Le 7 piante di Natale più amate

Le 7 piante di Natale più amate
7 piante di Natale tutte da scoprire, con Floralist! Dall'agrifoglio al pungitopo, dalla stella alla rosa e al cactus di Natale, dall'amatissimo vischio al ciclamino.

Parliamo delle 7 piante di Natale più amate e regalate, ti raccontiamo aneddoti, leggende, curiosità e consigli di coltivazione!

Indice: le 7 piante di Natale più amate

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Le piante di Natale

La stella di Natale

Con l’avvicinarsi delle festività natalizie, una presenza festosa inizia ad adornare molte case e vetrine: la stella di Natale, diventata un simbolo iconico della stagione natalizia grazie alla sua bellezza vibrante e ai colori accesi.

La stella di Natale è una pianta originaria del Messico, dove cresceva rigogliosamente nei climi caldi, usata come antipiretico e considerata un fiore sacro simbolo di purezza.

L’altro nome popolare con cui è conosciuta, “Poinsettia”, deriva dall’ambasciatore americano in Messico Poinsett, che nel XIX secolo se ne innamorò e la portò in America, dove ebbe inizio la sua coltivazione.

Una curiosità sulla stella di Natale è che quelli che a noi sembrano fiori rossi (ma a volte anche bianchi o rosa) non sono in realtà i fiori, sono le foglie della pianta (chiamate “brattee”) che svolgono la funzione di attirare l’attenzione degli insetti impollinatori e che con il passare delle settimane acquistano il tipico colore che amiamo tanto.
I fiori della pianta sono quelli piccoli, gialli, che crescono all’interno della pianta!

Stella di Natale rossa
Ma come mai questa pianta è diventata il simbolo del Natale? Tutto nasce da una leggenda messicana di tanti secoli fa, secondo la quale una bambina molto povera, non potendo portare altro che un mazzolino di rami e fiori di campo sull’altare della Chiesa, la notte della Vigilia, era molto addolorata per questo. Ma durante la veglia, il mazzolino si trasformò di un meraviglioso bouquet ricco di questo fiore rosso a forma di stella, che da quel momento fu chiamato “Flor de la Noche Buena”, ossia “Fiore della Notte Santa”. Nella tradizione cristiana, invece, questa pianta fu chiamata “Stella di Natale” dai missionari spagnoli per la sua forma, che evoca la Stella Cometa, e per la simbologia del suo colore carminio, che evoca il sangue di Cristo. Per garantire che la tua stella di Natale brilli intensamente per tutta la stagione, è essenziale fornirle le cure adeguate. Ecco alcuni consigli pratici:
  1. Esposizione: la stella di Natale ama la luce, quindi posizionala in un luogo luminoso ma evita l’esposizione diretta ai raggi solari. Una finestra orientata a sud è spesso l’ideale.
    Nonostante sia considerata una pianta stagionale del periodo natalizio, se in primavera ed estate viene posta all’esterno in posizione luminosa, in autunno può nuovamente fiorire.
  2. Acqua: fai annaffiature ben distanziate tra di loro ma abbondanti. Un drenaggio adeguato è inoltre fondamentale per prevenire il ristagno d’acqua.
  3. Temperatura: queste piante prosperano a temperature moderate, non sopportano il freddo intenso. Una temperatura in casa compresa tra i 15°C e i 20°C (lontana almeno un metro dai termosifoni) andrà benissimo. In primavera-estate puoi collocarla all’esterno, cercando di farla adattare gradualmente al cambio di posizione ed evitando gli sbalzi termici. 
  4. Concime: durante la fioritura, utilizza un concime equilibrato per piante da interno 1-2 volte al mese per sostenere la crescita e mantenere il colore delle brattee
  5. Potatura. Quando perde le foglie la Stella di Natale va in riposo vegetativo che anticipa il risveglio primaverile. In questa fase taglia i rami secchi e accorcia gli altri lasciando 2-3 nodi dalla base. In primavera comincerà a fare tante nuove foglie verdi. Per aiutarla a tornare rossa, posizionala in un punto buio di casa per almeno metà giornata: la mancanza di luce farà attivare spontaneamente la colorazione delle foglie.  

Il vischio

Tra le piante di Natale più amate, quella con il significato in assoluto più benaugurante è sicuramente lei: il vischio.

Il vischio (Viscum album) è una pianta sempreverde con piccole e bacche bianche perlacee che internamente sono appiccicose (da cui il termine “vischioso”), che ha una caratteristica particolare: è un semiparassita, ossia cresce abbrancato ai rami di molte piante legnose (ad esempio gli abeti, le querce e alcuni alberi da frutta come melo e pero) da cui assorbe acqua e minerali attraverso le proprie radici che penetrano nella pianta ospitante.

Il simbolismo legato al vischio è legato a tradizioni e leggende che vengono dal Nord Europa. Dai druidi del passato che, al culmine dell’inverno, raccoglievano il vischio dalle querce con coltelli d’oro e credevano che questo gesto portasse buona fortuna e prosperità; ai norvegesi di oggi, che sono soliti bruciarne i rami durante il solstizio d’inverno per invocare la buona sorte, all’usanza nell’Europa dell’Est di appenderlo alle finestre per tenere lontani i fulmini.

