Fiori profumati, tra natura e fragranze

Fiori profumati con bottiglia di profumo
Quali fiori profumati scegliere per terrazzi e giardini? Qual è il legame tra la bellezza floreale e l’antica arte dei profumi? Ne parliamo su Floralist.

Ti diamo il benvenuto nel magico regno dei fiori profumati, un universo avvolto nell’aroma irresistibile della natura.

Oggi su Floralist ti conduciamo lungo un viaggio olfattivo che, partendo dai fiori profumati più adatti a giardini e balconi, arriverà alla scoperta delle curiosità affascinanti della profumeria floreale attraverso i secoli.

Buona lettura!

Indice: fiori profumati e storia dei profumi floreali

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I fiori profumati per i nostri spazi verdi

I fiori, con la loro bellezza e fragranza, parlano un linguaggio segreto che attrae insetti, uccelli e anche gli umani. La loro missione? Sedurre e garantire la sopravvivenza della loro specie.

Il profumo, generato dalle corolle e dai petali che rilasciano molecole di oli volatili, è la chiave di questa seduzione olfattiva.

Se intendi mettere a dimora in giardino oppure piantare in vaso sul balcone piante profumate, ricorda che l’intensità dell’aroma dipende da diversi fattori:

  • specie della pianta
  • umidità e temperatura dell’aria
  • esposizione al vento
  • esposizione al sole: il caldo fa dilatare le cellule e il profumo dei fiori diventa più persistente
  • momento del giorno: alcune piante profumano solo nel tardo pomeriggio (es. giglio, lillà, viola), altre raggiungono il culmine durante le notti d’estate (es. nicotiana, enotera, pisello odoroso)
Dettaglio di cespuglio di rose rosa

Le specie profumate per il terrazzo

Se vuoi allestire un balcone con specie profumate, scegli contenitori capienti e opta per specie adatte.
Queste le nostre proposte:

  • Caprifoglio (Lonicera caprifolium): è una pianta che può crescere anche come rampicante; ha fiori bianco-rosa o gialli che sbocciano tra tarda primavera e inizio estate, vuole una posizione molto luminosa ma con il piede all’ombra, puoi potarla all’inizio della primavera cimando gli apici vegetativi per stimolare la crescita di quelli laterali e regolare il suo aspetto un po’ “disordinato”

  • Falso gelsomino o rincospermo (Trachelospermum jasminoides): è una pianta molto popolare, adatta come arbusto o per coprire muri, pergolati e ringhiere di divisione, che cresce molto rapidamente (circa mezzo metro l’anno) in posizioni in pieno sole ma riparate dal vento; in primavera si ricopre di piccoli fiorellini bianchi molto profumati, va potata energicamente in autunno

  • Giglio dei campi (Lilium candidum): chiamato anche “giglio di Sant’Antonio”, fiorisce tra giugno e luglio producendo lunghi steli con fiori bianchi, contenenti stami pieni di polline che, se toccati, macchiano di arancione
  • Iris (Iris): esistono molte varietà dai diversi colori (bianco, viola, blu), alcune discretamente profumate; pianta molto amata anche per il portamento, con i lunghi steli robusti e le foglie sottili ed eleganti, sempreverdi

  • Rosmarino (Rosmarinus): pianta aromatica tra le più amate, cresce bene sia in vaso che in terra piena in posizione soleggiata; da marzo si ricopre di fiorellini blu molto appariscenti, che attirano api e insetti impollinatori

  • Verbena limonina (Aloysia triphylla): molto facile da coltivare in vaso, si caratterizza per il fresco profumo di agrumi sprigionato dalle sue foglie; collocala in posizione areata e soleggiata, ma ricorda che non ama le temperature troppo rigide.

