Enrico VIII e i giardini di Hampton Court

Enrico VIII e Hampton Court
Tra fascino e mistero, vieni a scoprire i giardini reali di Hampton Court e la vita a palazzo di Enrico VIII e della sua corte.

Dopo aver parlato della nostra splendida Reggia di Caserta, ti conduciamo oggi a conoscere i giardini della Reggia di Hampton Court, in Inghilterra, legata a doppio filo al famoso Re Enrico VIII.

Alla scoperta di Enrico VIII e Hampton Court

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Hampton Court da Enrico VIII ai giorni nostri

Situata fuori Londra, lungo il Tamigi, la residenza reale di Hampton Court è ricca di storia e leggende.  

Abitata all’inizio del 1514 dall’arcivescovo di York Wolsey (Primo Ministro di Enrico VIII), era una sontuosa residenza rinascimentale con pianta geometrica, spaziosi appartamenti reali nel piano nobile, alloggi per gli ospiti e cortili interni.
Successivamente vi assunsero la residenza prima Enrico VIII che la ampliò facendo realizzare, tra l’altro, le immense cucine in stile Tudor e il Real Tennis Court (il più antico campo da tennis del mondo ancora in uso); poi Re Giacomo I e infine Re Guglielmo III d’Orange, sotto il quale l’architettura Tudor si fuse con lo stile barocco.

Restaurata nell’Ottocento, venne aperta al pubblico nel 1838 dalla regina Vittoria ed è attualmente gestita dalla Famiglia Reale Inglese.    

Fascino e mistero dei giardini reali

Enrico VIII reimpostò architettonicamente il bellissimo giardino ornamentale, suddividendolo in tre parti: un parco privato per le escursioni, i terreni per la caccia, i giardini per le specie vegetali rare.  

La pianta dell’orto, invece, risale a Re Guglielmo (“il miglior giardiniere dell’Europa medievale”), mentre stagni e paludi furono prosciugati e trasformati in coloratissimi giardini fioriti dalla moglie Maria II, con cespugli, alberi e sculture.  

In primavera il parco è impreziosito da prati, fiori, sentieri e laghetti in stile vittoriano.
Il giardino segreto, in stile barocco, è caratterizzato da siepi fiorite, sentieri costellati da pietre marrone chiaro e cespugli giganti simili a piccoli orsi, dove puoi incontrare comparse in abiti medievali.
Nei Riverside Gardens (24 ettari) si trova la Great Wine, la grande vite piantata nel 1768, che produce ancora circa 320 kg di uva all’anno.  

I giardini segreti di Enrico VIII

traveljunction, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Il “Wilderness Garden” (oltre 400 ettari di parco con ippocastani, riserva per daini e cervi), modellato secondo lo schema del “giardino reale” o del francese “bosquet”, è una vasta area che Guglielmo III e Maria II usavano per fuggire dal rigido cerimoniale di corte: è caratterizzato da un modello irregolare e sentieri tortuosi che ricordano il bosco, con molte varietà di alberi e fiori selvatici, uccelli e scoiattoli, alte siepi e panchine.
Oggi vanta più di un milione di piante da bulbo tra cui splendidi narcisi e crochi. 

Il labirinto seicentesco

All’interno del parco si possono percorrere i complicati sentieri del “The Maze”, un labirinto secentesco lungo 800 metri a forma di trapezio, commissionato da Guglielmo III d’Orange. 

È il più antico labirinto “multicursale” inglese di siepi, che confonde i visitatori con il percorso pieno di curve e strade cieche (in 20 minuti si può tuttavia raggiungere il centro osservando la mappa). 
Nel 1700 questa tipologia di labirinto fu molto richiesta in Inghilterra come elemento paesaggistico naturale per abbellire i giardini nobiliari e, nel tempo, le originarie piante di carpino sono state sostituite da quelle di tasso. 
I suoi alti cespugli ne fecero, infatti, un luogo ideale per la privacy della famiglia reale e oggi è amato da adulti e bambini per la struttura di “labirinto puzzle”.  

Manifestazioni ed eventi floreali

Miscuglio di stile Tudor, barocco e vittoriano, il parco ospita prestigiosi eventi floreali: tra il Tamigi e il “Long Water” (il secentesco canale artificiale che ricorda i giardini di Versailles), si svolge, a luglio, l’esposizione floreale “Hampton Court Palace Flower Show” (la seconda più importante d’Inghilterra dopo il Chelsea Flower Show, di cui abbiamo parlato a proposito della Regina Elisabetta); migliaia di visitatori osservano gli ambiziosi progetti di esperti giardinieri presentati alla Royal Horticultural Society: gazebo di rose antiche, orchidee, piante grasse, cespugli di lavanda, dalie in fiore, allium, piselli profumati, giardini occasionali, tendoni, padiglioni di fiori, dibattiti e conferenze per sensibilizzare gli ospiti sulle questioni ambientali, il giardinaggio e i nuovi prodotti.  

