Il miele, nettare degli Dei

Il miele, nettare delle api
Scopri le piante mellifere e le più amate varietà di miele, e gusta con noi uno dei dolci regionali più famosi d’Italia, in cui il “nettare degli Dei” è il grande protagonista!

L’uomo produce miele da sempre: i Sumeri lo usavano per realizzare creme di bellezza, i Babilonesi per scopi terapeutici e come dolcificante in cucina, i Greci lo definivano “nettare degli Dei”, gli Egizi furono forse i primi veri apicoltori della storia, come si è scoperto da diverse pitture tombali e da alcuni contenitori ritrovati nella tomba del celebre faraone Tutankhamen.

Parliamo di api, di piante mellifere, di miele e dulcis in fundo (è proprio il caso di dirlo), ci coccoliamo con una ricetta della tradizione regionale sarda super famosa e super gustosa, nella versione della Scuola di cucina e pasticceria Chef Gourmet, amica di Floralist!

Indice: parliamo di miele!

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Perché è importante aiutare le api?

Il 20 maggio si festeggia la “Giornata mondiale delle api”. Sentiamo sempre più spesso gli appelli accorati per la salvaguardia delle api e degli insetti impollinatori, che garantiscono la biodiversità del nostro ecosistema e che sono a rischio per gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici e dell’uso dei pesticidi.

Possiamo dare il nostro contributo supportando i progetti di ricerca verso un’agricoltura biologica come quelli del WWF, di Greenpeace, di 3bee ed altri.

Come avviene l’impollinazione?

Le piante mellifere si riproducono quando vengono impollinate da insetti come api, farfalle, coccinelle. Questi, spostandosi di fiore in fiore, attratti da forme, colori e profumi, trasportano il polline dalla parte maschile a quella femminile dell’apparato riproduttivo della pianta, prendendo in cambio da essa nettare e polline, necessari per la loro sopravvivenza.

L'impollinazione dei fiori, primo passo per produrre il miele

Quali piante favoriscono l’impollinazione?

Le piante mellifere migliori sono quelle che danno origine alle varietà di miele che poi risultano più apprezzate e diffuse: l’acacia (detta anche “robinia”), una pianta originaria del Nord America che può raggiungere i 20 metri d’altezza e che si trova, in Italia, soprattutto nelle regioni del Nord e del Centro; il castagno (Castanea sativa), diffuso lungo le Alpi e gli Appennini; il corbezzolo (leggi il nostro racconto speciale su questo frutto spesso dimenticato), che poiché fiorisce in autunno, consente la produzione di miele solo nelle zone in cui le api restano in attività fino ai primi freddi (principalmente in Sardegna).

Ci sono poi gli agrumi (arancio, mandarino, bergamotto, limone), che soprattutto nel Sud Italia e nelle Isole maggiori danno origine ad un miele molto amato, secondo solo a quello di acacia per diffusione.

Infine, sono molte altre le piante che favoriscono la produzione di varietà di miele pregiato e dal gusto più ricercato: per citarne alcune, la lavanda (il cui miele è prodotto soprattutto in Provenza e in Sardegna; leggi il nostro approfondimento sulla lavanda), il ciliegio, l’eucalipto, il tiglio, il melo, il lampone, il rosmarino, il timo (soprattutto in Sicilia), il rododendro (in alta montagna).

Quali tipi di miele per i cibi?

  • Miele millefiori: come dice la parola, è un miele plurifloreale, il più diffuso in assoluto. Consistenza, colore e sapore variano a seconda dei fiori presenti nella zona in cui è prodotto, è usato prevalentemente come dolcificante grazie al suo gusto delicato
  • Miele di acacia: ha consistenza liquida, colore trasparente e gusto delicato; poiché si scioglie facilmente, è indicato come dolcificante al posto dello zucchero 
  • Miele di castagno: ha consistenza liquida, colore ambrato-rossastro e gusto deciso, non molto dolce, con retrogusto amarognolo; è particolarmente indicato in abbinamento con i formaggi stagionati e la ricotta
  • Miele di eucalipto: ha consistenza liquida, colore ambrato scuro, sapore balsamico; ha proprietà antisettiche e antibatteriche che aiutano a contrastare i malanni invernali, è indicato per the e tisane e per dare lo sprint a secondi e insalate
  • Miele di tiglio: ha consistenza pastosa, colore ambrato, gusto deciso con retrogusto mentolato; come per il miele di eucalipto, ha un sapore fresco che ben si sposa con the e tisane
  • Miele di agrumi: ha consistenza liquida, colore bianco-giallino, gusto delicato che si accompagna bene con formaggi cremosi e con lo yogurt
  • Miele di corbezzolo: ha consistenza pastosa, colore chiaro, gusto molto amaro; è un miele raro e particolare, costoso, molto ricco di antiossidanti, che può accompagnare piatti dal gusto deciso (carni, formaggi grassi)

La ricetta delle Seadas

Le Seadas (o “Sebadas”) sono il dolce più famoso della Sardegna: si tratta di grandi “ravioli” fritti con un morbido ripieno di formaggio e un topping di miele, per un abbinamento davvero gustoso.
Questa la ricetta che ti proponiamo!

Ingredienti (circa 7 porzioni)

Per la pasta

  • 150 gr di farina 00
  • 100 gr di semola rimacinata di grano duro
  • mezzo uovo gr di uovo intero
  • 1 pizzico di sale
  • 35 gr di strutto o burro
  • 125 gr di acqua circa
  • olio per friggere

Per il ripieno

  • 350 gr di pecorino fresco
  • scorza di limone o arancia

Per guarnire

  • miele di corbezzolo o castagno

Procedimento

1

Impasta gli ingredienti iniziando con le farine, l’acqua e il sale. Aggiungi un po’ alla volta lo strutto. Impasta fino a che si forma una palla ben liscia. Fai riposare coperta almeno un’ora a temperatura ambiente

2 Grattugia il formaggio con una grattugia a maglie larghe e aromatizzalo con limone o arancia grattugiata

3 Stendi la pasta e ricava dei dischi; poni al centro il formaggio e richiudi come se fosse un grande raviolo. Fai attenzione quando sigilli il raviolo a far uscire bene tutta l’aria

4 Friggi in olio caldo a 170° senza mai girare la Seadas per non romperla. Scolala e guarniscila con miele

Le seadas al miele di Sardegna

Le mini Seadas di Chef Gourmet!

Consigli di lettura

Marco Valsesia è un apicoltore trentenne molto popolare sui Social (su Twitter, @marco_valsesia), dove pubblica video che raccontano la vita operosa delle api negli alveari, con tante notizie e curiosità su questi incredibili ecosistemi.
Nel 2023 ha pubblicato il suo primo libro, “La vita segreta delle api” (Longanesi), per raccontarci tutto il suo mondo; lo trovi in vendita anche su Amazon.

Se ti è piaciuto il nostro racconto sul miele, ci fa piacere se ci dai un votolasci un commento o condividi questo articolo. Grazie!

Foto di apertura di Gasfull da Pixabay 

foto giulia chef gourmet

Questo articolo è stato curato in collaborazione con un’amica di Floralist:
Giulia Steffanina è la resident chef e direttrice della scuola di cucina e pasticceria Chef Gourmet, sita a Roma. La scuola offre corsi professionali ed amatoriali, corsi per bambini, cooking party privati e di Team Building aziendali.

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