Biscotti all’arancia e 6 curiosità da non perdere!

Arancia con fiore di gerbera
Perché l’arancia è chiamata “portogallo”? Perché si usano i fiori d’arancio per i matrimoni? Perché si portano le arance ai detenuti? Scoprilo con Floralist!

L’arancia è uno dei simboli della tradizione culinaria mediterranea, un alimento sempre presente sulle nostre tavole.
Ti diamo il benvenuto con una dolcezza, i biscotti all’arancia candita, facilissimi e velocissimi da realizzare, nella ricetta della Scuola di cucina e pasticceria Chef Gourmet, amica di Floralist!

E se leggerai fino in fondo, scoprirai l’origine di due famosissime usanze legate all’arancia…

Indice: l'arancia e l'albero dell'arancio

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Bottoncini all’arancia candita

Ingredienti (per 16-18 biscottini)

  • 60 gr di farina di mandorle
  • 60 gr di scorze candite tritate finemente
  • 50 gr farina 00
  • 60 gr di burro
  • 60 gr di zucchero
  • 1 pizzico di sale
  • 1 pizzico di cannella (opzionale)  

Procedimento

1 Mescola il burro freddo, la scorza candita e lo zucchero fino ad ottenere una crema. Unisci poi le farine setacciate, la cannella (se ti piace) e un pizzico di sale.

2Fai raffreddare l’impasto in frigo, poi forma delle palline della grandezza di una noce e posizionale su una teglia coperta da carta forno. Con una forchetta passata nella farina appiattisci le palline.

3Inforna a 170° per circa 15-20 minuti, et voilà!

L’utilizzo dell’arancia in cucina

L’arancia è estremamente versatile, in cucina. Non solo per la preparazione delle super-salutari spremute, o per la realizzazione di moltissimi dolci (biscotti, dessert al cucchiaio, sorbetti e torte).
L’arancia è infatti l’elemento principe della marmellata per eccellenza (l’unica che gli inglesi chiamano “marmalade”) e di alcune ricette celebri in tutto il mondo, come l’anatra all’arancia; può essere usata per insaporire le creme, in abbinamento con il cioccolato amaro e con la cannella, per preparare succhi e liquori, come fondo di cottura per i secondi di carne (pollo, faraona) o pesce (orata), per dare carattere alle insalate, come quella siciliana, molto gustosa, con spicchi di finocchio e olive nere.

Insalata siciliana all'arancia

Insalata siciliana con finocchi, arancia e olive nere

Origini dell'albero dell'arancio

Anche se lo associamo alla cultura mediterranea, in realtà l’albero di arancio è originario della Cina e delle zone del sud-est asiatico, dove veniva coltivata già nel 2000 a.C.
La diffusione in Europa è avvenuta molto più tardi, chi ipotizza tra il VII e l’VIII secolo, con le dominazioni arabe, chi addirittura intorno al 1500, con gli scambi commerciali che il Portogallo intratteneva con i paesi asiatici.

Pagina di erbario con arancia

Massimo L., Public domain, Wikimedia Commons

Il lungo cammino di questa pianta lo si vede anche dall’etimologia del suo nome, dalla parola persiana “nāranj” (la nostra “arancia amara”). Ma c’è anche “burtuqāl” (quella che noi chiamiamo “arancia dolce”), da cui deriva il curioso nome alternativo con cui questo frutto viene chiamato in molti paesi europei (Grecia, Albania, Romania) e nei dialetti italiani, ossia “portogallo” (nelle varie declinazioni “purtuall”, “portajall”, “purtcagli”, ecc…).

Le varietà del frutto di arancia

L’arancia è l’agrume più coltivato al mondo e per questo motivo ci sono centinaia di varietà diverse. La distinzione principale è tra arance a polpa gialla (tra cui le varietà navelina e washington navel, molto diffuse) e quelle a polpa rossa (come le famosissime arance tarocco e le sanguinello).

In Italia sono circa 20 le varietà di arance coltivate, prevalentemente dal Lazio in giù, soprattutto in Calabria e Sicilia, dove abbiamo la celebre “Arancia rossa di Sicilia IGP“.

Fette di arancia gialla e rossa

Dove sono contenute le proprietà benefiche dell’arancia?

Tutti sappiamo che l’arancia è un toccasana per la nostra salute, ricca com’è di antiossidanti, sali minerali, fibre e soprattutto l’importantissima vitamina C, fondamentale per le nostre difese immunitarie. Ma forse non sai che tutti questi elementi benefici sono contenuti non tanto nella polpa del frutto, quanto soprattutto nella parte bianca dell’arancia, quella che siamo soliti togliere, che si chiama “albedo” (dal latino “albus”, ossia bianco).

Curiosità: perché i fiori d’arancio sono il simbolo del matrimonio?

Nella cultura popolare popolare, per una coppia che decide di sposarsi si dice che arrivano i “fiori d’arancio”. Già nell’antica Grecia si credeva che la dea Giunone avesse donato al marito Giove piante d’arancio come dote nuziale. Successivamente, l’usanza di utilizzare i fiori d’arancio, o “zagare” (dall’arabo “zahara”), per bouquet e decorazioni floreali dei matrimoni, si diffuse con le dominazioni dei Mori nel Sud dell’Italia e in Sicilia, in modo particolare. Il fiore bianco dell’albero, simbolo di castità e purezza nel suo candore, matura e si trasforma in un frutto sugoso e pieno di semi, simboli di fecondità. Per questo motivo, regalare alle spose i fiori d’arancio è un augurio di buona sorte e soprattutto di fertilità.

Curiosità: perché si dice “portare le arance ai detenuti”?

Quante volte lo abbiamo sentito? In questo modo di dire c’è dietro una storia vera, nata nel XIX secolo, quando nelle carceri erano molto diffuse le malattie tra i detenuti, causate dalle condizioni igieniche e dal cibo scadente. A preoccupare era soprattutto la proliferazione dello scorbuto, che spingeva le famiglie dei carcerati a portare loro le arance, proprio per le loro proprietà benefiche.

Foto di apertura di S. Hermann / F. Richter da Pixabay

foto giulia chef gourmet

Questo articolo è stato curato in collaborazione con un’amica di Floralist:
Giulia Steffanina è la resident chef e direttrice della scuola di cucina e pasticceria Chef Gourmet, sita a Roma. La scuola offre corsi professionali ed amatoriali, corsi per bambini, cooking party privati e di Team Building aziendali.

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