Il Festival della canzone di Sanremo: una festa di musica, emozioni e diciamolo pure, dei fiori più belli d’Italia.
Perché è vero che “Sanremo è Sanremo”, ma senza quei bouquet e quelle decorazioni floreali, non sarebbe la stessa cosa, o no?
Preparati allora a un viaggio di ricordi tra note musicali, lustrini e petali, tanti petali fioriti!
Indice: i fiori del Festival della canzone
Il Festival della canzone, celebrazione (anche) floreale
Sanremo, si sa, è la città dei fiori, e il Festival della canzone ha reso più volte omaggio a questa peculiarità della cittadina ligure.
Negli anni ‘80 e ’90 c’erano cascate di fiori ovunque (anche nelle sale che ospitavano le quotidiane conferenze stampa), oggi la scena è spesso più minimalista: sarà forse anche per evitare le tendenze distruttive degli artisti (chi non ricorda la devastazione dei fiori del palco nell’edizione 2023, ad opera del cantante Blanco…?)?
In ogni caso i fioristi, veri eroi non celebrati del Festival, passano ore a sistemare ogni petalo rigorosamente “made in Sanremo”: rose, garofani e tanto altro, un’esplosione di bellezza che ti fa dimenticare anche i vestiti a volte discutibili degli artisti…
I bouquet, applausi floreali
Il Festival della canzone non sarebbe completo senza le decine di bouquet che gli artisti ricevono dopo le loro performance, alcuni dei quali sembrano gridare “sontuosità”, mentre altri, negli anni, sono stati più improntati allo stile “minimal chic”.
Nel 2024 il giovane floral designer pugliese Mario Garofalo ha vinto il concorso “Sanremo, il fiore della Liguria” e si è aggiudicato la possibilità di realizzare gli allegri bouquet donati ad artisti e superospiti durante la kermesse sanremese: un trionfo di anemoni e ranuncoli, tipici del periodo di fine inverno, e poi mimose, tulipani e ginestre, con abbinamenti pensati per esaltare di volta in volta la personalità degli artisti e degli ospiti presenti sul palco.
I fiori nelle canzoni di Sanremo
Agli albori del Festival, nell’immediato dopoguerra, i fiori erano spesso i protagonisti delle canzoni sanremesi. Canzoni semplici e rassicuranti, con testi prevalentemente orientati al più marcato romanticismo, accompagnati da melodie orecchiabili da canticchiare in famiglia.
Una prima protagonista delle canzoni “floreali” fu senz’altro Nilla Pizzi, che vinse proprio la prima edizione del Festival, nel 1951, con “Grazie dei fior”.
Rose…
Rose…
Ma le più belle le hai mandate tu.
Grazie dei fior
fra tutti gli altri li ho riconosciuti
mi han fatto male eppure li ho graditi
son rose rosse e parlano d’amor.