Ma il vischio viene regalato a Natale soprattutto per l’usanza di baciarsi sotto i suoi rami, pratica scandinava del XVIII secolo: è considerato di buon auspicio per le coppie che desiderano sposarsi l’anno successivo!

Una sola avvertenza: anche il vischio, come molte delle piante di cui ti abbiamo raccontato in questo articolo, è altamente tossico, per cui presta attenzione se hai in casa animali o bambini!

Vischio di Natale con bacche bianche

La rosa di Natale

L’Helleborus niger è una pianta erbacea perenne e sempreverde, molto diffusa sulle Alpi e sugli Appennini, che viene comunemente chiamata “Rosa di Natale“, perché fiorisce appunto nel periodo invernale (tra dicembre e febbraio), anche sotto la neve.

Per questo motivo, in molti paesi è considerata la pianta di Natale per antonomasia: in Francia la chiamano “rose de nöel”, in Gran Bretagna “Christmas Flower”, in Germania “christrose”.

La Rosa di Natale si distingue per la sua eleganza, con fiori bianchi o sfumature rosa pallido e sepali che circondano un cuore di stami ornamentali.
La sua forma delicata ricorda un piccolo calice, emanando un’aura di grazia e raffinatezza. Questa pianta si presta magnificamente agli arrangiamenti floreali natalizi.

Attenzione però perché è tossica in tutte le sue parti!
Questo aspetto ha contribuito a molte leggende e credenze popolari, come quella che afferma che piantare una rosa di Natale nel giardino protegga la casa dagli spiriti maligni.
In ogni caso, se decidi di coltivare la Rosa di Natale, ricorda di usare i guanti di protezione e che, essendo una pianta invernale, teme le temperature troppo alte e cresce bene anche con poca luce. 

Rosa di Natale dai fiori bianchi

L'agrifoglio

L’agrifoglio (Ilex aquifolium), come il pungitopo, è tra le piante di Natale più beneauguranti per l’anno nuovo e dalla forte simbologia.  
Avendo le foglie acuminate, le popolazioni del Nord Europa hanno sempre pensato che l’agrifoglio potesse tenere lontani gli spiriti maligni e lo impiegavano soprattutto nei riti pagani legati al solstizio d’inverno. Con il Cristianesimo, le foglie sono passate a simboleggiare la corona di spine e le bacche rosse il sacrificio di sangue di Gesù.

La pianta dell’agrifoglio viene spesso confusa con il pungitopo proprio per via delle foglie appuntite e delle bacche rosse (tossiche per l’uomo) che entrambe hanno, ma in realtà sono due piante spontanee molto diverse. L’agrifoglio può raggiungere i 10 metri di altezza e ha le foglie, a volte screziate di bianco o di giallo, con più punte laterali. Il pungitopo invece è un arbusto più piccolo, che cresce nel sottobosco, con foglie acuminate solo in punta.

L'agrifoglio di Natale di Floralist

Il pungitopo

Il pungitopo, chiamato anche rusco, è un piccolo arbusto che cresce nel sottobosco fresco e umido. Deve il suo nome alle foglie, che hanno la forma di piccole lance e che presentano la punta spinosa: i rami intrecciati del pungitopo venivano messi dai contadini nelle dispense per tenere lontani i roditori.

Il pungitopo è una delle piante di Natale che viene più spesso regalata perché anch’essa è considerata benaugurante: i frutti della pianta, le bacche rosse (attenzione, sono tossiche!), con il loro colore acceso, sono sempre stati considerato simbolo di fortuna e felicità, mentre le foglie acuminate erano in grado di scacciare la malasorte.

I germogli verdi, invece, che crescono in primavera, possono essere impiegati in cucina, una volta lessati, da aggiungere a frittate, minestre, risotti e insalate.

Puoi usare i rami di pungitopo da soli, in vaso o appesi alla porta, oppure come centrotavola con le candele in mezzo, o come segnaposto a tavola, se leghi al rametto un cartoncino con il nome.

Ramo di pungitopo con bacca rossa

Il ciclamino

Il ciclamino, conosciuto fin dall’antica Grecia, considerato simbolo di fertilità e per questo di buon auspicio, cresce spontaneo nel sottobosco così come coltivato sui nostri balconi.

Se vuoi scoprire come coltivarlo al meglio e come abbinarlo ad altre piante in vaso, leggi il nostro articolo dedicato ai ciclamini.

Primo piano di ciclamino viola

Il cactus di Natale

È comunemente nota come “cactus di Natale”, ma il nome botanico di questa pianta tropicale succulenta, originaria del Brasile, è Schlumbergera Buckleyi.

È molto amata, tra le piante di Natale, perché nel linguaggio dei fiori simboleggia l’augurio di rinnovamento e anche perché fiorisce nel periodo di Natale, donando una splendida macchia di colore in casa grazie all’abbondante fioritura rossa.
Una particolarità della Schlumbergera è che è un cactus sui generis: non ama stare infatti in pieno sole, ha bisogno di una posizione luminosa ma indiretta, e soprattutto, per poter fiorire, di essere lasciata al buio per almeno 12 ore al giorno (è una pianta a fioritura invernale, quindi “a giorno breve” o “brevidiurna”).

Il cactus di Natale ha un aspetto ricadente, quindi puoi collocarla in vasi a sospensione o collocati su mensole, librerie e cachepot alti.

Cactus di Natale con fiori rossi

Foto di apertura di hans middendorp, via Pexels

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