Bonsai: 6 cose da sapere per curarli al meglio

Bonsai rosso in vaso rettangolare
I bonsai: quali piante sono più adatte? Che vaso scegliere? Quali varietà coltivare in casa? Scopri di più sull’antica e nobile arte orientale.

Prendersi cura di un bonsai non è un semplice hobby, è una vera e propria arte (come quella degli ikebana) e un esercizio di pazienza, dedizione e capacità di attesa.
È la passione per la rappresentazione della natura su scala ridotta, che si tratti di un solo albero o di vere e proprie composizioni che riproducono piccoli boschi e foreste.

Oggi su Floralist ti parliamo di questo simbolo di forza e perseveranza e, per questo, di augurio di una lunga vita.

Indice: i bonsai

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Origine dei bonsai

Il nome bonsai è una parola composita giapponese, formata da “bon” che significa vaso e “sai” che significa albero. Nonostante l’origine nipponica del termine, l’arte del bonsai nasce in Cina come pratica orticola, per poi diffondersi in Giappone e diventare una forma d’arte e un simbolo di pazienza e contemplazione legata alla cultura zen.

Oggi si è diffusa in tutto l’Occidente, con la nascita di scuole e vivai specializzati e il moltiplicarsi di eventi ed esposizioni dedicate. Ad esempio, forse non sai che vicino Milano c’è il Museo Bonsai di Crespi, con una preziosa collezione di piante tra cui un Ficus che ha circa 1000 anni, collocato all’interno di una pagoda. 

Quali piante sono usate per realizzarli?

Le piante che più spesso vengono utilizzate sono di tre tipi principali:

  • Conifere, tra cui il pino, il cipresso e il ginestro
  • Decidue (ossia che perdono le foglie), tra cui soprattutto l’acero, oltre alla quercia, all’olmo cinese e giapponese e alla pianta del pepe
  • Sempreverdi latifoglie (ossia a foglia larga), tra cui il popolarissimo ficus, il bosso, l’ulivo, la serissa, il ligustro e la carmona, la pianta del the

Come curare i bonsai?

La cura dei bonsai richiede pazienza e dedizione. Ecco alcuni consigli per prenderti cura del tuo prezioso alberello:

  • Irrigazione: mantieni il terreno umido ma non saturato d’acqua. La frequenza dell’irrigazione dipende ovviamente dalla specie e dall’ambiente in cui è coltivata la pianta, ma ricorda che i bonsai non amano avere radici costantemente bagnate
  • Concimazione: nel periodo primavera-estate fornisci al tuo bonsai un concime specifico per piante da bonsai per garantire una crescita sana e vigorosa
  • Posizionamento: posiziona il tuo bonsai in un luogo che riceva la giusta quantità di luce solare. Le esigenze variano a seconda della specie, alcune vogliono il sole diretto, altre crescono anche mezz’ombra
  • Protezione dalle intemperie: durante l’inverno, proteggi i bonsai sensibili al freddo dal gelo e dal vento eccessivo.

Un discorso a parte merita la potatura (sia la prima detta di “impostazione” che le successive di mantenimento), che aiuta a tracciare il disegno estetico della pianta.
Ci sono due tipi principali di potatura: la potatura delle foglie e la potatura delle radici.

La potatura delle foglie implica la rimozione selettiva delle foglie o dei rami (con forbici da potatura o pinzette appuntite) per definire la forma e la struttura desiderate, anche aiutandosi con fili specifici da bonsai che servono a modellare tronco e rami in modo da ottenere, piano piano, la forma desiderata.

La potatura delle radici viene effettuata ogni tot anni rimuovendo l’albero dal suo vaso per ridurre le radici in eccesso. Questo favorisce la salute dell’albero e la sua capacità di assorbire nutrienti.

In entrambi i casi, ricordati di seguire le linee guida specifiche per ciascuna specie di bonsai, poiché le esigenze possono variare.

