Il Parco Reale della Reggia di Caserta

Reggia di Caserta: la fontana di Diana e Atteone
Il parco della Reggia di Caserta: tra giardini all’italiana e sentieri ombrosi, piante acquatiche e le prime camelie arrivate in Italia. Leggi il racconto!

Nel cuore della Campania sorge un’imponente testimonianza dell’arte e della storia italiana: la Reggia di Caserta.
Questa sontuosa residenza non è solo un simbolo di grandezza architettonica, è anche un’oasi di bellezza naturale e una cornice per storie romantiche che hanno attraversato i secoli.

Vieni a conoscere le meraviglie del Parco Reale, nel racconto di Floralist!

Indice: il Parco Reale della Reggia di Caserta

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La Reggia di Caserta: un'icona dell'architettura barocca

Prima di addentrarci nei giardini rigogliosi e nelle vicende romantiche, facciamo un salto nel passato per esplorare le origini di questo capolavoro architettonico, inserito dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità.

Commissionata da Carlo di Borbone a metà del 1700 e completata un secolo dopo, la Reggia di Caserta è stata progettata dall’architetto Luigi Vanvitelli come dimora reale (una delle più grandi esistenti al mondo) e centro di potere.

Il suo stile barocco imponente e la sua imponenza sono ancora oggi un trionfo dell’ingegno umano.

Il parco: un regno verde di bellezza

Ciò che rende la Reggia di Caserta veramente straordinaria è il suo parco, una vasta estensione di oltre 120 ettari che si estende intorno al palazzo.
Qui, file di alberi secolari e giochi d’acqua delle fontane, laghetti, stagni e una miriade di specie botaniche si fondono armoniosamente, creando un ambiente da sogno.

Gli ampi viali consentono piacevoli passeggiate, mentre i giardini segreti e i padiglioni nascosti offrono angoli di tranquilla contemplazione.

A seconda della stagione, il giardino si trasforma in una tavolozza di colori e profumi: magnolie, rose, tulipani e camelie dipingono il paesaggio con sfumature di bianco, rosa e rosso, mentre gli alberi si riflettono nei laghetti popolati da ninfee e piante acquatiche.

Tra giardino all’italiana e all’inglese

Il parco è un vero e proprio melting pot di stili e influenze, dove le regole architettoniche del giardino italiano si mescolano con la spontaneità e il romanticismo del paesaggio all’inglese, che con oltre 200 specie botaniche crea un ambiente suggestivo e avvolgente.

Le aiuole rettangolari ospitano canfore e tulipani che crescono liberi e selvaggi, divise da filari di agapantus; i muri sono coperti di rose e al sole crescono i limoni e i centenari Taxus baccata, mentre i bossi si alternano fra le panchine dei viali.

Le zone più boscose invitano alla meditazione e alla contemplazione della natura.
Il Bagno di Venere (un piccolo stagno con la statua della dea) e i resti di un finto tempio romano sul lago, tra ninfee e piante acquatiche, aggiungono un tocco di mistero e fascino neoclassico al paesaggio, ricordando le antiche città sepolte di Pompei ed Ercolano.

Il bagno di Venere della Reggia di Caserta

Il bagno di Venere, Twice25 & Rinina25, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Camelie reali

Tra le varie attrazioni botaniche del parco, le camelie (leggi il nostro racconto dedicato a questa pianta meravigliosa) meritano una menzione speciale.

Questo delicato fiore, originario dell’Asia orientale, ha trovato qui un ambiente ideale per prosperare. Le sue tonalità di rosa, bianco e rosso creano un contrasto vibrante con il verde lussureggiante che lo circonda.

Si dice che la varietà di camelia giunta fino a noi dall’estremo oriente fosse frutto di un… inganno…
I mercanti inglesi cercarono di portare in Europa la camelia da cui si ricavano le foglie del the (Camellia sinensis), ma i produttori orientali offrirono loro un’altra varietà, la popolarissima Camellia japonica.

Sia come sia, la Reggia di Caserta ci ha consentito di conoscere questa meraviglia botanica: ogni anno, durante la fioritura, il giardino delle camelie diventa infatti un vero e proprio paradiso terrestre, attirando visitatori da ogni angolo del mondo.

Lady Emma Hamilton: la musa del parco

La storia della Reggia di Caserta non sarebbe completa senza menzionare Emma Hamilton, una figura affascinante che ha lasciato il segno in questo luogo.

Di umili origini, Emma divenne famosa come modella e favorita del celebre ammiraglio britannico Horatio Nelson.

Insieme al marito William Hamilton, Lady Hamilton ha trasformato il giardino di Villa Porfidia, introducendo cedri, pini di Norfolk, camelie e piante subtropicali, creando un luogo di contemplazione e bellezza che ancora oggi incanta i visitatori.

Dama di compagnia di Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, moglie di Ferdinando IV di Borbone, Emma Hamilton ha contribuito a plasmare il giardino della Reggia secondo il gusto romantico dell’epoca.
Con lei arrivarono nuove tendenze nella moda e nell’arte del giardinaggio; fu lei, si dice, ad introdurre per la prima volta in Italia, le camelie, portate dalla sua terra natale, l’Inghilterra, dove erano diventate un accessorio molto ricercato, da appuntare sul bavero della giacca o sui vestiti delle nobildonne.

Ritratto di Lady Emma Hamilton

Lady Emma Hamilton, George Romney, Public domain, via Wikimedia Commons

La rosa dedicata a Emma Hamilton

Questa rosa è stata ibridata, nel 2005, da David Austin; ha una tinta mandarino brillante, sfumato al centro, con un giallo caldo e intenso all’esterno che contrasta con le foglie di un verde scuro.
Ha fiori grandi e colmi di petali, che sbocciano a mazzetti, e forma arbusti eretti e cespugliosi, mediamente alti, con fioritura libera.

Serena Dandini, nel suo libro “Il catalogo delle donne valorose“, ha raccontato la storia di Lady Emma Hamilton e della rosa a lei dedicata. 

Rosa dedicata a Lady Emma Hamilton

La rosa dedicata a Lady Emma Hamilton
Geolina163, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Fasti cinematografici

Forse non sai che la Reggia di Caserta negli anni scorsi è stata la location di molti set cinematografici.

Da film che videro protagoniste due glorie del cinema italiano, “La donna più bella del mondo” (1955) con Gina Lollobrigida e “Madame Sans-Gêne” (1961) con Sophia Loren, alle commedie di Lina Wertmüller, “Io speriamo che me la cavo” (1992) e “Ferdinando e Carolina” (1999).

Anche alcuni grandi colossal della filmografia mondiale scelsero i marmi e gli scaloni monumentali della Reggia come “quinta” per le riprese. Furono infatti girati qui due episodi di Star Wars di George Lucas (“Episodio I – La minaccia fantasma” del 1999 e “Episodio II – L’attacco dei cloni” del 2002), “Mission: Impossible III” (2006) e “Angeli e demoni” (2009).


In conclusione, il Parco della Reggia di Caserta, con i suoi sentieri ombrosi e le sue fontane scintillanti, le enormi vasche piene d’acqua e le meraviglie botaniche presenti, è un viaggio attraverso i secoli e i continenti, un luogo dove la natura e l’arte si fondono in un’unica armonia.


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Foto di apertura di Rosario Esposito da Pixabay, dettaglio della Fontana di Diana e Atteone

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