Nilla Pizzi a Sanremo, Public domain via Wikimedia Commons
L’anno successivo la cantante si presentò con un altro fiore protagonista, il papavero, con la celeberrima canzone “Papaveri e papere”, che raggiunse il secondo posto in classifica. Stesso risultato di un’altra canzone presentata sempre dalla Pizzi nel 1958, intitolata “L’edera”.
Negli anni il tema dei fiori ha continuato ad essere presente a Sanremo, sia nella sua veste più tradizionale, in associazione all’amore, sia cavalcando i temi sociali dell’epoca.
Il Festival del 1967 fu ricordato non solo per “Io, tu e le rose” di Orietta Berti (canzone da sempre tristemente legata alla drammatica fine del cantautore Luigi Tenco), ma anche per “Proposta (Mettete dei fiori nei vostri cannoni)” de I Giganti, classificatasi terza, in cui lo slogan del titolo, molto in voga in quegli anni negli USA, voleva far passare un messaggio pacifista.
In epoca recente i fiori sono stati usati a Sanremo da alcuni autori per affrontare temi importanti e non scontati per il palco dell’Ariston, come la violenza sulle donne in “Rose viola” di Ghemon nel 2019 e, qualche anno prima, il disagio dei malati psichiatrici in “Ti regalerò una rosa” di Simone Cristicchi, che con questa canzone molto emozionante vinse la 57a edizione del Festival di Sanremo, nel 2007:
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare.
Al Festival di Sanremo 2025 il cantante Brunori Sas (pseudonimo di Dario Brunori) ha portato in gara un brano dal titolo “L’albero delle noci“, classificatosi terzo: un omaggio ad una pianta che cresce davanti alle finestre di casa sua e che, a suo dire, gli dà l’ispirazione per le sue canzoni.
Fiori anche negli abiti: la moda sboccia sul palco
I fiori non sono però confinati solo ai bouquet. Sul palco dell’Ariston i fiori sbocciano anche sugli abiti! Patty Pravo, Anna Oxa, Achille Lauro: tutti hanno portato fiori nei loro look, chi con eleganza, chi con quella teatralità che solo Sanremo può permettersi. Ricami floreali, stampe, applicazioni tridimensionali: è come se la primavera facesse un giro di prova in Liguria.
Negli anni ’60 e ’70 la moda hippie dei “figli dei fiori” era imperniata sulle stampe floreali a grandi motivi. Le due cantanti dei Ricchi e Poveri, Angela Brambati e Marina Occhiena, nel 1970 si presentarono all’Ariston con abiti fiorati coordinati, con grandi maniche a sbuffo.

I Ricchi e Poveri a Sanremo, Public domain via Wikimedia Commons
Altre volte indossare elementi floreali è stato più che altro un omaggio.
A Massimo Ranieri e al suo celeberrimo “Rose rosse”, brano del 1968, di cui qualche anno fa il cantante Raf fece una cover a Sanremo, che presentò indossando una vistosa giacca nera con grandi rose rosse stampate.
O alla città di Sanremo, come hanno fatto alcune delle protagoniste femminili del Festival di questi ultimi anni, con delle “mise” a volte super eleganti, a volte scoppiettanti e sopra le righe come la personalità di chi le indossava.
Antonella Clerici nel 2005, con un abito rosa di Gay Mattiolo che a noi ricorda una spumeggiante peonia.
Michelle Hunziker nel 2018, con un “bouquet dress” strabiliante e altre creazioni a tema “floral”, sempre di Moschino.
L’attrice Lorena Cesarini, una delle co-conduttrici del Festival 2022, con un abito Valentino in paillettes con fiori rossi e color corallo.
E poi c’è l’elemento scherzoso che alleggerisce l’atmosfera sanremese. Nel 2021 Fiorello si è presentato sul palco, per la sua personale reinterpretazione di “Grazie dei fior”, con un voluminoso e decisamente appariscente vestito tutto ricoperto di fiori colorati.

Fiorello a Sanremo, foto dal Web
Nel 2022 è invece esplosa la mania del #Fantasanremo, il gioco Social che ormai fa impazzire gli italiani.
Tra le regole del gioco c’è anche un omaggio alla “Città dei Fori”: gli artisti in gara prendono dei punti bonus se si presentano sul palco con fiori in mano (Achille Lauro ed Emma Marrone, che li ha donati ad un orchestrale) o indossando un abbigliamento con elementi floreali (come hanno fatto Ditonellapiaga con un enorme fiore all’occhiello rosso e Michele Bravi, con una giacca con fiori ricamati sulle maniche).


Sanremo, gran finale
E così, come ogni anno Sanremo ci regala emozioni: tra paillettes, melodie, le immancabili polemiche e quel ritornello che non riesci a smettere di canticchiare, tra le note del pentagramma il Festival della canzone ci ricorda che i fiori, che siano cantati, indossati o semplicemente ammirati, restano tra i protagonisti del palco dell’Ariston.
“Grazie dei fiori”, Sanremo, ci vediamo il prossimo anno!
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- Aggiornato il 22/02/2026


