Ah, il crisantemo! Quel fiore simbolo del mese di novembre che tutti conosciamo ma che qui da noi si porta dietro un’aura forse un po’ triste, essendo associato soprattutto alle celebrazioni dei defunti.
Ma noi di Floralist vogliamo sfatare questo falso mito, e raccontarti di un fiore che in altre culture simboleggia gioia, longevità e prosperità, resistente, coloratissimo e con una capacità di fioritura autunnale che pochi altri possono vantare.
Buona lettura!
Indice: il fascino del crisantemo
Consigli di cura
I crisantemi appartengono alla famiglia delle Asteraceae (insieme, forse non lo sai, a tanti cibi che consumiamo ogni giorno: camomilla, lattuga, carciofi, tra gli altri), famiglia di piante di cui fa parte anche l'”aster“, il fiore chiamato anche “settembrino” di cui abbiamo parlato tempo fa.
Si presentano come un cespuglio alto fino a 1 metro, dalle foglie ovali lobate. Sono sia annuali che perenni, da rustici a semi-rustici.
Questi i nostri consigli di cura più importanti:

1 Messa a dimora
I crisantemi prediligono un terreno soffice, fertile e ben areato. Ricordati di garantire un buon drenaggio (i ristagni di acqua possono compromettere la salute della pianta), soprattutto se lo metti in vaso, aggiungendo al terriccio un po’ di sabbia e concime maturo.
Possono essere coltivati in vaso o in terra, ben distanziati tra di loro perché hanno radici che crescono molto.

2 Esposizione
Colloca la pianta in posizione soleggiata, non eccessivamente calda e al riparo dai venti.

3 Temperatura
Nei climi temperati i crisantemi (soprattutto le varietà perenni) resistono bene al freddo. In caso di inverni molto rigidi potresti vedere foglie un po’ danneggiate, ma con l’arrivo della primavera vedrai nascerne di nuove dalla base.

4 Irrigazioni
Ricordati di annaffiare la pianta soprattutto in estate e se la tieni in vaso (quelle in terra piena necessitano di minore umidità del terreno), e di lasciar asciugare bene la terra tra un’irrigazione e l’altra.
Le mille forme del crisantemo
Quello che stupisce, di questo fiore, è l’enorme varietà di colori e forme. Dal bianco alle tonalità calde dei gialli, degli arancioni e dei rossi, passando per i rosa, i viola e i marroni, i crisantemi hanno anche molte forme diverse: il crisantemo più comune è quello simile alla margherita (viene infatti chiamato anche “margherita dai 16 petali”), ma ci sono varietà con il fiore a forma di pompon, altre con filamenti lunghi e sottili che sembrano un ragno, quelli detti a “spray” e quelli che formano delle cupole fitte di petali.
Abbiamo selezionato per te queste foto, guarda che belle!
Se vuoi tenerli in casa come fiori recisi, ricorda che hanno una fioritura molto lenta: dureranno a lungo se ricorderai di cambiare spesso l’acqua e di spezzare con le mani (in questo caso non tagliare) il gambo!
Origine e diffusione del crisantemo
Ma da dove ha origine il crisantemo?
Il suo nome deriva dal greco, dall’unione delle due parole chrysós (χρυσός, oro) e ánthemon (ἄνθεμον, fiore) e significa pertanto “fiore d’oro”.
È originario della Cina, dove veniva coltivato già nel 500 A.C., poi si diffuse anche in Giappone e in tutto l’Oriente. In Europa è arrivato più di dieci secoli dopo, in Olanda (con scarse fortune) e poi in Francia, dove alcune specie provenienti dalla Cina cominciarono invece a diffondersi con successo, prima dai cugini d’Oltralpe e poi nel resto d’Europa.
E in Italia? Una delle aree di maggiore diffusione della coltivazione dei crisantemi è la zona di Pavia, in Lombardia. Sai perché? Il motivo principale è che questo fiore, importato sembra da una famiglia ligure, beneficia dell’umidità tipica della pianura del Po, dove si è adattato e ha creato un proprio habitat ideale in cui crescere.
Il fiore imperiale in Giappone
In Giappone il crisantemo, chiamato con il nome femminile “Kiku”, è il fiore nazionale, insieme al ciliegio. Si diffuse alla fine del XII secolo D.C. con l’Imperatore Go-Toba, che amava così tanto questo fiore da farne il proprio emblema.
Da quel momento, il crisantemo cominciò ad essere celebrato dalle famiglie nobili del Sol Levante, che organizzavano esposizioni interamente dedicate al crisantemo.
Allo stesso tempo, il fiore cominciò ad essere rappresentato ovunque da artisti e artigiani, su stampe e dipinti, porcellane, stoffe e abiti, gioielli. E questo è il motivo per cui, ancora oggi, il crisantemo stilizzato (varietà hironishi), con i suoi 16 petali dorati esposti a raggio, che evocano il sole, posti sullo sfondo rosso, è lo stemma della famiglia imperiale giapponese:

