L’incenso, tra equilibrio e rituali magici

Bastoncini d'incenso con fiori rossi
Alla scoperta delle piante da cui si ricava l’incenso, utilizzato fin dall'antichità per rituali, terapie e profumazioni, con tante curiosità da scoprire.

L’incenso, con le sue fragranze evocative e la sua aura mistica, ha accompagnato riti sacri, cerimonie spirituali e pratiche meditative in culture di tutto il mondo.

Ma da dove proviene questa preziosa resina? Quali sono le piante che ci regalano queste essenze aromatiche così speciali?

In questo articolo, andremo a conoscere le piante da cui si ricava l’incenso, il processo di estrazione, e le diverse varietà che hanno arricchito la nostra storia e la nostra spiritualità.

Buona lettura!

Indice: parliamo di incenso!

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Le piante dell'incenso

Le principali fonti di incenso sono alcune specie di alberi e arbusti che producono resine aromatiche.
Le più importanti tra queste sono le specie del genere Boswellia e Commiphora, ma altre piante come il Styrax e alcune specie di pini e cipressi contribuiscono anch’esse alla produzione della resina.

Boswellia: la regina dell'incenso

Piante dell'incenso: la Boswellia sacra

Raffigurazione botanica di Boswellia
Franz Eugen Köhler, Köhler’s Medizinal-Pflanzen, Public domain, via Wikimedia Commons

Il genere Boswellia è forse il più famoso tra le piante da incenso, soprattutto per la produzione di olibano (termine che deriva dall’arabo al-lubán, che fa riferimento alla sostanza lattiginosa estratta dall’albero), noto anche come “franchincenso”.

Le specie principali di Boswellia crescono principalmente nelle regioni aride della Penisola Arabica, dell’Africa orientale e in alcune parti dell’India.

  • Boswellia sacra: è originaria della Penisola Arabica e dell’Africa orientale, particolarmente della Somalia e dell’Oman. Questa specie è rinomata per la produzione di un olibano di altissima qualità (chiamato “beyo”), utilizzato sia per scopi religiosi che terapeutici.
    La resina di Boswellia sacra è apprezzata per il suo aroma dolce e balsamico, con note agrumate e speziate.

  • Boswellia serrata: cresce principalmente in India e produce una resina che viene ampiamente utilizzata nella medicina ayurvedica per le sue proprietà antinfiammatorie e analgesiche.
    L’aroma dell’incenso di Boswellia serrata è più terroso e legnoso rispetto ad altre varietà, ma altrettanto inebriante.

  • Boswellia carterii e Boswellia frereana: queste specie sono prevalentemente trovate in Somalia. La resina di Boswellia carterii è molto simile a quella della Boswellia sacra, mentre Boswellia frereana produce una resina che viene applicata sulle articolazioni per curare infiammazioni e artrite.

Commiphora: la mirra sacra

piante inceso commiphora mirra

Raffigurazione botanica di Commiphora
Franz Eugen Köhler, Köhler’s Medizinal-Pflanzen, Public domain, via Wikimedia Commons

Il genere Commiphora include diverse specie, spesso spinose, da cui si estraggono resine impiegate per la produzione di essenze, profumi, balsami e incensi.

  • Commiphora myrrha: è originaria del Nord-Est dell’Africa e della Penisola Arabica. Da questa specie viene prodotta la mirra, una resina di colore brunastro con un profumo intenso e balsamico. Storicamente, la mirra è stata utilizzata nelle pratiche religiose, nei rituali di imbalsamazione e nella medicina tradizionale per le sue proprietà antisettiche e analgesiche.

  • Commiphora gileadensis: da questa varietà si ricava una resina, chiamata “balsamo della Mecca”, utilizzato fin dall’antichità per scopi medicinali e rituali, oggi quasi esclusivamente per la produzione di profumi.
    Questa pianta cresce principalmente nelle regioni desertiche della Penisola Arabica.

Styrax e la resina di benzoino

Piante dell'incenso: la Styrax e la resina di benzoino

Raffigurazione botanica di Styrax
Franz Eugen Köhler, Köhler’s Medizinal-Pflanzen, Public domain, via Wikimedia Commons

Il genere Styrax è noto per produrre la resina aromatica di benzoino, utilizzata sia come incenso che in profumeria.
Le principali specie di Styrax sono originarie del Sud-Est asiatico, in particolare delle isole di Sumatra e Giava e delle regioni del Laos.

  • Styrax benzoin: produce una resina con un caratteristico profumo dolce e vanigliato, ampiamente utilizzata anche come fissativo nelle fragranze, grazie alla sua capacità di prolungare la durata delle essenze profumate.

