Le piante negli stemmi comunali

Piante negli stemmi e nelle bandiere
Curiosità storica: negli stemmi comunali sono spesso raffigurati elementi botanici come fiori, piante e frutti. Sai qual è il motivo? Scoprilo con Floralist.

Hai fatto caso che spesso negli stemmi comunali sono presenti elementi botanici come piante, fiori e frutti? Sai cosa rappresentano? E, in generale, cosa significano i simboli presenti in questi stemmi?

Ti portiamo con noi in questo curioso viaggio nel mondo dell’araldica.

Indice: piante, stemmi ed araldica

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Perché negli stemmi ci sono spesso le piante?

Frequenti nell’araldica civica, le piante rievocano il legame con la natura e il territorio: gli stemmi diventano “armi parlanti” (soggetti, oggetti e attributi riferiti al cognome o al luogo) con i colori vegetali naturali, ori e smalti.
Si disegnano foglie (ninfea, palma, trifoglio), piante ed alberi (abete, acero, alloro, arancio, betulla, canna di palude, cardo, castagno, come nel caso del borgo di Piancastagnaio che ti abbiamo raccontato, ecc.), fiori e frutti.

Gli stemmi fiorati riportano garofani, gigli araldici o piante di giardino: ibiscus, iris, margherite, mughetti.

La rosa ha 5 o più petali ripiegati nel lembo superiore, framezzati da foglioline; simbolo di bellezza, onore puro, soavità di costumi, nobiltà e merito è rossa, dorata, argentata o col gambo al naturale.

La frutta negli stemmi

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Divertenti gli stemmi con la frutta, come fragole, mele granate, zucche. L’uva simboleggia allegria e ricreazione legandosi alla coltura territoriale della vite, come nello stemma di Arre in provincia di Padova. Disegnato da Giancarlo Scarpitta, (CC BY-NC 3.0)

Il melo, dedicato a Venere, simboleggia l’amore, comparendo anche solo con il frutto.

È raffigurato come albero fruttato nello stemma di Malè, in provincia di Trento.

Da Araldica Civica, (CC BY-NC 3.0)

stemma di Malè con piante
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La mela granata è emblema di concordia e unione, decora gli abiti dei sacerdoti ebrei ed è presente negli stemmi di chi custodiva un segreto: famoso lo stemma del regno di Granada, ereditato da quello nazionale spagnolo.    

Da Ipankonin, (CC BY-NC 3.0) via Wikimedia Commons

Le piante negli stemmi

L’abete è simbolo di animo nobile, pensiero retto, alte aspirazioni e coraggio e rappresenta chi arriva a posizioni elevate pur avendo origini modeste. Nello stemma del Comune di Abetone (PT) un abete sradicato campeggia nella partizione inferiore a sfondo giallo. Disegnato da Massimo Ghirardi, (CC BY-NC 3.0)
abetone
Porto Valtravaglia

L’alloro, pianta nobile sacra ad Apollo, è usato per incoronare imperatori, guerrieri, poeti, neolaureati e vincitori olimpici.

Nell’araldica civica le fronde rinserrano la parte inferiore dello scudo come nello stemma di Porto Valtravaglia, in cui un ramo d’alloro si intreccia con uno di quercia.

Da Araldica Civica, (CC BY-NC 3.0)

Storia e curiosità su araldica e stemmi

Che cos’è l’araldica e quando nasce?

L’araldica è la scienza che analizza e interpreta gli stemmi (origine, storia, fonti) definendo regole e tipologie. Emblemi, simboli e segni di riconoscimento sono già presenti nelle culture antiche: i Greci adornavano scudi, vessilli e sigilli con significati individuali, familiari e collettivi (attributi divini, piante, animali o motivi geometrici). I Romani adoravano gli avi con le immagini e usavano le tavole genealogiche (stemmata familiarum), mentre le legioni portavano insegne con oggetti, animali, divinità o vessilli colorati per farsi riconoscere. Gli emblemi “pre-araldici” nascono, tuttavia, solo nell’alto Medioevo come simboli figurati nei tornei cavallereschi e nei combattimenti. Stemmi veri e propri (semplici, monocromi o decorati con torri e castelli) compaiono durante le prime Crociate (1125-1150), come vessilli militari di riconoscimento dei Paesi cristiani (Italia, Francia, Inghilterra, Spagna e Germania): lunghe aste con simboli feudali e bandiere con figure ricamate. I cavalieri si riconoscono, nei tornei, per gli stemmi a forma di scudo che, appartenenti inizialmente a singoli individui, si legano in seguito a vescovati, città e cognomi diventando pacifici perché acquistati da borghesi, sacerdoti, mercanti, ricchi contadini e donne per affermare uno status sociale.

Cos’è uno stemma araldico e come è strutturato?

Lo stemma araldico (dal greco στέμμα), o “blasone”, è l’insieme di figure, pezze, smalti, partizioni, ornamenti esteriori ed elementi grafici legati a organizzazioni o individui (persone, famiglie, gruppi sociali, territori), riportati su un’insegna simbolica gentilizia, nazionale o civica.

Può essere intero o diviso in parti dalle “linee di partizione” che permettono di posizionare le figure.
Esso esprime qualità, conquiste, possedimenti, alleanze matrimoniali, dignità acquisite, status dei possessori.

L’elemento principale è lo scudo, caratterizzato da disegni e forme stilizzati, sotto cui troviamo frasi, parole o grida di guerra; esso funge da supporto e varia a seconda dei luoghi e delle epoche.
Lo ornano elementi esteriori (corone, elmi, figure umane, animali, piante, sostegni inanimati) ed è circondato, talvolta, da tessuti avvolgenti o mantelli.

Perché gli stemmi sono così colorati?

Gli scudi bianchi dei cavalieri senza nome dei romanzi cavallereschi sono senza stemmi, emblemi o immagini. La cultura visiva medievale è, però, molto colorata, piena di significati laici e religiosi: i colori araldici esprimono idee (leoni rossi, cervi grigi, mani d’argento) e si realizzano con smalti (rossi, viola, neri, verdi, blu, azzurri) e metalli (tinture in oro e argento per il giallo e il bianco). Combinazioni di forme e colori si riferiscono al potere e scudi “in pelliccia” ricordano i mantelli reali in ermellino o scoiattolo. La croce rossa in campo bianco simboleggia, invece, la Cristianità.

Foto di apertura di Julia Volk da Pexels

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

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