Il Giardino di Ninfa, il più bello del mondo

Giardino di Ninfa in primavera
Eletto il “giardino più bello del mondo” e fonte di ispirazione per poeti e scrittori, il giardino di Ninfa è un'oasi di bellezza nel cuore del Lazio.

Il Giardino di Ninfa è un meraviglioso giardino botanico a sud di Roma, uno dei più bei parchi privati italiani, amatissimo anche all’estero: nel 2002 il New York Times lo ha eletto “il giardino più bello e romantico del mondo”, e questo posto incantato ha rappresentato un’oasi di pace e una fonte d’ispirazione letteraria per scrittori celeberrimi come Virginia Wolf, Truman Capote, Alberto Moravia, Giuseppe Ungaretti e molti altri.

Vediamo alcune curiosità su questo luogo incantato.

Indice: alla scoperta del Giardino di Ninfa

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L’origine del nome

Le origini storiche ci dicono che in epoca romana in questa zona fosse stato costruito un piccolo tempio dedicato alle Ninfe Neiadi, protettrici delle acque sorgive, che secondo la leggenda vivevano su un isolotto al centro di un piccolo lago.

Una storia… papale

Nell’VIII secolo il luogo entrò a far parte dei beni amministrati dalla Chiesa, e quando, alla fine del 1200, divenne papa Benedetto Caetani, con il nome di Bonifacio VIII, questo territorio diventò proprietà della famiglia Caetani.

Dopo un lungo periodo di controversie tra le famiglie Caetani e Borgia (per un certo tempo rientrò tra le proprietà della celeberrima Lucrezia), seguito da secoli di oblio e decadenza (fu definito la “Pompei del Medioevo”) iniziati nel 1300 per un’epidemia di malaria, nel XIX secolo la travagliata storia di questi luoghi ebbe fine.

Gli interventi principali di recupero furono soprattutto concentrati sulla bonifica della palude e sulla nascita del giardino all’inglese, che ha incorporato anche i resti abbandonati di un borgo medievale (con resti di palazzi, chiese e campanili, un castello), restaurato e perfettamente integrato nella natura.

Torre di Santa Maria Maggiore nel Giardino di Ninfa

Torre di Santa Maria Maggiore nel Giardino di Ninfa
Daderot, Public domain, via Wikimedia Commons

Ad imprimere una svolta alla storia del giardino di Ninfa fu l’ereditiera americana Marguerite Chapin, moglie del principe Roffredo Caetani.
Il loro salotto era il punto di ritrovo di poeti, scrittori, musicisti, che cominciarono ad amare anche la tenuta di Ninfa, di loro proprietà.

Tra questi, soprattutto Giorgio Bassani, amico personale della Chapin.
Lo scrittore si innamorò a tal punto di questo luogo che ad esso si ispirò per descrivere il celebre parco, protagonista del suo capolavoro, “Il Giardino dei Finzi-Contini”.

Il Giardino di Ninfa oggi

Il giardino, collocato ai piedi dei Monti Lepini, nel basso Lazio, si estende per più di 100 ettari, con oltre 1.300 specie di piante provenienti da ogni parte del mondo che crescono in un’atmosfera fatata fatta di laghetti, fontane e piccoli corsi d’acqua.

Il microclima del giardino, reso possibile dalle frequenti piogge e dalla rupe di Norma che protegge il territorio dai venti settentrionali, fa sì che crescano piante di tutti i tipi, dalle clematidi alle rose (come le celeberrime ‘Mme Alfred Carriere’ e ‘Gloire de Dijon’) dagli aceri e dai ciliegi asiatici alle piante tropicali come l’avocado e la gunnera manicata, con le sue foglie giganti.

Pianta di gunnera manicata, nel giardino di Ninfa

Gunnera manicata
Daniel Ventura, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Oltre alla sua bellezza estetica, il Giardino di Ninfa è anche un importante santuario per la biodiversità.

La varietà di piante e alberi presenti qui fornisce un habitat ideale per una vasta gamma di specie animali, tra cui uccelli, farfalle, insetti e piccoli mammiferi.

Gli appassionati di birdwatching e fotografia naturalistica troveranno qui un vero paradiso, con la possibilità di avvistare rare specie di uccelli e catturare immagini mozzafiato della fauna selvatica.

Inoltre, il giardino è impegnato nella conservazione delle specie vegetali in via di estinzione, ospitando programmi di ricerca e conservazione per preservare la ricchezza della flora locale e internazionale. 

L’Hortus Conclusus e il Parco Pantanello

All’interno del Giardino di Ninfa è possibile visitare anche l’ “Hortus Conclusus” (= giardino recintato), un piccolo giardino all’italiana che ospita un agrumeto e una vasca con i cigni.

Adiacente al Giardino di Ninfa c’è infine un’area di circa 100 ettari di estensione, chiamata Parco Pantanello, dove da pochi anni è stato ricostruito l’ecosistema naturale della palude pontina.

La visita

Il periodo migliore per la visita è universalmente considerata la primavera, tra aprile e maggio, per poter ammirare la fioritura dei ciliegi giapponesi (leggi il nostro racconto speciale!); ma come detto, anche il periodo autunnale riserva scenari e colori da fiaba.

Per tutte le informazioni sui giorni e le modalità di apertura al pubblico visita il sito ufficiale del Giardino di Ninfa.

Giardino di Ninfa con i colori d'autunno

Colori d’autunno nel Giardino di Ninfa
Annalisa.Caretto, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

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Foto di apertura di Mentnafunangann, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

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