Il corallo, 6 curiosità sull’”albero fiorito” del mare

I pesci tropicali in mezzo al corallo
L’Erythrina crista galli, o “albero del corallo”, ci evoca atmosfere marine tropicali e ci consente di parlare di barriere coralline, artigianato e significati simbolici del corallo.
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È stata denominata “l’albero del corallo”, per forma e colore particolari e grazie a una strana commistione tra regno animale e vegetale. Parliamo dellErythrina crista galli, una specie cespugliosa brasiliana che può raggiungere i 10 metri di altezza.

Ha foglie verde-azzurre, una chioma espansa, folta e rigogliosa, semi rosso-nero, frutti simili a baccelli neri, infiorescenze a grappolo rosso vivo, fiori con corolla papilionacea rosso scuro intenso che, tra maggio e luglio, producono copiose e scenografiche fioriture.

Erythrina Crista Galli, l'"albero del corallo"

Erythrina crista galli, “l’albero del corallo”

Indice: conosciamo il corallo!

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Corallo: 6 curiosità da scoprire

Dalla terra alle profondità del mare, ma sempre a “tinte corallo”. Cosa sono, davvero, i coralli? Andiamo a conoscere le barriere coralline, l’artigianato in cui l’Italia eccelle e i significati simbolici del corallo.

Il corallo: una pianta o un animale?

I coralli sono piccoli organismi della famiglia degli “animali pungenti” (Cnidaria gorgonacea corallium) somiglianti ad alberi fioriti, che vivono attaccati alle rocce del mare in acque limpide, non inquinate e non soggette a maree. Simili a mini-anemoni marini, crescono con uno scheletro comune, formando colonie che danno vita ad atolli e scogliere.

Il termine “corallo” potrebbe derivare dal greco koraillon “scheletro duro”, o kura-halos “forma umana” o dall’ebraico goral “pietra degli oracoli”.

Anticamente considerati “piante marine” che morivano pietrificandosi fuori dall’acqua, vennero studiati per la prima volta da Plinio il Vecchio (I secolo d.C.), ma solo a partire da metà del Settecento sono stati riconosciuti come “animali”.

Cos’è il Corallium rubrum?

Il 90% del corallo rosso (Corallium rubrum) è endemico e proviene dal Mediterraneo (Grecia, Tunisia, Corsica, Sardegna, Sicilia, Baleari) ma è diffuso anche nell’Atlantico orientale (Portogallo, Canarie, Marocco e Isole di Capo Verde) a partire da una profondità di 20-30 m fino a 200 m.

Cresce in luoghi riparati, con scarso movimento dell’acqua e poca vegetazione, e ombrosi (grotte semioscure, strapiombi, fenditure delle rocce); raramente si osserva a basse o elevate profondità (4 o 800 m) e ha una crescita molto lenta (0,25- 0,66 mm all’anno).

Vista subacquea del corallo

Come si nutrono e riproducono i coralli?

Minuscoli polipi bianchi e trasparenti, con tentacoli ricoperti di cellule urticanti e appendici pinnate, catturano plancton e sostanze organiche paralizzando le prede. Si riproducono per via sessuata e asessuata, rilasciando larve che si fissano al substrato formando colonie ramificate alte più di 20-30 cm (rosso brillante o rosa; rare le colonie “albine” totalmente bianche).  

Esistono vari tipi e tonalità di colore (rosso, bianco, blu, marrone e nero); i più pregiati sono il rosso cupo e il rosa pallido delicato e uniforme del corallo arancione di Sciacca, soprannominato “pelle d’angelo”. I coralli asiatici hanno, invece, diverse colorazioni e macchie chiare. 

Cosa sono le barriere coralline?

Sono ecosistemi formati da varie specie di coralli, ambienti naturali e oasi specifiche in cui piante e animali (alghe, pesci, invertebrati, tartarughe marine, squali) vivono trovando cibo e rifugio. Sostengono milioni di persone con la pesca, proteggono le coste da mareggiate e tsunami, attraggono turisti generando reddito economico nelle regioni tropicali, Australia, Indonesia, Filippine.

Le più importanti si trovano nell’Atlantico occidentale e nell’Indo-Pacifico, quelle del “triangolo dei coralli” hanno una grande biodiversità.

Quali sono i coralli dei mari “caldi”?

Nei mari caldi i coralli si nutrono di alghe unicellulari e necessitano di acque luminose e poco profonde, reef tropicali e subtropicali come la grande barriera corallina australiana.

Nell’Oceano Pacifico si pescano il Midway (Pleurocorallium secundum), il Garnet (Hemicorallium regale) e il Deep Sea (Hemicorallium lauense), in Giappone il Moro o l’Aka (Corallium japonicum), in Vietnam il bianco Pleurocorallium konojoi e, nelle Filippine, il Missu rosa (Hemicorallium sulcatum).

In Italia li troviamo in Liguria (Portofino), Sardegna (Porto Conte, Capo Caccia, Punta Giglio, Alghero) e Sicilia (Sciacca). A fine Ottocento giunse, dalle Filippine, il corallo “cerasuolo” (Corallium elatius) rosso medio o arancio.

Quali le specie dei mari “freddi”?

Il corallo si sviluppa anche nei mari freddi (Scandinavia, Gran Bretagna, Penisola iberica) che ospitano, in profondità, scogliere coralline e piattaforme carbonatiche (Darwin Mounds in Scozia a oltre 1.000 metri).