Piante profumate per un giardino al sole

Se hai uno spicchio di giardino esposto a sud, sud-ovest, puoi scegliere diverse specie molto profumate che possono crescere sia in terra piena che in vaso.
Tra le tante:

  • Eliotropio o “Fior di vaniglia” (Heliotropium arborescens): tra giugno e settembre produce piccoli fiorellini bianchi, viola o lilla riuniti in grandi racemi, di cui potrai apprezzare ancora di più il profumo se collocherai la pianta in contenitori sospesi

  • Gelsomino (Jasminum grandiflorum): è una pianta dal portamento elegante, che puoi collocare anche in contenitori sospesi per un effetto ricadente, purché con esposizione soleggiata; fiorisce tra giugno e agosto ricoprendosi di fiori bianchi dal profumo delicato

  • Glicine (Wisteria sinensis): uno dei rampicanti più amati e adatti a creare zone d’ombra su tralicci e pergolati. La amiamo per i suoi grappoli viola profumatissimi dal portamento pendulo, ma è una pianta che richiede molta manutenzione, perché ne va contenuto lo sviluppo assai vigoroso (leggi il nostro speciale sul glicine, per tutti i consigli di cura)

  • Santolina (Santolina): si tratta di un piccolo arbusto sempreverde, molto aromatico, che resiste molto bene alla siccità e ai climi marini esposti al sole. Ha foglie grigio-argento su cui, in estate, spiccano dei bei capolini sferici gialli.

Viaggio nella storia del profumo floreale

Oltre all’aspetto “giardiniero”, c’è molto di più da raccontare sul rapporto che lega i fiori ai profumi.

I fiori, con la loro bellezza effimera e i loro effluvi avvolgenti, hanno infatti ispirato generazioni di profumieri a creare fragranze che catturano l’essenza stessa della natura.

Illustrazione "Parfum"

Le essenze profumate nell’antichità

Antichi Egizi, Greci e Romani conoscevano l’uso delle essenze profumate derivate dai legni odorosi, da spezie come la cannella e il sandalo (scoperti grazie alle conquiste di Alessandro Magno), dalle resine come l’incenso (Botwellia sacra) e la mirra (Commiphora burseraceae), da fiori profumati come la rosa e la violetta.

Teofrasto scrisse un “trattato degli odori”, che ancora oggi viene considerato il primo testo di profumeria dell’antichità.

Queste essenze venivano impiegate nelle cerimonie per gli dei e i defunti, come preparati terapeutici e purificatori, come strumenti di seduzione per arricchire i bagni con acque e unguenti aromatici, per profumare i vini.

L’acqua di rose e i profumi che vengono dall’Oriente

In Persia l’arte profumiera ebbe una svolta. Non solo perché lì fu inventata l’acqua di rose (utilizzata per profumare gli ambienti di casa e diversi piatti della tradizione araba).

Ma anche perché agli Arabi si deve la nascita del primo alambicco, che consentì di impiegare l’alcool come vettore dei profumi, utilizzando molte più piante e fiori profumati e creando così una varietà di fragranze fino a quel momento sconosciuta.

Il Medioevo: violetta, lavanda, fiori d’arancio ed erbe aromatiche

Mentre la scuola di Salerno (considerata la più importante istituzione medica europea del Medioevo) arrivava, all’inizio del 1300, alla stessa scoperta araba della distillazione alcolica delle essenze, nelle grandi case nobiliari si impiegavano soprattutto fiori profumati come violetta, lavanda e fiori d’arancio, per esaltare la freschezza di abiti e biancheria, ed erbe aromatiche come rosmarino e alloro, che venivano fatti bruciare nei grandi focolai per diffondere fragranze profumate nell’aria.

Proprio rosmarino e lavanda sono alla base di uno dei primi profumi “ufficiali” della storia, l’”Acqua d’Ungheria”, nato nel 1370 su idea della Principessa Elisabetta d’Ungheria.

Caterina de’ Medici e la nascita della profumeria francese

Il Rinascimento vide una grande protagonista: la giovanissima Caterina de’ Medici, andata in sposa al duca d’Orleans, che da Firenze (punto di riferimento, con Venezia, della raffinata profumeria italica) portò in Francia la tradizione della lavorazione delle erbe e dei fiori profumati e della preparazione delle essenze in cui erano maestri i frati alchimisti (celebri quelli di Santa Maria Novella).

A Parigi nacquero così le prime botteghe profumiere, che diedero l’avvio alla commercializzazione su più larga scala di profumi ed essenze, che nei secoli successivi si uniranno alla raffinatezza dei contenitori in cristallo di Boemia e Baccarat per un connubio di assoluto successo.

