Fiori e piante nella “Primavera” di Botticelli

La "Primavera" di Botticelli
La "Primavera" di Botticelli è un accuratissimo catalogo botanico di centinaia di specie di piante e fiori, carichi di precise simbologie. Scopri di più!

La “Primavera” di Botticelli è un’accuratissima fotografia botanica su piante e fiori.

Scopri con Floralist le curiosità botaniche della celeberrima opera, ospitata dal 1919 nella Galleria degli Uffici, a Firenze: passa sulle foto con il mouse per ingrandire i particolari floreali!

Indice: fiori e piante della "Primavera"

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L’opera ai tempi della famiglia de' Medici

L’opera di Sandro Botticelli, dipinto a tempera su tavola di pioppo, lega la sua storia alla famiglia de’ Medici, che a lui la commissionò, forse su richiesta di Giuliano de’ Medici, successivamente ucciso nel 1478 nella congiura dei Pazzi, più probabilmente del cugino Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, in occasione del suo matrimonio con Semiramide D’Appiano D’Aragona.

Come leggere la “Primavera”

Uno degli aspetti più peculiari della Primavera è che “si legge” da destra verso sinistra, come fosse un racconto animato.

Ambientato nel leggendario Giardino delle Esperidi (legato all’undicesima fatica di Ercole, che lì dovette cogliere tre mele d’oro dall’albero), rappresenta una scena idilliaca ambientata in un piccolo bosco.

Sulla destra, il vento Zefiro rapisce la ninfa Cloris e la feconda. Ella, trasformatasi in Flora, con il capo cinto da una corona floreale e una veste ricca di fiori, è la personificazione della Primavera e, in maniera simbolica, del potere rigenerativo della vita e della fertilità.

Al centro della scena Venere, dea dell’amore, che rappresenta il momento di passaggio tra l’amore terreno e carnale (a destra di chi guarda) e quello spirituale, rappresentato a sinistra dalle tre Grazie, simboli dell’amore contemplativo del divino, e da Mercurio, che scaccia le nuvole per salvaguardare la Primavera.

Lo studio botanico e il significato simbolico

Lo studio più approfondito sulla componente botanica della “Primavera” è stato effettuato nel 1984 dal Direttore dell’Orto Botanico di Firenze, Guido Mocci, che ha individuato nell’opera oltre 500 tra fiori, piante e frutti, rappresentati con estrema precisione perché dipinti in parte dal vero, in parte servendosi di antichi erbari.

L’incredibile ricchezza floreale del dipinto non ha nulla di lasciato al caso. Ad eccezione di poche specie vegetali che gli studiosi non sono riusciti ad individuare, perché troppo stilizzate o poco chiare (o forse, in qualche caso, perché solo immaginarie), nella maggior pare dei casi fiori e piante dipinti da Botticelli hanno un significato simbolico preciso all’interno della rappresentazione pittorica.

Botticelli, forse per omaggiare il committente, permea il dipinto di fiori e piante che omaggiano la famiglia de’ Medici (l’arancio, l’alloro della gloria posto sopra Zefiro, emblema personale di Lorenzo il Magnifico, l’iris viola simbolo della città di Firenze) e che sono simboli di amore (le margherite del “M’ama o non m’ama”, le viole e le rose sacre a Venere), matrimonio (in primis l’arancio ma anche il croco, la nigella, il garofano, il giacinto, la pervinca che deriva il nome dal latino “vincire”, ossia legare), piacere carnale (la fragola) e fertilità (il papavero, il mirto e l’elleboro, che nella simbologia cristiana rappresenta la rinascita, così come tutti gli altri fiori primaverili rappresentati nella “Primavera”).

Vediamo nel dettaglio alcuni dettagli botanici del quadro.

Gli alberi di arancio

Primavera di Botticelli, il boschetto di arance

Dettaglio degli alberi di arancio e delle zagare fiorite

Il boschetto in cui è ambientato il capolavoro botticelliano è sovrastato da alberi di arancio carichi di frutti e di zagare fiorite.

