Le bacche, frutti miracolosi

Le bacche, il super-food
Le bacche sono un “super food” amato nelle diete vegan, vegetariana e crudista. Dai mille colori, sono preziose per la salute e facili da coltivare.

Le bacche sono piccoli frutti, carnosi, tondeggianti, morbidi e ricchi di polpa che crescono su alberi o arbusti. Talvolta contengono, all’interno, vari semi, oppure uno solo molto grande (dattero e avocado).

Possono essere di vari sapori e colori (rosso, blu, rosa, viola, arancione, verde, marrone), espressione dei loro pigmenti e principi attivi, che attraggono gli animali del bosco e le rendono così preziose per la nostra salute.

Indice: le proprietà delle bacche

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I colori delle bacche

Le bacche sono un cibo molto variegato, che dona la sua energia in base al colore: rosse (goji, shisandra, acerola, ribes rosso, mirtilli, more, lamponi e pepe rosa), viola o blu (mirtilli, more, aronia nera, acai, ribes, pepe nero, mirto), arancioni, verdi o marroni (alchechengi, giuggiole, uva spina).

Nell’erboristeria magica questi piccoli frutti vengono bruciati, con l’incenso, per purificare gli ambienti (il ginepro, ad esempio, contro fatture e visite indesiderate) e si inseriscono in sacchettini profumati portafortuna insieme ad altre piante.

Le bacche, un cibo super-food

Le bacche occupano un posto di rilievo nella dieta vegan, vegetariana e crudista; ottime a colazione, merenda o fine pasto, si possono usare per arricchire il piano alimentare, in risotti (more e lamponi), succhi, centrifugati, merende scolastiche, per decorare dolci, dessert e insalate o come spuntino per ricaricare le energie.

La bacche nel cibo vegan

Ricche di minerali, sono un cibo “super food”, una vera miniera dal punto di vista nutrizionale, anche assunte come frutta essiccata.

  • Le more sono ipocaloriche, contengono calcio, potassio, magnesio e sono utili per le ossa.
  • Il mirtillo protegge gli occhi, la vista e la vescica: succo e bacche sono utili per chi soffre di cistiti recidivanti e per proteggere vene e capillari dalle varicosità.
  • Il ribes nero (Ribes nigrum) è un “cortison like”, prezioso alleato di chi combatte allergie e problemi con pollini e forfora animale. Si può usare come antistaminico prima del fenomeno allergenico vero e proprio, sotto forma di bacca, succo o tavoletta. In erboristeria troviamo l’estratto secco, le pastiglie o le gocce.
  • Il lampone è adatto per la pelle grassa e i brufoli delle ragazze in età di sviluppo: il macerato della pianta e la bacca producono un effetto di pulizia sul viso.
  • Le goji tibetane costituiscono un ottimo antiossidante, quelle brasiliane di acai (provenienti dalla foresta amazzonica) sono un omega naturale (ideali per la dieta vegan e vegetariana, contengono gli omega tre, sostanze presenti solo in alcuni pesci).
  • Le bacche di ginepro, liofilizzate o essiccate, sono indicate per tosse, catarro, malattie bronchiali.
  • L’uva spina è un ottimo “detox”, leader nelle bevande disintossicanti e depuranti; i cocktail detossificanti sono adatti dopo pesanti cure farmacologiche o per trattamenti anticellulite.

Coltivarle in giardino

vaso di fragole, tra le bacche coltivabili

Lamponi, ribes e fragole sono piccoli arbusti rustici di facile coltivazione. Hanno origine alpina (il loro habitat è il bosco), prediligono luoghi freschi e umidi ben areati e temperature non eccessive.
Se desideriamo porle a dimora dove prevalgono elevate temperature estive, dobbiamo posizionarle al riparo dal sole; se, invece, le estati non sono molto calde vanno disposte in pieno sole o a mezz’ombra.

Non sono necessari grandi spazi (basterà un angolo dell’orto o del giardino) e il terreno di coltivazione deve essere simile a quello del sottobosco, mischiato a terriccio per piante acidofile, sabbia e torba, per ottenere un substrato drenato, soffice e ricco.

Molte di queste piante temono i lunghi periodi di siccità e necessitano di annaffiature abbondanti e frequenti nel periodo vegetativo (marzo – ottobre) e di un terreno asciutto tra le annaffiature.

A fine inverno vanno asportati i residui di foglie e i rami spezzati e rovinati e bisogna smuovere il terriccio intorno al fusto con zappa o rastrello, fornendo concimazione organica o minerale per favorire il risveglio e lo sviluppo di nuovi germogli.

Il bosco e le sue magiche presenze

Le bacche crescono in boschi e foreste, tra cespugli, radici e tane di animali, all’ombra di querce, robinie, pioppi, ippocastani, noci, castagni, pini, cipressi, abeti, edere, allori e olivi.
Sotto gli alberi vivono piante basse, che necessitano di poca luce (melo selvatico e sambuco); il sottobosco è il regno di erbe, muschi, felci e funghi che amano l’ombra e l’umidità.

Questi habitat sono popolati, secondo le legende popolari, da folletti, gnomi, fate e spiriti, esseri misteriosi, benevoli o malevoli, buffi, graziosi, grotteschi o spaventosi, che vivono nella natura tra montagne e caverne.
I folletti si nascondono, danzano allegramente e amano la musica proteggendo ambienti e persone; buoni o vendicativi, indossano casacche verdi, pantaloni, stivali e cappelli piumati.

Gli gnomi vivono tra gli alberi, sono riservati, hanno barbe lunghe e bianche, trecce dorate, indossano cappelli a punta e chiedono doni in cambio di servigi. I trolls, avidi e malevoli, popolano boschi e montagne sorvegliando tesori nascosti, gli elfi hanno grandi poteri, sono capricciosi, portano vestiti semplici, archi e armi bianche. Le fate sono goliardiche, amano la musica, la danza e i banchetti; amiche o nemiche degli uomini a seconda delle circostanze, lanciano potenti sortilegi. Le “Driadi” dei boschi (fate della terra) sono ninfe molto graziose che rappresentano la vegetazione rigogliosa; il loro corpo si fonde con i tronchi degli alberi, ma possono unirsi ai comuni mortali.

Foto di apertura di Robert Bykowski, via Pexels

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

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