Cosa sono i bonsai “maschili” e “femminili”?

Un’altra cosa da sapere è che la forma estetica e il vaso che lo deve contenere dipendono dal fatto che la pianta sia “maschile”, ossia caratterizzata da un tronco grande e rugoso e da radici esterne ai piedi dell’albero (Nebari) pronunciate, oppure “femminile”, ossia caratterizzata da un fusto più sottile e liscio, con ramificazioni più morbide.

Le conifere, come ad esempio il pino e il cedro, generalmente sono considerate bonsai maschili mentre le piante da fiore e frutto e altre come l’acero palmato sono considerate femminili:

Bonsai maschile: pino

Bonsai maschile

Bonsai femminile: azalea

Bonsai femminile

Come scegliere il vaso giusto?

Scegliere il vaso non è solo una questione estetica, dipende anche dal tipo di pianta scelta e dalla sua età. Vediamo alcune indicazioni interessanti:

  • Dimensione. Più la pianta è giovane, maggiore è lo spazio di cui ha bisogno e quindi la dimensione del vaso che devi scegliere.
    In generale, il vaso dovrebbe avere una larghezza pari a 2/3 l’altezza della pianta che deve contenere
  • Forma. I vasi rettangolari e quadrati sono consigliati per gli alberi “maschili” come le conifere, quelli rotondi ed ovali, meno profondi, per gli alberi “femminili”, come l’acero e le varietà da fiore e da frutto, nonché per le composizioni di alberi che riproducono boschi e foreste
  • Colore. A guidare è il gusto soggettivo, anche se in genere si tende a scegliere una tonalità che richiama e sottolinea le caratteristiche della pianta, come il tronco o le foglie e i fiori (ad esempio un vaso marrone è indicato per aceri con le foglie rosse)
  • Materiale. I più diffusi sono il gres (il più resistente), la terracotta (che garantisce la migliore areazione alla pianta, donando un aspetto più rustico alla pianta), la ceramica ( disponibile in una vasta gamma di stili e colori) e la porcellana (esteticamente la più bella)
  • Budget. Se scegli vasi di fattura giapponese, spesso decorati a mano, sappi che possono costare molto; quelli provenienti dalla Cina, invece, spesso smaltati, vengono prodotti industrialmente, sono di qualità inferiore e per questo più economici.

Quali alberi sono più adatti per l’interno?

Essendo alberi in miniatura, i bonsai normalmente vivono bene all’esterno, sottoposti ai cambiamenti di clima e temperatura delle stagioni. In modo particolare, se vivi in un clima temperato, puoi optare per piante come il pino, il cedro, l’olivo o il faggio. Queste piante sono resistenti e si adattano bene alle condizioni esterne, ma ricorda di proteggerle durante l’inverno quando le temperature scendono drasticamente.

Se non hai un giardino o vivi in un luogo con un clima più rigido, ci sono molte opzioni adatte per coltivare bonsai in casa, in ogni caso in posizione luminosa. Sono le piante di origine tropicale che non amano il freddo, tra cui:

  • carmona, o pianta del the, sempreverde con piccoli fiorellini bianchi
  • ficus ginseng, il più diffuso nei nostri appartamenti e adatto a chi ha poca esperienza, in vendita anche da Ikea
  • murraya paniculata, o albero della seta, con eleganti fiori bianchi
  • serissa, che fiorisce 2-3 volte l’anno ma non è consigliata per i principianti
  • zelkova serrata, molto resistente e adattabile ad ogni clima

Quanto costano i bonsai?

I bonsai non sono di sicuro per tutte le tasche. Escludendo i cosiddetti “prebonsai”, ossia le piantine giovani ancora da formarsi, le piante mature possono costare anche migliaia di euro: dipende non solo dalla specie e dalla bravura del maestro bonsaista che l’ha curato, ma anche e soprattutto dall’età della pianta, se ad esempio è ricavata da un albero secolare.

Foto di apertura di Canva

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