Illustrazione di bottiglia di profumo

Il resto è storia dei giorni nostri, con la nascita della profumeria moderna sancita nell’Esposizione Universale del 1900 e con le prime “creazioni” di profumeria delle grandi case di moda, fusione di tradizione e innovazione, come il primo profumo della Maison Chanel, lanciato nel 1921.

Le piante e i fiori profumati più usati in profumeria

I profumi sono spesso il risultato di bouquet di molteplici essenze, naturali o sintetiche, ricavate non solo da fiori profumati ma anche da legni, spezie, radici, muschi, frutti (ad esempio il nostro bergamotto, l’”oro verde di Calabria”, presente nella stragrande maggioranza dei profumi moderni e celebrato anche ne “Il Gattopardo”) e addirittura animali.

Tra i fiori profumati, oltre all’immancabile rosa e alla lavanda, sono molto usati in profumeria il gelsomino e la tuberosa, entrambi fiori notturni adatti ai “giardini lunari”, per un effetto della fragranza più carico e avvolgente.

Altri fiori, come ad esempio il neroli (ottenuto dalla distillazione dei fiori d’arancio), la fresia e il mughetto danno invece una connotazione più fresca e leggera.   

Curiosità profumata: la storia della Violetta di Parma

Una storia nella storia dei fiori profumati riguarda invece la celeberrima violetta di Parma, tanto amata dalle nostre nonne.

Si narra che la Duchessa Maria Luigia D’Asburgo fosse un’appassionata di botanica e, in modo particolare, della violetta di Parma, con il suo colore viola intenso e il profumo inebriante.
Ne era così affascinata che non solo la faceva riprodurre sui suoi abiti e raffigurare sui servizi di piatti in uso nelle sue residenze, ma la usava anche come “firma”, disegnandola in calce alla sua corrispondenza.

Soprattutto, volle coltivarla personalmente e riuscì a far riprodurre l’essenza di “Violetta di Parma”, per molti anni un profumo limitato a suo uso esclusivo, fino a quando, nel 1870, il profumiere Ludovico Borsari, fondatore dell’omonima e celeberrima casa di profumi, ottenuta la ricetta dell’essenza la riprodusse e commercializzò su larga scala, avvalendosi anche del fascino dei flaconi in cristallo in stile liberty, accolti in confezioni di pregio.

Illustrazione del profumo "Violetta di Parma"

Locandina pubblicitaria di Nanni Nino (1888/ 1969),
ca. 1920-1930, co. Museo Nazionale Collezione Salce, CC-BY 4.0

Profumi floreali e regine

Da una duchessa alle regine moderne. Eh sì, perché non fu solo Maria Luigia D’Asburgo ad essere appassionata di fragranze floreali.

Il Principe Ranieri di Monaco commissionò un profumo alla casa Creed per il suo matrimonio con la diva di Hollywood Grace Kelly: Fleurissimo è ancora oggi una fragranza molto amata, un bouquet floreale alle note di bergamotto, iris, tuberosa e rosa bulgara.

Anche le reali inglesi hanno avuto una passione per le essenze floreali. Elisabetta II utilizzò preferibilmente White Rose di Floris (rosa, gelsomino, iris e violetta), Lady Diana 24 Faubourg di Hermès (note agrumate, gardenia e gelsomino), Kate Middleton White Gardenia Petals di Illuminum (un mix di note agrumate, floreali e legnose), da lei indossato il giorno delle sue nozze.

In conclusione, il mondo dei fiori profumati è un viaggio che unisce la bellezza dei giardini alla maestria della profumeria. Ogni fiore racconta una storia, e ogni profumo cattura un’essenza unica.
Esplorare questo connubio tra natura e storia delle essenze è un viaggio sensoriale che ci avvicina al fascino eterno dei fiori profumati.

Se ti è piaciuto il nostro racconto sui fiori più profumati e la storia dei profumi floreali, ci fa piacere se ci dai un votolasci un commento o condividi questo articolo. Grazie!

Foto di apertura di Foto di Luisella Planeta LOVE PEACE, da Pixabay

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