Oggi su Floralist parliamo delle piante velenose potenzialmente pericolose per i nostri amati cani, di cui dal 2004 il 26 agosto si festeggia la Giornata Mondiale, nata negli USA con l’obiettivo principale di sensibilizzare sul tema dell’adozione responsabile.
Eh sì, perché i pet sono sempre più parte delle nostre famiglie e delle nostre vite, e tutti gli studi dicono che con il passare degli anni cresce progressivamente la cura e l’attenzione ai bisogni dei nostri amici a quattro zampe, compresi il tempo che dedichiamo loro e il budget che mettiamo a disposizione per garantire il loro pieno benessere.
Indice: cani e piante nocive
Quali sono le piante velenose per i cani?
Parlando del benessere dei nostri cani, sicuramente saprai già che ci sono diverse piante che possono essere molto pericolose per Fido (ma anche per i suoi amici gatti), in quanto tossiche se ingerite.
Rivediamo insieme alcune tra le piante più popolari e presenti nei nostri appartamenti, e come evitare rischi.
- Diverse piante acidofile, come l’ortensia, l’azalea e il rododendro
- Le bacche di vischio e agrifoglio
- I bulbi di iris e tulipano
- Due piante amatissime durante le feste di fine anno, come la stella di Natale e l’anturio
- L’alloro
- La begonia
- Il ciclamino
- Il giglio
- E soprattutto, l’oleandro, tossico in tutte le sue parti!
Quali situazioni sono più pericolose?
Occorre prestare la massima attenzione soprattutto ai cuccioli. La loro esuberanza, unita alla voglia di esplorare il mondo, li porta ad essere i soggetti più a rischio di ingestione di fiori o parti di piante tossiche.
Per questo motivo, la raccomandazione è sempre di supervisionare attentamente i movimenti dei nostri cani, cercando di non scegliere queste piante o, se proprio non è possibile, di riporle fuori dalla loro portata, ad esempio ponendole in alto dove non possono arrivare o “recintandole” con protezioni che le rendano inaccessibili.
Inoltre, è buona norma usare guanti di protezione o, in alternativa, lavarsi subito le mani dopo aver finito di maneggiare queste piante e prima di fare una carezza ai nostri cani.
Quali sono i sintomi che ci devono fare preoccupare?
I sintomi di un possibile avvelenamento possono essere diversi, a seconda del tipo di pianta o fiore ingerito.
In ogni caso, occorre prestare la massima attenzione nel caso in cui il nostro cane manifesti:
- Febbre
- Letargia
- Ipersalivazione
- Nausea e vomito
- Diarrea
- Tremori, crampi o convulsioni
- Insufficienza renale o cardiaca
Cosa fare in caso di intossicazione?
Anche se, come è ovvio, saremmo portati a intervenire per aiutare il nostro cane in difficoltà, in caso di intossicazione è assolutamente sconsigliato intervenire per indurre il vomito, o cercando di far bere l’animale o di somministrargli farmaci.
L’unica cosa da fare è rivolgersi immediatamente al proprio veterinario di fiducia, indicando con la maggior precisione possibile il tipo di pianta che presumiamo sia stato ingerito.
L’amore di Totò per i cani
Per salutarci con un pensiero positivo, ci piace ricordare che Totò, il Principe della risata, era un grandissimo amante degli animali fin da quando era molto piccolo e che per tutta la vita si prese cura soprattutto dei trovatelli di strada, accogliendoli in casa e facendoli curare.
Si dice che si prendesse cura di oltre 200 cani e a Roma fece costruire e mantenne economicamente l’Ospizio dei Trovatelli, un canile che era solito frequentare perché, come amava dire,
“Il cane è quella cosa a metà strada tra un angelo e un bambino”
- Aggiornato il 15/02/2025
