Il Parco Reale della Reggia di Caserta

Facciata della Reggia di Caserta con giardino
Il giardino all’inglese della Reggia di Caserta fu ideato alla fine del 1700 da una celebre Lady inglese a cui in seguito è stata dedicata una splendida rosa…

La Reggia di Caserta è una delle meraviglie d’Italia che il mondo ci invidia, e che i fortunati visitatori potranno visitare gratuitamente il 4 e 5 novembre 2023.

Vieni a conoscere le meraviglie del Parco Reale, nel racconto di Floralist!

Indice: il Parco Reale della Reggia di Caserta

Segui Floralist sui Social!

Il giardino incantato della Reggia di Caserta

Situato nel meraviglioso parco della Reggia di Caserta, è caratterizzato, nei suoi 24 ettari, da un aspetto assolutamente naturale: laghetti, fiumicelli, fontane, stagni, torrenti, colline, viali alberati e ombrose stradine ingentilite da piante e fiori esotiche e autoctone si amalgamano in un paesaggio “studiato”, che dà vita a un fantastico viaggio sensoriale di colori e profumi.

Posto alla fine del vialone centrale, vicino alla grande cascata (la via dell’acqua), nei pressi della fontana di Diana e Atteone, è un “parco dentro il parco”, recintato da un muro e chiuso da un cancello.

Quali specie rare contiene il Parco Reale?

Il giardino della Reggia di Caserta ospita molti tipi di specie botaniche (Cinnamomum camphora, Taxus baccata, Cedrus libani), oltre alle prime camelie giunte dal Giappone nel 1700.

Le serre contengono esemplari provenienti da Capri, Palermo, Maiori, Vietri, Salerno, Cava de’ Tirreni, Agnano, Solfatara e Gaeta tanto che il parco, nel 1800, divenne il “Real Orto Botanico di Caserta”.

A seconda della stagione incontriamo diverse “scenografie” (magnolie, specie asiatiche, moltitudini di fiori che cadono a terra creando tappeti bianchi, rosa e rossi, eleganti e romantici). Colori sfumati contraddistinguono i rami degli alberi che sfiorano le ninfee degli stagni. Nell’acquario proliferano piante acquatiche, nel rosaio le rose, nel boschetto i bambù.

La parte centrale (“all’italiana) è suddivisa da filari di Agapantus, i muri sono coperti di rose e al sole crescono i limoni e i centenari Taxus baccata, mentre i bossi si alternano fra le panchine dei viali.

Il gusto romantico, tra regola e trasgressione, ha favorito l’inserimento, nelle aiuole rettangolari, di canfore e tulipani, che crescono spontaneamente e senza potature; il “bosco della caccia” aiuta la meditazione e le bellezze naturali ospitano, secondo il gusto britannico, ameni angoletti per riposarsi.

Antiche rovine tra piante e fiori

Passeggiando tra i viali della Reggia di Caserta possiamo imbatterci nel Bagno di Venere (un piccolo stagno con la statua della dea), in un finto ninfeo con antiche statue provenienti dagli scavi archeologici o della collezione Farnese, nella palazzina in stile inglese dove il botanico e giardiniere inglese Graefer studiava e scriveva il “Catalogo descrittivo di oltre millecento specie e varietà di piante erbacee e perenni”, nell’aperia, trasformata in serra nel 1826.

Il bagno di Venere della Reggia di Caserta

Il bagno di Venere, Twice25 & Rinina25, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Altre finte rovine, come i resti di un tempio romano, ricordano Pompei secondo il gusto neoclassico del tempo.

Resti del tempio romano nella Reggia di Caserta

Resto del tempio romano, Twice25 & Rinina25, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Perché la Regina volle un giardino “all’inglese” nella sua Reggia?

Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, moglie di Ferdinando IV di Borbone, volle imitare il Petit Trianon di Versailles della sorella Maria Antonietta, seguendo i consigli di Lady Hamilton, sua dama di compagnia.

Si tratta del primo “giardino di paesaggio” italiano (1786), sorto grazie alla collaborazione tra Carlo Vanvitelli e Graefer, che introdusse, anche in Inghilterra, molte piante esotiche.  

Quali sono le differenze tra giardino “all’italiana” e “all’inglese”?

Il giardino “all’italiana” si trova generalmente nell’area adiacente alla Villa, ha forme rigorose con funzioni architettoniche, misurate armonie derivate dal controllo sulla natura; il giardino “all’inglese” è, invece, situato nelle aree circostanti la dimora, è privo di schemi rigidi, più libero, irregolare e asimmetrico, in apparenza naturale e spontaneo, ma in realtà costruito artificialmente (ondulate e verdi pianure, una vegetazione ricca e incolta, alberi sparsi, piccole architetture, costruzioni orientaleggianti, finte rovine greco-romane, tempietti abbandonati, che ricordano la pittura paesaggistica di Loraine, Poussin e Salvator Rosa).

Questi stili possono convivere nello stesso habitat?

I due tipi di giardino spesso si influenzano tra loro, tanto più che quelli “all’inglese” piacevano molto alla nobiltà italiana (che li introdusse sovente nelle proprie dimore): la Villa Reale di Monza ha un giardino in stile romantico in cui si amalgamano aree formali e pittoresche mentre nel Parco di Villa Carlotta, sul Lago di Como, architetture botaniche e gusto paesaggistico si fondono armoniosamente.

Chi era Lady Hamilton?

Moglie di William Hamilton, ambasciatore inglese del Regno Borbonico, Emma Hamilton introdusse nuove tendenze nella moda del tempo, affascinando, con la sua bellezza, aristocratici, artisti, scrittori, re e regine.

Dama di compagnia di Maria Carolina, ricevette l’onorificenza di Dama di Devozione dell’Ordine di Malta (decorazione data raramente a una donna di comuni origini); avendo accolto in casa il celebre ammiraglio inglese Horatio Nelson dopo la vittoria del Nilo, ne divenne perfino l’amante.

I coniugi Hamilton modificarono anche il giardino di Villa Porfidia (dei duchi Guevara di Bovino), trasformando le sue austere geometrie con il gusto inglese e introducendo cedri, pini di Norfolk (Araucaria heterophylla), camelie e allestendo un bosco contemplativo dove passeggiare tra alberi, fontane, giochi d’acqua e piante subtropicali.

Ritratto di Lady Emma Hamilton

Lady Emma Hamilton, George Romney, Public domain, via Wikimedia Commons

La rosa dedicata a Emma Hamilton

Questa rosa è stata ibridata, nel 2005, da David Austin; ha una tinta mandarino brillante, sfumato al centro, con un giallo caldo e intenso all’esterno che contrasta con le foglie di un verde scuro.
Ha fiori grandi e colmi di petali, che sbocciano a mazzetti, e forma arbusti eretti e cespugliosi, mediamente alti, con fioritura libera.

Serena Dandini, nel suo libro “Il catalogo delle donne valorose“, ha raccontato la storia di Lady Emma Hamilton e della rosa a lei dedicata. 

Rosa dedicata a Lady Emma Hamilton

La rosa dedicata a Lady Emma Hamilton
Geolina163, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Foto di apertura di Balalaika~ruwiki, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

1 stella2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (2 Media dei voti: 3,00 su 5)
loadingLoading...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *