La camelia, curiosità e consigli di cura

La camelia giapponese rossa
Tutto quello che c'è da sapere per coltivare la camelia e tante curiosità da non perdere su questa amatissima pianta!

La camelia è una pianta originaria della Cina, del Giappone e dell’India, che si presenta sotto forma di arbusto o di piccolo albero. Deriva il suo nome dal missionario e botanico gesuita Georg Joseph Kamel (nome latinizzato Cammelius) che si considera essere colui che ne portò in Europa il primo esemplare dal Giappone.

Andiamo a conoscere i trucchetti per una perfetta coltivazione della camelia, le curiosità che abbiamo raccolto per te e i luoghi più belli dove ammirarla!

Indice: alla scoperta della camelia!

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4 consigli per curare la camelia

pacciamatura foglie

1 Terreno

Le camelie (insieme ad azalee, rododendri, gardenie, ortensie e pieris) fanno parte di un gruppo di piante chiamate “acidofile” perché vivono bene solo in terreno con PH acido (tra 5,5 e 6,5), fertile e areato, arricchito di humus (puoi aggiungere, ad esempio, foglie in decomposizione o letame bovino molto maturo) e torba.

Icona di sole e ombra

2 Esposizione

La camelia è una pianta di sottobosco delle aree subtropicali. Per questo motivo ha bisogno di una luce non diretta, in posizione semi-ombreggiata e fresca (meglio se all’ombra di qualche grande albero) e di irrigazioni regolari con acqua piovana o in ogni caso non troppo calcarea.

Attenzione anche che la camelia non ama essere esposta alle correnti di vento (che la dissecca), soprattutto in caso di inverni molto rigidi (resiste fino a 13-14 gradi sotto zero): in questo caso, per proteggere i boccioli che la pianta produce molto presto, soprattutto dalle brinate tardive, ti consigliamo di proteggerla con i teli di TNT (tessuto non tessuto).

Icona di vasi con piante

3 Coltivazione in vaso

Questa pianta si presta bene ad essere coltivata in vaso. Ricordati però di evitare che il terreno si asciughi eccessivamente (potresti capirlo se vedi cadere le gemme floreali) e di trapiantarla ogni 2-3 anni.

Il substrato più idoneo, in caso di coltura in vaso, deve contenere terriccio ricco di humus (come terra di castagno, di erica o di bosco), torba e sabbia. 

Ricordati inoltre che è molto importante eseguire prima dell’impianto un buon drenaggio, per l’elevata sensibilità all’asfissia radicale e a una malattia fungina, frequente soprattutto in casi di ristagno idrico.

Icona di cesoia per potare le piante

4 Potatura

La camelia in realtà non necessita di potature regolari, tuttavia, in autunno puoi rimuovere i rami secchi e rovinati, o quelli più disordinati, così come puoi tenere la pianta pulita recidendo prontamente i fiori secchi o sfioriti.

Camelia rosa, la perfezione delle forme

La perfezione geometrica dei petali della camelia

Focus: la camelia sasanqua

Siamo soliti ammirare la fioritura delle camelie all’inizio della primavera, ma la camelia sasanqua ha caratteristiche diverse.

Si presenta con fiori semplici (raramente doppi) più piccoli e leggermente increspati rispetto alla più nota japonica, di colore bianco, bianco con bordi rosati, rosso e di varie gradazioni di rosa.
Molti i pregi che la fanno apprezzare: ha un portamento leggero, la fioritura autunnale e invernale (ottobre-marzo) e una leggero profumo di fiori e foglie che le altre camelie non hanno.

Cresce bene in un contesto poco formale, nei giardini di campagna, come siepe non potata, e presenta una particolare resistenza ai fattori climatici.

Le curiosità sulla camelia

La camelia e il the

Forse non sai che la Camelia appartiene alla famiglia delle Theaceae e che le sue foglie apicali sono raccolte e impiegate per produrre il the. Dalla Camellia sinensis (che significa cinese) provengono tutte le varietà di the che siamo abituati a gustare (nero fermentato, verde non fermentato, bianco, ecc..), diverse solo per le diverse lavorazioni a cui vengono sottoposte le foglie una volta raccolte.
Se ti va, leggi anche il nostro approfondimento su the e infusi!

La camelia è la pianta da cui si ricava il the

La Signora delle Camelie e Giuseppe Verdi

L’opera più celebre che cita già nel titolo questa bellissima pianta è, naturalmente, “La Signora delle camelie” (La Dame aux camélias), romanzo di Alexandre Dumas figlio, trasposizione autobiografica dell’amore dell’autore per la cortigiana Marie Duplessis, pseudonimo di Alphonsine Rose Plessis.

Nel romanzo, da cui Giuseppe Verdi trasse il suo capolavoro “La Traviata”, la protagonista, la mantenuta Margherita Gautier, era solita farsi vedere sempre con un bouquet di camelie, bianche per 25 giorni al mese e rosse per i rimanenti 5, per dare un messaggio chiaro ai propri corteggiatori di non disponibilità in certi giorni del mese…

Alla fine del 1800, la famosa attrice Sarah Bernhardt (cui fu dedicata una delle più celebri peonie, di cui ti abbiamo parlato qualche tempo fa), portò spesso in scena “La signora delle camelie”, e fu celebrata in un’affiche firmata con le camelie bianche da uno dei maestri dell’Art Nouveau, Alphonse Mucha.

