella versione originale (ma esistono anche le varianti Blush, Mango, Lychee e Lemon) si prepara con 30 ml di succo d’arancia appena spremuto e 120 ml di champagne; chi vuole ci aggiunge anche 2 cucchiaini di Orange Curaçao o di Grand Marnier.

L'omaggio di Pablo Neruda
Per festeggiare le donne e gli amanti di questa pianta stupenda, ti salutiamo con la poesia “Mimosa” di Pablo Neruda.
“Andavo a San Jeronimo
verso il porto
quasi addormentato.
Quando dall’inverno
una montagna di luce gialla,
una torre fiorita
spuntò sulla strada e tutto
si riempì di profumo.
Era una mimosa.”
Foto di apertura di Foto di jacqueline macou da Pixabay
- Aggiornato il 08/03/2026
