L’edera, la pianta dell’amore

Parete di edera che avvolge un palazzo
Febbraio, stagione degli innamorati. Scopri curiosità e consigli di coltivazione dell’edera, simbolo di Bacco e della passione che unisce gli amanti nell’abbraccio.

San Valentino, stagione degli innamorati. Siamo soliti associare questa ricorrenza alle rose, ma forse non sai che la pianta che simboleggia l’amore in realtà è… l’edera!

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L’edera, una pianta invernale

L’edera è una pianta rampicante sempreverde della famiglia delle Araliaceae. Cresce spontaneamente e rigogliosamente, strisciante o abbarbicata, aggrappandosi a muri, rocce, tronchi di alberi, ruderi e sottoboschi ombrosi e raggiungendo anche 20-25 metri di lunghezza.

Le sue potenti radici aeree aderiscono a tutte le superfici, le foglie sono lobate o intere, ha rami con fiori autunnali gialli, carnosi e profumatissimi riuniti in infiorescenze a ombrello (tra cui volteggiano le api) e che si trasformano, a novembre, in bacche sferiche violacee, nere, gialle o rossastre di cui si cibano gli uccelli. Non teme il freddo, ama l’ombra e non perde le foglie. Le sue ghirlande erano indossate da dei e oracoli come erogatrici di virtù profetiche.

È una pianta mellifera e, prima dell’inverno (fiorendo tra settembre e ottobre) produce grandi quantità di nettare e polline, con cui le api producono un ottimo miele candido e cristallino.

Le antiche simbologie

Simbolo di Bacco (Dioniso per i greci, dio delle feste invernali), adorna, con i suoi germogli, la stagione fredda, allargandosi su terreni boscosi, arrampicandosi in fretta come un serpente e come spinta da un’anima e vivendo al confine tra regno vegetale e animale.

Pianta misteriosa e affascinante, simbolo di continuità, fedeltà, devozione, purezza e fermezza del desiderio, per le foglie a forma di cuore che si attaccano a muri e alberi forse non sai che si regala a San Valentino. Ne troviamo un ramo tra rose, peonie e orchidee nei bouquet delle spose e sui banchetti dei matrimoni.  

L'edera, la pianta di San Valentino

Se Bacco è il dio del trasporto mistico e amoroso, l’edera che si abbarbica intorno al tronco è simbolo della passione che unisce gli amanti in un abbraccio. Dioniso, chiamato Kissós (in greco “edera”) venne immerso dalle ninfe, dopo la nascita, nella fonte Kissoûssa (l’edera lo riparò anche dalle fiamme del corpo della madre Semele colpita da un fulmine di Giove).

Nell’antica Grecia simboleggiava l’unione e la fedeltà e le sue corone incoronavano gli sposi. I Celti la collegavano al serpente e al drago (simboli dell’aldilà), all’immortalità, all’eternità dello spirito e della natura.
Nel castello di Caerphilly, nel Galles, il fantasma della Dama verde, assassinata per amore, si nasconde trasformandosi in edera. Regalarne oggi una piantina significa amicizia e affetto.

L’edera e la vite, due piante complementari

La vite fiorisce in primavera ai raggi del sole, l’edera rinvigorisce in autunno e produce le sue bacche con il freddo e l’ombra. Come sorelle che crescono in opposte direzioni sono entrambe legate al vino, al dualismo di Bacco, al peccato, al proibito e all’innocenza.
Gli adepti di Bacco indossavano corone di edera mentre lui tiene in mano un bastone nodoso e contorto o un calice avvolto dalle sue foglie.

L'edera e il "Bacchino malato" di Caravaggio

Caravaggio, “Bacchino malato“, Galleria Borghese a Roma.
Public domain, attraverso Wikimedia Commons

L’acrobata Cisso fu salvato da Bacco mentre stava cadendo e trasformato in edera, che si arrampica su tutte le superfici.

Nel Medioevo le due piante erano ritratte insieme, una intrecciata all’altra e l’edera era posta all’entrata delle osterie come fresco amuleto contro l’ardore del vino.

Proprietà, usi e bellezza

Pianta magica che incanta il paesaggio, l’edera favorisce la circolazione, disinfetta, cicatrizza e sfiamma.
Ha un profumo afrodisiaco e le sue bacche erano usate dai Celti per reumatismi e ulcere o come allucinogeni. Ha proprietà tonificanti e drenanti, contro ritenzione idrica e gonfiori, cura capelli, irritazioni, scottature, problemi venosi, edemi circolatori, flebiti e dolori reumatici.
Dopo il lavaggio rende i capelli brillanti, intensificando i bruni e i castani.

L’edera nell’arte

Il “Gruppo delle foglie d’edera” è costituito da 12 vasi etruschi dipinti a figure nere (VI sec. a.C.) che mostrano uomini o donne in corsa, con in mano enormi foglie d’edera a spirale. I motivi etruschi sono la chimera dalle cui ali cresce la testa di capra, gli ippocampi e i tritoni, la forma del capitello della kline e le volute che si diramano dalle palmette nei manici. Lo stile è lontano da quello greco per la legnosità e rigidità delle figure, l’importanza dell’elemento vegetale è posto non in relazione con la figura umana, ma con un valore decorativo fine a sé stesso.

Consigli di lettura

L’Edera” è un romanzo di Grazia Deledda del 1908, tradotto in diverse lingue e divenuto film nel 1950 (regia di Augusto Genina e sceneggiatura di Vitaliano Brancati).

Ambientato in Sardegna all’inizio del XX secolo ha, come sfondo, il decadimento del luogo e della nobiltà sarda.

Annesa, una giovane cameriera, si innamora del padroncino, Paulu, ed è tormentata dal senso di colpa e del peccato e dalla necessità di espiazione. Il destino l’ha gettata nelle travagliate vicende della aristocratica famiglia Decherchi, come “un seme sulla roccia accanto all’albero cadente”.

“Ella cresce come l’edera, allacciandosi al vecchio tronco e lasciandosi travolgere dalla rovina che lo schiantava”.

Annesa è la pianta che si appoggia all’albero (Paulu), ricoprendolo del suo amore, trovando il senso della vita in funzione degli altri (come i rami che coprono e invadono alberi e muri, ella si sacrifica per le persone amate). Sullo sfondo emergono i paesaggi sardi ricchi di suggestioni, scolpiti dal vento e da violente intemperie che seguono gli stati d’animo dei protagonisti, luoghi incantati, mitici, archetipici e senza tempo, in cui si consuma il dramma della vita.

Pollice verde

L’edera è una sempreverde infestante, a crescita rapida, che viene impiegata per ricoprire muri e recinzioni e come tappezzante.
Le varietà a foglie verdi sono più rustiche e crescono bene anche con esposizioni a nord; quelle a foglia gialla o variegata, invece, sono più delicate, amano maggiore luce e in caso di freddo intenso possono riportare danni.
L’edera non richiede molte cure: un terreno alcalino ben drenato e potature in primavera.

Foto di apertura di Michaela da Pixabay 

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

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