Il glicine, una cascata di profumo

Il glicine dai fiori viola
Profumo delicato e fioriture spettacolari: il glicine è un'esplosione di primavera! Scopri 5 consigli di cura e tante curiosità su questi splendidi fiori viola.

Il glicine (Wisteria) è un arbusto rampicante originario dell’Asia (Cina, Giappone, Corea).
Si arrampica su pergolati, muri, ringhiere, alberi, bersò, pergolati, è ideale per creare una romantica macchia di fiori viola.

Andiamo a conoscerlo meglio!

Indice: conosciamo il glicine!

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5 consigli di cura

Icona di sole e ombra

1 Quale esposizione?

Il glicine predilige una posizione ben luminosa e soleggiata, meglio se con esposizione a sud. Se lo collochi a mezz’ombra resiste ma farà meno fiori.

Icona di vasi con piante

2 Può essere coltivato in vaso?
Data la veloce crescita della pianta (soprattutto la varietà cinese, Wisteria sinensis), sarebbe meglio metterla a dimora in piena terra, scavando una buca di 60 cm di lato, con un fondo di ciottoli o argilla e, a coprire, un mix di terriccio, letame maturo e concime a lenta cessione.
Se però vuoi coltivarlo in vaso, scegli contenitori alti e larghi almeno 40 cm e varietà di glicine più contenute, come la Wisteria brachybotrys “Okayama” (fiori malva), la “Showa Beni” (rosa intenso), la “Schiro Kapitan Fuji” (fiori bianchi) o la Wisteria frutescens “Amethyst falls” (fiori viola ametista).

Icona di cesoia per potare le piante
3 Come e quando potarlo? Il glicine deve essere potato (con attrezzi puliti e dalle lame ben affilate) due volte all’anno:
  • a fine inverno (verso febbraio), quando la pianta è completamente senza foglie, viene effettuata la potatura più decisa, che accorcia i rami lasciando solo 2-3 gemme dalla base (potatura “a sperone”)
  • in estate (luglio-agosto) viene fatto un lavoro di alleggerimento, togliendo i polloni alla base che tolgono linfa alla pianta, eliminando rami secchi o rovinati e accorciando quelli che si sono molto allungati a circa 1 metro dal punto di attacco dal ramo principale, lasciando 5-6 gemme
Icona del fiore

4 Perché il glicine non fiorisce?
I motivi possono essere molteplici:

  • è collocato in una posizione troppo in ombra
  • è stato potato male o nel periodo sbagliato
  • la pianta è cresciuta da un seme, nel qual caso occorre avere molta pazienza perché possono volerci anche anni prima che fiorisca
  • la pianta ha ricevuto troppo concime azotato. Dal momento, infatti, che questa pianta produce da sola azoto grazie a batteri azoto fissatori, un eccesso di concime contenente azoto (sigla “N” sull’etichetta) produce molte foglie a discapito dei fiori (per favorire i quali devi scegliere un concime con più potassio, “K” sull’etichetta, come il solfato di potassio, da somministrare una volta all’anno, a fine inverno – inizio primavera)
Graticcio per piante rampicanti
5 Quali i rischi legati alla sua coltivazione? Il glicine è una pianta estremamente vigorosa: si avvinghia molto velocemente intorno alle ringhiere con i suoi rami robusti, rischiando di forzare e deformare tutti i sostegni che trova, ed è proprio per questo che ogni anno va potato con attenzione. Allo stesso modo, le radici sono in grado di sollevare pavimentazioni esterne!
Il glicine avvinghiato al pergolato

Le curiosità sul glicine

La versione ad “alberello”

Non solo a coprire graticci e pergolati, ci sono alcune varietà, come tutte le W. floribunda (‘Black Dragon’ dai fiori viola tendenti al porpora, ‘Macrobotrys’ e ‘Nishiki’ dai grappoli viola chiaro) che possono essere coltivate ad alberello. Occorre tenere un solo ramo legato al tutore per farlo crescere solitario fino ad un’altezza di ca. 2 metri ed avere poi in cima un ombrello fiorito.

Il verso della rotazione del fusto

Forse non sai che il fusto di questa pianta si arrotola sul tutore in senso orario o antiorario in funzione della rotazione terrestre: i glicini originari dell’emisfero boreale, come la W. sinensis di provenienza cinese, si avvolgono in senso antiorario, quelli originari dell’emisfero australe, come la W. floribunda di provenienza giapponese (il Giappone milioni di anni fa si trovava nell’emisfero Sud e le piante originarie di quel paese hanno mantenuto immutati i caratteri botanici), in senso orario.

Il segreto dei glicini di Monet

Al Gemeentemuseum dell’Aja è possibile ammirare l’opera “Glicini”, realizzata da Claude Monet tra il 1917 e il 1920, che ci stupisce per il blu quasi elettrico dello sfondo sul quale si staglia, quasi astratta, la macchia viola del glicine.

Durante lavori di restauro del dipinto, nel 2019, è stata fatta una scoperta curiosa: sotto il primo strato di pittura i restauratori si sono accorti che si nascondeva una nuova versione fino a quel punto sconosciuta delle celebri “Ninfee”, soggetto molto amato dal famoso pittore botanico e di cui ti abbiamo raccontato nel nostro speciale.

L'opera "Glicini" di Claude Monet

Sailko, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Viola, o forse blu…

Noi siamo abituati ad associare il colore viola al glicine, ma in realtà in Cina viene chiamato “vite blu” (Zi Teng) e in Germania “pioggia blu” (Blauregen).

La “parente” del glicine

Parliamo della Millettia satsuma, detto anche glicine rosso o estivo, che si caratterizza per una splendida fioritura estiva (da luglio ad ottobre, anche fino a dicembre se il clima è mite) con tanti petali profumati color vinaccia.

Foto di apertura di Sabine da Pixabay 

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