L’emblema della casa imperiale giapponese
Zscout370, Public domain, via Wikimedia Commons
Tra le feste più sentite in Giappone c’è Kiku no Sekku, o Giorno dei Crisantemi, celebrata il 9 settembre di ogni anno, giorno in cui in tutto il mondo è usanza bere il sakè realizzato con petali di crisantemo.
I significati del fiore
Ebbene sì, parliamo di “significati”, al plurale, perché, come si dice, paese che vai, significato che trovi…
In Italia e in alcuni paesi europei, come la Spagna, il crisantemo come è noto è associato alle celebrazioni dei defunti. Questa consuetudine deriva semplicemente da una concomitanza di calendario: parliamo infatti di una pianta che fiorisce soprattutto a novembre e che quindi si è soliti portare ai nostri cari.
Nel resto del mondo, invece, il crisantemo ha un bellissimo significato di gioia e vitalità:
- in Giappone è simbolo di pace, al punto che fu inserito in un francobollo celebrativo da 2 yen, emesso in ricordo della fine della Seconda Guerra Mondiale
- in Cina e in Corea è il fiore simbolo dei matrimoni, amatissimo dalle spose
- anche in Messico il crisantemo ha un significato legato all’amore; viene infatti regalato per dichiararsi alla propria amata
- in Inghilterra è di buon auspicio, viene per questo regalato per le nascite dei bambini
- negli Stati Uniti, dove in autunno viene celebrato con esposizioni speciali nel Giardino Botanico di New York e simboleggia la gioia di stare in famiglia
- in Australia è il fiore che si regala per la Festa della Mamma (si gioca sul suo nome, Chrysanthe-mum)
I crisantemi di Monet
Monet di sé diceva che solo due cose lo appassionavano: “la pittura e il giardinaggio”.
Alla fine del 1800 acquistò una casa a Giverny, in Normandia, dove si ritirò nell’ultima fase della sua vita e che ti abbiamo raccontato nel nostro speciale. Lì creò, oltre al famoso giardino acquatico delle ninfee, più volte ritratto, un giardino dei fiori che chiamò Clos Normand. Amava dipingere i fiori, sia ritratti nel loro ambiente naturale, sia nei vasi in una collocazione domestica. Tra questi, ritrasse più volte anche gli amati crisantemi.
Oggi il giardino di Giverny ospita più di centomila tipi diversi di piante e può essere visitato da marzo a novembre.

I crisantemi di Claude Monet, Musée d’Orsay, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons
Ecco qua, siamo arrivati alla fine del nostro viaggio tra i petali dei crisantemi! Ci auguriamo che ti sia venuta voglia di conoscere meglio questo fiore tanto colorato quanto frainteso.
Perché, in fondo, il crisantemo ha tutto quello che si può desiderare: è resistente, si adatta a quasi tutti i climi, fiorisce quando la maggior parte degli altri fiori va in letargo e porta in casa quei colori caldi che ci coccolano nelle giornate autunnali.
Quindi, la prossima volta che vedrai un crisantemo, non pensare subito ai cliché! Concediti un momento per apprezzare la sua bellezza unica e magari facci un pensierino per il tuo spazio verde. Dopo tutto, chi l’ha detto che l’autunno debba essere una stagione monocromatica? Basta un crisantemo e… puff, l’autunno diventa una festa di colori!
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Foto di apertura di Couleur da Pixabay
- Aggiornato il 03/11/2024