L'affiche di Alfons Mucha su La Signora delle Camelie

Alphonse Mucha, Public domain, via Wikimedia Commons

Il simbolo della maison Chanel

La camelia bianca era il fiore preferito da Gabrielle “Coco” Chanel, che lo amava per la sua semplicità, senza spine né profumo ma dalla perfezione geometrica delle sue forme.
La prima volta che fece la sua apparizione è in una foto d’epoca, datata 1913, scattata sulle spiagge di Étretat, in Normandia (un posto incredibile che ti consigliamo di visitare, di cui abbiamo parlato a proposito dellArs Topiaria), in cui Coco indossava un tailleur chiaro con una grande camelia bianca appuntata alla cintura.

La camelia bianca di Coco Chanel

Anni dopo questo fiore diventò il simbolo della Maison, elemento decorativo presente in molte collezioni moda, gioielli e accessori, e oggetto di un progetto di ricerca botanica nella “fattoria delle camelie” fondata a Gaujacq nel sud-ovest della Francia, che ospita oltre 2.000 varietà provenienti da tutto il mondo.

L’arrivo della camelia in Italia

Uno dei primi luoghi documentati in cui la C. japonica risulta essere presente in Italia, già dalla fine del 1700, è la splendida Reggia di Caserta, nel giardino inglese voluto dalla regina Maria Carolina d’Asburgo-Lorena, nel quale spicca anche una delle prime camelie fiorite in Italia, una sasanqua, offerta da Lord Nelson a Lady Hamilton.

Da quel momento la camelia divenne molto popolare nei giardini dell’aristocrazia e dell’alta borghesia europea, quando si narrava che adornasse gli abiti da sera delle dame, mantenendo il suo splendore fino all’ultimo ballo. 

La camelia e il Risorgimento

Amatissima nella seconda metà del 1800, la camelia legò la sua fortuna alla storia dell’Unità d’Italia e per questo nacquero molte varietà di camelia cui furono dati i nomi degli eventi e dei personaggi dell’epoca (Garibaldi, Mazzini, Conte di Cavour, Vittorio Emanuele II, Pio IX, la Contessa di Belgioioso, ecc…).

Le origini della camelia

Le origini di questa pianta, piuttosto discusse, si fanno risalire ad un’area che comprende il Giappone, sfiora la Corea e si estende nella Cina sud-orientale e nelle zone limitrofe dell’Indocina. 
La “rosa della Cina” o “rosa del Giappone” raggiunse fama in Europa molto prima di esservi introdotta. Fu infatti descritta da diversi botanici (Petiver e Kaempfer) tra la fine del 1600 e l’inizio del 1700, ma i primi esemplari di camelia furono introdotti in Inghilterra solo nel 1739.

Il nome “camelia” venne scelto da Linneo in onore di un celebre botanico, il padre gesuita Georg Joseph Kamel (o Camellus), che non visitò mai la Cina e il Giappone né probabilmente vide mai una camelia, poiché il suo lavoro era relativo alla flora delle Filippine dove queste piante non crescevano.

La “Ruta de la Camelia” e le altre esposizioni da visitare

Il nordovest della Spagna, la zona della Galizia dal clima fresco e umido, è celebre per la cosiddetta “Ruta de la Camelia”.
Migliaia di varietà di Camellia japonica, importate dai mercanti portoghesi di ritorno dagli scambi commerciali con la Cina, trovano ospitalità negli splendidi giardini dei “pazos, i palazzi signorili costruiti tra il 1600 e il 1800.

L’itinerario turistico della “Ruta de la Camelia” si snoda lungo 13 pazos, tra pubblici e appartenenti a residenze private, che puoi ammirare partendo dalla zona di Santiago di Compostela.

Tra laghetti e fontane, viali alberati e labirinti topiati, si passeggia sotto tunnel di camelie in fiore, ammirando la C. sinensis, da cui viene prodotto il the e varietà particolari come quelle dal fiore giallo (C. nitidissima).

Camelia dal fiore giallo

Camellia nitidissima del Pazo de la Saleta (Ruta de la Camelia),
Silvia Rodríguez Coladas, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

L’esposizione europea forse più importante è quella che è possibile ammirare nel “Parco delle Camelie” a Locarno (Svizzera), sul Lago Maggiore, che in oltre 10 mila metri quadrati di superficie ospita circa 1.000 varietà.
Il Lago Maggiore è, comunque, il regno di questa pianta, che è possibile ammirare anche a Villa Maioni a Verbania e nel giardino storico dei Principi Borromeo sull’Isola Madre.

Un altro evento da non perdere, nel mese di aprile, è la Giornata delle Camelie che si tiene a Villa Della Porta Bozzolo a Casalzuigno (Varese), uno dei beni FAI da riscoprire.


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Foto di apertura di Mariya Muschard da Pixabay 

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