Frida Kahlo: piante e colori del Messico

Frida Kahlo e i fiori del Messico
Frida Kahlo rese la natura lussureggiante del suo amato Messico protagonista indiscussa della sua arte e segno riconoscibile del suo iconico personaggio.

«Pinto flores así no mueren»

Dipingo i fiori per non farli morire, diceva Frida Kahlo.
È la protagonista del nostro racconto di oggi, l’artista messicana celebrata in tutto il mondo con libri, mostre, film, che seppe influenzare, nella pur breve vita, l’arte e il costume dell’epoca attraverso opere dirompenti – soprattutto i celebri autoritratti – ricche di una natura lussureggiante che da semplice sfondo diventa protagonista del suo messaggio.

Ma chi era Frida Kahlo? Ne parliamo su Floralist!

Indice: Frida Kahlo e la natura

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La vita tormentata di Frida Kahlo

Frida, figlia di un fotografo tedesco e di una benestante donna messicana, nacque all’inizio del 1900 alle porte di Città del Messico.
L’evento che segnò per sempre la sua breve e travagliata vita accadde all’età di 18 anni, quando a causa di un drammatico incidente stradale riportò traumi talmente gravi da costringerla ad un’esistenza passata quasi tutta immobilizzata a letto, tra grandi sofferenze.
I genitori le regalarono un letto a baldacchino nella sua stanza nella Casa Azul, sopra il quale collocarono, attaccato al soffitto, uno specchio attraverso cui la giovane Frida cominciò osservarsi e a dipingersi, realizzando una lunga serie di autoritratti (“Dipingo autoritratti perché sono spesso sola, perché sono la persona che conosco meglio”) che l’hanno resa celebre.

L’altro aspetto che segnò la sua esistenza fu il rapporto di amore-odio – intervallato da diverse tempestose storie d’amore con ambo i sessi – con l’uomo che sposò due volte, il pittore Diego Rivera, suo mentore e carnefice, con il quale visse nella celebre Casa Azul, a Città del Messico, oggi sede del Museo dedicato alla pittrice.

Scritta "Frida y Diego", nella Casa Azul

Matthias Bethke, CC BY-SA 4.0, attraverso Wikimedia Commons

La Casa Azul

La Casa Azul, a Città del Messico, era la casa di famiglia, acquistata dal padre qualche anno prima della sua nascita, dove Frida visse gran parte della sua vita.
Nata come casa coloniale, fu più volte ampliata e ristrutturata dalla pittrice e da Diego Rivera per dare libero sfogo all’amore per i colori intensi, vividi, e per le piante autoctone e particolari che riempivano le aiuole e che lei amava dipingere.

Nella Casa Azul la pittrice riceveva i suoi allievi, chiamati affettuosamente “Los Fridos”, usando il giardino come “quinta” delle sue lezioni e, in generale, come un luogo di riposo e di ispirazione per la sua arte.
Nella fase finale della sua vita, quando la malattia le impediva di uscire, chiese di essere spostata in una stanza della casa da cui potesse rimirare la vista del giardino, che lei considerava una delle sue opere d’arte più belle.

Il giardino di Frida

Il giardino interno della Casa Azul

Un dettaglio del cortile interno del giardino della Casa Azul

Il giardino di Frida Kahlo e del marito Diego Rivera si trova al centro del cortile centrale della Casa Azul. La cosa che stupisce di più è il blu cobalto acceso dei muri, che fanno da fondale alle piante ospitate nel giardino, poste in grandi contenitori di terracotta, che emergono come fossero sculture: la Monstera deliciosa, la pianta più amata dalla pittrice, piante endemiche del Messico come la Euphorbia bracteata e il cactus del vecchio (Caphaloceros senili); e poi banani, fichi d’india, agavi, palme, felci che si mescolano a piante da frutto (arance, mele cotogne, albicocche, melograni), che Frida usava per grandi composizioni collocate sul tavolo da pranzo, così come era solita far essiccare fiori e foglie tra le pagine di libri.

La natura nelle sue opere

La passione di Frida per la natura, le piante e gli animali è stata raccontata nel libro Frida Kahlo’s Garden ed è presente in maniera prepotente nello stile scenografico e di grande impatto delle sue opere.  

Circondata da gatti, scimmie, pappagalli, colibrì e farfalle, la pittrice nei suoi autoritratti celebra il folklore messicano: troviamo un trionfo di magnolie, tra i fiori più popolari in Messico e celebrate fin dall’epoca degli Aztechi, strelitzie, dalie (fiore nazionale del Messico), iris blu, girasoli, calle (il fiore preferito da suo marito Digo Rivera), viole.

Autoritratto di Frida Kahlo con collana di spine e colibrì

Frida Kahlo Autoritratto con collana di spine e colibrì, 1940

Frida e la moda

Frida Kahlo oggi è una musa per molti stilisti.
Il suo stile iconico, volto a richiamare l’antica civiltà precolombiana e i colori e le suggestioni del suo amato Messico, incentrato su grandi gonne colorate (enaguas), scialli con le frange (rebozos), corsetti dipinti a mano o ricamati, è stato celebrato dalle più grandi case di moda: Maria Grazia Chiuri, Direttore Creativo della maison Dior, ne ha fatto il cuore della collezione 2024, da poco presentata.
Così come anche Gucci, Gaultier, Lacroix e altri hanno reso omaggio negli anni alla grande pittrice.

Ma se c’è un simbolo che ci evoca subito Frida Kahlo, oltre alle celeberrime sopracciglia, sono sicuramente le acconciature più volte fotografate e da lei consacrate nei suoi autoritratti: amava raccogliere i lunghi capelli neri in trecce che arricchiva con nastri e soprattutto fiori, rose e dalie.

Il volto di Frida Kahlo ricamato su un centrino

"Hanno pensato che fossi una surrealista, ma non lo ero. Non ho mai dipinto sogni. Ho dipinto la mia realtà."

Foto di apertura di Brett Sayles, via Pexels

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