I mari antartici accolgono l’Epiactis georgiana (Actiniidae) o Capnea georgiana (Capneidae) e la famiglia Halcampulactidae. Altre specie (Desmophyllum) possono vivere nelle acque profonde dell’Oceano Atlantico fino a 3.000 m.

La lavorazione del corallo in Italia

I gioielli e l’artigianato di Alghero

Il durissimo scheletro calcareo ricoperto da un tessuto molle (cenosarco) viene pulito, intagliato e lucidato per produrre monili, gioielli e sculture (per questo utilizzo è chiamato “oro rosso” fin da tempi antichi e viene montato su oro e argento o forato per confezionare collane e bracciali).

Molto pregiato per quantità, qualità, compattezza è il corallo rosso rubino di Alghero (nello stemma della città un ramo corallino è adagiato su una roccia). Grazie alle “barche coralline” che li prelevavano con attrezzi a forma di croce, la città è stata la “capitale della pesca del corallo” fin dai primi del Novecento.

Stemma di Alghero con corallo

Lo stemma del Comune di Alghero, Mikisbd, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

I coralli di Sciacca e Trapani

A Sciacca, in Sicilia, nel 1875 fu localizzato un enorme giacimento di corallo rosso-arancione, rosa salmone intenso e rosa pallido alto 30 metri.

Il corallo trapanese ha origini antiche (citato per l’alta qualità nel 1100 dall’arabo Idrisi). Tra 1400 e 1500 i pescatori “corallari” diedero vita a una produzione artigianale famosa in Europa e nel Mediterraneo (oggetti sacri e profani, capezzali, cornici, presepi composti da coralli, oro, argento, smalti e pietre preziose).
Il Museo regionale ospita sculture e monili (XVI-XVIII secolo) e il Museo del corallo accoglie la parure realizzata per la Regina Farida d’Egitto.

Collana di corallo

Collana di coralli

L’artigianato di Torre del Greco

L’artigianato di Torre del Greco nacque nel Quattrocento, con la migrazione di maestranze trapanesi e nel 1790 fu costituita la Reale Compagnia del Corallo (pesca, lavorazione e vendita). Tra fine Settecento e inizi Ottocento, grazie al “Codice corallino” di Ferdinando IV di Borbone, alla prima fabbrica e alla Scuola per la lavorazione del corallo iniziò un periodo d’oro per questa attività.

La simbologia legata al corallo

Mitologia e riti magici

La sua storia è legata, in oriente e occidente, alle presunte virtù terapeutiche e scaramantiche. Era usato, infatti, nelle isole del Pacifico come amuleto contro il malocchio, contro gli spiriti maligni nei cimiteri, per la costruzione di templi in pietra lavica, come talismano per la salute di neonati e bambini.
In Grecia ed Egitto si spargeva sui campi il corallo polverizzato mescolato alle sementi a protezione da temporali e insetti e nei riti pagani i rametti neutralizzavano il malocchio.

Ovidio narra che quello rosso nacque dalle gocce di sangue della Gorgone Medusa decapitata da Perseo che, a contatto con la schiuma delle onde, cristallizzarono alcune alghe che divennero rosse (Metamorfosi, IV, 740-752).

Amore e religiosità

Per attirare gli uomini le antiche romane indossavano orecchini di corallo, nel Cinquecento le sue polveri producevano “incensi di Venere” mentre candele rosse o rosa circondate da coralli attiravano l’amore.

Per i Cristiani il rosso ricordava il sangue di Cristo, nel Medioevo era usato per i reliquiari della Croce e venne raffigurato come ciondolo al collo di Gesù in dipinti tardomedievali e rinascimentali (La Madonna del Solletico di Masaccio, La Madonna di Senigallia e la Pala di Brera di Piero della Francesca).

Corallo nella Madonna di Senigallia di Piero della Francesca

Madonna di Senigallia, Piero della Francesca, Public domain, via Wikimedia Commons

La cura del corpo

Per la loro azione purificante e rinforzante i coralli vengono studiati, in naturopatia e cristalloterapia, per contrastare l’invecchiamento cellulare.

  • Il corallo bianco è antidepressivo e miorilassante
  • Il corallo rosa combatte la debolezza del fegato e dona gioia, dolcezza e armonia
  • Il corallo rosso agevola la circolazione linfatica e sanguigna, ostacola le anemie, rinforza la colonna vertebrale, favorisce la solidità delle ossa, scioglie i blocchi articolari.

Gli effetti sull’anima

Il corallo rosso è la pietra della sensualità, dell’affetto e dell’amore: stimola l’energia vitale, elimina gli squilibri energetici e gli stati d’animo negativi. A contatto con la pelle (in forma di gioiello) produce effetti “spirituali” e può essere rivitalizzato in acqua salata o marina per curare malattie circolatorie, problemi di ipertensione o ipotensione, vertigini, disturbi cardiaci, stanchezza e stati depressivi.

Il corallo rosa, abbinato al rosso, scaccia nervosismo, paura, depressione, attacchi di panico e disturbi del sonno (sotto il cuscino allontana gli incubi), purifica la mente, infonde leggerezza e conferisce ragione, prudenza, coraggio e saggezza.

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

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