Aloe vera, pianta preziosa di tradizione millenaria

Pianta di aloe vera
L’aloe vera è la regina delle piante medicinali, adoperata per le sue proprietà curative e cosmetiche. Scopri proprietà e curiosità su Floralist.

L’aloe vera è conosciuta da secoli per le sue proprietà benefiche curative e cosmetiche; è inoltre molto amata nel linguaggio dei fiori per le sue simbologie positive.

Oggi su Floralist parliamo di questo!

Indice: conosciamo l'aloe vera

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La pianta dell’aloe vera

L’aloe vera è una pianta succulenta perenne a portamento arbustivo, originaria della penisola arabica, che può raggiungere un metro di altezza.
Il nome, derivante dall’arabo aluat “cosa amara” o dal greco alos “mare” (cresce presso le coste marine) le è stato attribuito da Linneo nel 1753; l’aggettivo “vera” indica che è stata considerata popolarmente la “vera” aloe.
Coltivata fin dall’antichità nelle regioni temperate e tropicali (Africa, America, Asia, Europa, Australia), non sopporta gelo e neve e si adatta bene alle zone soleggiate e poco piovose.

Le foglie e il loro prezioso contenuto

L’aloe possiede foglie spesse e seghettate “a ciuffo” (carnose e lanceolate con parenchimi acquiferi all’interno e spine bianche lungo i lati, che emettono un liquido viscoso verdastro, amaro, brillante e trasparente) dal cui centro spuntano infiorescenze a racemo giallo-rosse che, tra febbraio e marzo nei tropici e in primavera-estate nelle nostre zone, producono fiori rivolti verso il basso e gemme che si aprono al loro cadere.
Dalle foglie si ottengono due formulazioni con composizione chimica, proprietà e utilizzi differenti: un succo nero e amaro (commercializzato in capsule e compresse) e il gel (che si trova in forma liquida o come estratto).

Succo delle foglie di Aloe vera

Quali sono le proprietà di questi prodotti?

Il succo ha proprietà lassative grazie alla presenza di antrachinoni, che costituiscono un ottimo e intelligente sistema di difesa da insetti, parassiti ed erbivori e, situati nella parte esterna delle foglie, sulle punte e sui margini, aumentano in caso di attacco (con un effetto lassativo che scoraggia gli aggressori).

Il gel, ottenuto sbucciando la foglia, contiene acido folico, antiossidanti, minerali, acqua, polisaccaridi, vitamine (A, B-12, C, E) aminoacidi, enzimi. Ha proprietà lenitive, idratanti, emollienti, cicatrizzanti (per ferite, scottature, ustioni, eritemi, irritazioni, arrossamenti, placche psoriasiche, piccole ulcere), antinfiammatorie, immunomodulanti, antiossidanti, antibatteriche, antivirali, antifungine, depurative e disintossicanti. 

L’aloe conosciuta nelle culture antiche

Originaria del clima caldo e asciutto africano, nella Bibbia è riportata come pianta aromatica e miracolosa (cicatrizzante e antinfiammatoria), utile nella preparazione di unguenti per la sepoltura. È citata, nel Vangelo di Giovanni, come ingrediente essenziale nell’imbalsamazione del corpo di Gesù insieme alla mirra ed era per questo cara ai Cristiani.

Legata al mito e alla magia è menzionata, con le sue foglie “simili a foderi di coltelli”, in alcune tavolette mesopotamiche del 2000 a. C.; veniva usata dagli Egizi per l’imbalsamazione delle mummie e fu impiegata in varie culture nel I secolo d.C. (Greci, Romani, Cinesi e Indiani) per usi farmaceutici legati alla pelle (cicatrizzazione, cura e igiene del corpo).

Il suo successo nel Medioevo e in Età moderna

Considerata “pianta dei miracoli” e “guaritrice naturale” tra gli Indù, “rimedio armonioso” per i Cinesi, pianta delle “magiche virtù” per i monaci medievali, “elisir di Gerusalemme” per i Templari, “giglio del deserto” per gli Arabi, fu portata nel Nuovo Mondo (America Meridionale e Caraibi) dagli Spagnoli.
Negli anni Trenta è stata attentamente studiata dalla comunità scientifica internazionale e nel 1941 il professor Rowe ha confermato le sue proprietà nel giornale dell’Associazione Farmaceutica Americana. Il governo americano ha ufficializzato in seguito la sua utilità contro le ustioni e oggi è adoperata in tutto il mondo (soprattutto Stati Uniti e Canada) per uso interno ed esterno, curativo e cosmetico.

Crema di Aloe vera

L’aloe, Alessandro Magno e Aristotele

A capo del suo immenso impero Alessandro Magno ebbe, come precettore e consigliere, Aristotele, che lo spinse a studiare filosofia, scienze naturali e medicina e a interessarsi (durante le spedizioni navali lungo la penisola arabica) ai metodi di estrazione del succo di aloe a Socotra (vieni a scoprire con Floralist questa incredibile isola!).
Le sue foglie erano utilizzate, come cosmetico, anche da Nefertiti e Cleopatra per ringiovanire la pelle e allungare la vita. Aristotele riepilogò anche, dietro esortazione del sovrano, le conoscenze fino ad allora acquisite sulle scienze naturali e la biologia e partecipò alle spedizioni verso l’India che dovevano documentare le nuove specie animali e vegetali.

Gli effetti delle spedizioni sulle conoscenze botaniche

L’opera sulle piante osservate nella prima “spedizione naturalistica” della storia venne custodita nell’archivio imperiale a Babilonia, documentando alberi himalayani e della valle dell’Indo, abeti malesiani, enormi fichi indiani e bengalesi con radici aeree e simili a boschi di colonne, mangrovie indo-persiane, arbusti del cotone.

Alessandro fu il primo, in Europa, a possedere alcuni esemplari di banane e canna da zucchero che, secoli dopo, giunsero in abbondanza con i navigatori arabi. Colonizzando Socotra, conobbe le sue specie endemiche (tra cui l’aloe usata come succo medicamentoso per le ferite e trasportato nelle campagne militari).

Alessandro Magno e l'Aloe vera

Integratori, pomate e sciroppi

Gli estratti dell’aloe sono utilizzati in medicina alternativa, cosmetica, fitoterapia, erboristeria e prodotti alimentari come rimedio naturale per diversi disturbi. L’aloe può essere usata anche per bevande, yogurt, dessert, trucchi, saponi, creme (solari, idratanti e da barba), lozioni, shampoo e tessuti.

Padre Romano Zago ha elaborato una semplice ricetta per lo sciroppo di Aloe arborescens: 250-300 di foglie pulite e spinate, 500 g di miele, 1-2 cucchiai di grappa, frullati senza cottura e conservati in bottiglia scura al fresco, da assumere 20-30 minuti prima dei tre pasti (1-2 cucchiai).

Perché regalare una pianta di aloe vera?

Fiori rossi di Aloe vera

Usata anche a scopo ornamentale, è associata al benessere femminile ed è simbolo di vita immortale. Ha vinto, infatti, il premio della Royal Horticultural Society (Garden Merit) per il suo fascino senza tempo, che la rende un regalo utile sia per i suoi benefici, sia perché può vivere in appartamento e non richiede cure o attenzioni particolari (va solo tenuta lontana da fonti luminose, controllando il terriccio, bagnandolo solo se asciutto, senza perdere il colore verde). 

Nel linguaggio dei fiori significa guarigione, protezione, affetto ed è ricca di simboli legati alla gioia e all’armonia.

Foto di apertura di Canva

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

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