Si tratta, innanzitutto, di un omaggio alla famiglia de’ Medici, di cui l’arancio è l’emblema, ma non solo: tutti sappiamo infatti che i fiori d’arancio sono il simbolo del matrimonio (se vuoi scoprire da dove nasce questa usanza, leggi il nostro approfondimento sulle arance), e anche questo vuole essere un riferimento alle nozze di Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici.

Il mirto di Venere

Primavera di Botticelli, il mirto di Venere

Dettaglio di Cupido e Venere, avvolta dal mirto, simbolo del matrimonio

Il mirto è un’altra pianta simbolo del matrimonio (e anche questo è probabilmente un richiamo al committente).

È uno dei fiori sacri a Venere e la rappresentazione, nell’opera, del mirto che circonda tutta la figura della Dea, richiama una delle allegorie matrimoniali rinascimentali più diffuse, con gli sposi che erano soliti indossare corone di mirto sul capo durante i banchetti nuziali.

La figura di Flora

Flora è la figura più affascinante e la protagonista indiscussa dell’opera, se vogliamo la prima “modella” della moda floreale che, dai tempi dell’amor cortese arriva fino ai giorni nostri con le passerelle dell’alta moda (leggi il nostro racconto speciale su questo).

Una figura eterea e solare, con lunghi capelli biondi e occhi chiari, che si muove fluttuando a piedi nudi tra le pieghe del suo soffice abito ricoperto di fiori.

Anche qui gli studiosi sono riusciti ad individuare decine di specie fiorite: fiordalisi, margherite, fiori di fragola e quelli che sembrano anemoni gialli tra i capelli; rose (simbolo di amore e omaggio a Venere), raccolte nelle pieghe dell’abito, che la giovane sparge sul terreno; violacciocche gialle, fiordalisi, rose e garofani che decorano la sua veste candida.

Primavera di Botticelli, i fiori di Flora

Dettaglio dei fiori sui capelli e sulla veste di Flora:
A) Anemone; B) Fiore di fragola; C) Fiordaliso; D) Margherita; E) Garofano; F) Rosa; G) Violacciocca

Il prato fiorito

Tra i piedi di Venere, che calzano dei sandali dorati, e quelli nudi di Flora sulla destra, si allarga una soffice tappeto di erba verde scura, su cui spiccano piante di fragole, papaveri (simboli di fertilità), ranuncoli, giacinti, muscari e fiordalisi (altri simboli nuziali), gelsomini e le rose che Flora tiene in grembo e che sparge sul prato.

Primavera di Botticelli, il prato fiorito

Dettaglio dei fiori sul prato ai piedi di Flora:
A) Ranuncolo; B) Viperina; C) Giacinto; D) Viola; E) Giacinto rosa; F) Papavero; G) Margherita; H) Rosa

La bocca della ninfa

La ninfa Cloris, fecondata da Zefiro, con la torsione del busto e i fiori che le escono dalla bocca, imprime movimento all’opera.

Dalla sua bocca fuoriescono, nell’ordine, pervinche azzurre (simbolo di legame), un fiore di fragola (passione carnale), due rose (o forse anemoni) e i fiordalisi.

Primavera di Botticelli, la ninfa Cloris

Dettaglio dei fiori che escono dalla bocca della ninfa Cloris:
A) Pervinca; B) Fiore di fragola; C) Rosa o Anemone; D) Fiordaliso

Consigli di lettura

Libro sulla Primavera di Botticelli

Il libretto La Primavera di Botticelli Un’interpretazione botanica di Mirella Levi D’Ancona (Olschki Editore, 2024) cataloga le piante raffigurate nell’opera, con utili schede che raccontano anche curiosità e simbolismi di ciascuna di esse.
Da non perdere!

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Foto Sandro Botticelli, Public domain, via Wikimedia Commons

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