  • Styrax tonkinensis: originario del Laos e del Vietnam, produce una resina leggermente più speziata e meno dolce rispetto a quello di Sumatra, utilizzata anch’essa in profumeria e nella produzione di incensi.

Pini e cipressi: aromi resinati

Alcuni membri delle famiglie Pinaceae (pini) e Cupressaceae (cipressi) producono resine aromatiche utilizzate come incensi.

La resina dei pini ha un profumo fresco; dai pini marittimi e domestici, tipici delle coste italiane, si ricava la trementina, utilizzata come base per altri tipi di incensi o come ingrediente nei prodotti di profumeria.

Le specie di ginepro, parte della famiglia delle Cupressaceae, producono bacche e resine utilizzate per il loro profumo balsamico e legnoso.
Il ginepro è utilizzato in molte tradizioni spirituali per la purificazione e la protezione, nella tradizione turca l’incenso di ginepro si ritiene che tenga lontano il male.

Il processo di estrazione della resina

La raccolta delle resine aromatiche dalle piante è un’arte antica che richiede abilità e pazienza. Il processo varia leggermente a seconda della specie, ma generalmente segue questi passaggi:

  1. Incisione della corteccia: si praticano incisioni sulla corteccia degli alberi per permettere alla resina di fuoriuscire. Questo processo è noto come “tapping”.
  2. Raccolta della resina: la resina che trasuda dalle incisioni viene lasciata indurire sulla corteccia e poi raccolta a mano, nel periodo tra la primavera e l’autunno. In alcuni casi, viene raccolta in contenitori appositi.
  3. Pulizia e preparazione: la resina grezza viene pulita per rimuovere impurità come pezzi di corteccia o polvere. Viene poi lavorata per essere utilizzata come incenso o per la produzione di oli essenziali.
Grani e olio d'incenso

Curiosità storiche e culturali

L’incenso ha una storia ricca di aneddoti e curiosità.

Durante l’epoca romana, era così prezioso che veniva utilizzato come moneta di scambio. La Via dell’Incenso era una rete di rotte commerciali che attraversava l’Arabia, collegando le regioni produttrici con l’Europa, l’India e la Cina. Questa rete commerciale era vitale per l’economia dei popoli antichi.

Una delle curiosità più affascinanti riguarda la Torre degli Incensi (in cinese: 佛香阁, Fóxiāng Gé), conosciuta anche come “Torre del fragante Buddha”, è uno dei più celebri edifici situati nel Palazzo d’Estate di Pechino, in Cina.
All’interno del padiglione ottagonale, sostenuto da robusti pilastri di legno, una grande statua di Buddha accoglieva i visitatori e fedeli che salivano fino alla sommità per rendere omaggio e bruciare incensi, che svolgevano un ruolo importante nelle pratiche di devozione e preghiera, da cui il nome della torre.

Torre dell'incenso a Pechino

La Torre degli incensi, a Pechino

Gli usi dell'incenso

L’incenso ha una vasta gamma di usi, che vanno dalle pratiche religiose e meditative alle applicazioni terapeutiche e quotidiane.

Uso religioso e spirituale

In molte tradizioni religiose, è considerato sacro e viene utilizzato per purificare gli ambienti, onorare le divinità e favorire la meditazione e la preghiera.
Citato nei papiri egiziani, nella Torah e nella Bibbia, oggi è impiegato nelle pratiche buddiste per simboleggiare purezza e devozione.
Nel cristianesimo è usato durante le liturgie per creare un’atmosfera sacra. Nell’induismo, è parte integrante delle cerimonie di adorazione (“puja”).

Uso terapeutico

Le proprietà terapeutiche di questa resina sono note da secoli.
Nel Medioevo legni ed erbe aromatiche venivano briciate per contrastare epidemie e batteri. 
Nella medicina ayurvedica, l’incenso di Boswellia è utilizzato per trattare infiammazioni, artriti e problemi respiratori. La mirra è apprezzata per le sue proprietà antisettiche e cicatrizzanti. La resina di benzoino è utilizzata in aromaterapia per le sue proprietà calmanti e come espettorante.

Uso quotidiano

Oltre agli usi rituali e terapeutici, è comunemente utilizzato per profumare gli ambienti domestici. Le sue fragranze possono migliorare l’umore, ridurre lo stress e creare un’atmosfera accogliente e rilassante. Può essere inoltre utilizzato come repellente naturale per insetti.

In conclusione, l’incenso unisce spiritualità e tradizione. Le sue fragranze evocative ci guidano in momenti di meditazione e preghiera, mentre arricchiscono la nostra ricerca di benessere interiore e armonia.

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Foto di apertura di Paul Seling, via Pexels

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