Nel 2011 sono stati ricreati ambienti floreali ispirati a celebri racconti di poeti e scrittori inglesi, in cui spiccava una bellissima rosa ispirata ad Alice nel Paese delle Meraviglie.  

Kate Middleton, nel 2019, ha accompagnato un gruppo di bambini all’Hampton Court Palace Garden per vedere il Back to Nature Garden, il giardino progettato da lei in occasione del Chelsea Flower Show, a Londra, e trasferito a Hampton Court. 

Kate Middleton a Hempton Court

Se ti affascinano le atmosfere dei giardini di Enrico VIII, non puoi perderti il prosieguo del nostro racconto, tra gli ambienti interni della Reggia e la storia delle abitudini, della vita e dei banchetti della corte del Re.

La vita a Hampton Court

Impressionanti sono il fasto e le dimensioni della Reggia, che poteva ospitare oltre mille persone.
In un continuo rimando dallo stile rinascimentale di Enrico VIII alle atmosfere barocche volute da Guglielmo III, percorrendo le sale del palazzo (insieme ad attori e comparse che interpretano i personaggi della corte Tudor ed Enrico VIII stesso, accompagnati da musiche dell’epoca) possiamo ammirare dipinti dei più grandi pittori italiani (Tiziano, Caravaggio, Correggio, Mantegna, Parmigianino), decorazioni con simboli araldici e grandi rami dorati, pavimenti in legno decorato, preziose vetrate rinascimentali, sale foderate in legno intagliato, stucchi e arazzi, porcellane e antiche armature lungo le pareti.

La Cappella Reale (Chapel Royal) con la volta blu, luogo di culto da oltre 450 anni, fu iniziata dall’arcivescovo Wolsey e terminata da Enrico VIII. Ha una volta gotica, elementi rinascimentali, un altare incorniciato da un’importante pala d’altare barocca in quercia massiccia. 

Enrico VIII e la Cappella Reale

La Cappella Reale in un’incisione del 1819, Charles Wild, Public domain, via Wikimedia Commons

I banchetti di Enrico VIII

Considerate all’epoca le più grandi del Paese (capaci di produrre, per la famiglia reale e la corte, 800 pasti al giorno), le cucine reali sono oggi ben conservate e ricostruiscono la vita frenetica di centinaia di addetti.
A partire dal 1400 crebbe, in Europa, l’importanza dei cuochi maestri delle famiglie aristocratiche. Erano veri “scienziati” che provvedevano al cibo del sovrano, della consorte e della corte, realizzando sontuosi banchetti, vigilando su forniture di legna, prodotti alimentari, stoviglie, scorte e spese. Impartivano ordini a un piccolo esercito di assistenti che giravano gli spiedi, pulivano il pesce, lucidavano piatti e padelle, spazzavano i pavimenti. 

Enrico VIII e le cucine reali

Mike Prince from Bangalore, India, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

In un’alternanza di piatti salati e dolci (gelatine, creme, pasticci, frittelle e crostate) annaffiati dall’hypocras (bevanda medievale composta da vino, miele e aromi), nei banchetti venivano serviti almeno 20 diversi piatti di carne pregiata o pesce, accompagnati da verdure stufate e legumi; per dolcificare si usava il miele anche sulla carne, per condire spezie orientali ed erbe aromatiche (prezzemolo, menta, rosmarino, timo e salvia). 

Enrico VIII organizzava grandi e stupefacenti banchetti per impressionare gli ospiti e affermare il suo potere con posti a tavola assegnati secondo precise gerarchie.
Creò la “tavola apparecchiata”, imbandita con fiori e piume che nascondevano gioielli e oggetti preziosi, ottimi cibi, argenterie e cesti di frutta. Il cibo avanzato era dato ai poveri o faceva parte del salario della servitù; era quindi ritenuto scortese lasciare pulito il piatto. 

Enrico VIII e i banchetti

brian gillman, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Le mogli di Enrico VIII e la frutta

All’epoca la frutta cruda era ritenuta nociva e veniva cotta o trasformata in torte e crostate (pere, mele, prugne, ciliegie e agrumi), le fragole venivano ingerite crude ed erano molto amate da Anna Bolena. Jane Seymour preferiva le ciliegie della Cornovaglia, Maria la Sanguinaria le pere ed Enrico VIII la marmellata la cui invenzione, secondo una legenda, risale al periodo Tudor, quando Caterina d’Aragona (la prima moglie) inventò la confettura d’arancia per omaggiare le sue origini.  

I fantasmi del castello

Il castello è stato luogo di sanguinosi episodi dovuti alla crudeltà di Enrico VIII e diverse sono le apparizioni dei fantasmi delle sue numerose mogli, annotate dagli ospiti su un apposito registro: Anna Bolena (giustiziata per tradimento e stregoneria), Jane Seymour (decapitata per aver partorito un bambino morto, vaga sorridendo in vesti bianche portando una candela) e Catherine Howard (colpevole di adulterio, corre disperatamente verso la cappella). Il re appare durante le notti tempestose, con una corona in testa e gli occhi rabbiosi…

Foto di apertura di AloeCloe da Pixabay 

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

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