L’alloro, simbolo di gloria ed eternità

Corona di alloro con bacche rosse
L'alloro è il simbolo di gloria e fama eterna ed è utilizzato per le sue qualità rilassanti che facilitano il sonno. Scopri di più!
Nel vasto giardino della simbologia, poche piante brillano con la stessa intensità dell’alloro. Questo arbusto sempreverde, conosciuto scientificamente come Laurus nobilis, non è semplicemente un elemento decorativo nella natura, ma un emblema intriso di significato.
Attraverso le ere e le civiltà, l’alloro ha mantenuto la sua posizione di prestigio, fungendo da testimone silenzioso di trionfi e riconoscimenti.

In questo viaggio attraverso il mondo dell’alloro, ti portiamo a conoscere la sua storia, la sua presenza nelle mitologie e il suo ruolo unico nella Storia dell’Arte.

Indice: l'alloro della vittoria

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Storia e simbologia dell’alloro

L’alloro (chiamato anche “lauro”) venne consacrato dai Greci al dio Apollo (protettore delle arti, della poesia e della musica).

Usato per incoronare saggi, poeti ed eroi di guerra, ha foglie sempreverdi che ricordano le punte di una lancia e simboleggiano la fama eterna e la gloria (ed è uno dei motivi per cui è spesso raffigurato negli stemmi araldici): il termine “laurea” deriva proprio da “alloro”, la gloria della conoscenza è sancita dalla corona vegetale, la cui forma circolare, che non inizia e non finisce, rappresenta l’eternità.

E non è tutto: l’alloro è ricco di importanti proprietà benefiche. Vieni con noi di Floralist a scoprirle!

Corona di alloro da Vulci

Museo Gregoriano Etrusco, Sailko, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

L’alloro, il sonno e i sogni

In base a una tradizione risalente all’antica Grecia, l’alloro ha facoltà protettive e, se posto in un sacchetto sotto il cuscino, aiuta a fare bei sogni allontanando gli spiriti maligni. Il suo profumo favorisce, infatti, il rilassamento e la pace e protegge dalle energie negative.
Nei sogni ha un significato positivo legato a trionfi, gloria e successo in campo lavorativo e sentimentale e compare spesso nei momenti di difficoltà presagendo cambiamenti importanti e favorevoli e la soluzione dei problemi.

E in cucina? L’alloro è impiegato in molti piatti, noi te ne abbiamo proposto uno super speciale firmato… Ugo Tognazzi!

Apollo e Dafne

Narrato nelle Metamorfosi di Ovidio e ripreso spesso da artisti e pittori, questo mito rappresenta, nell’arte, la verginità e la spiritualità femminile: Apollo, vittima della vendetta di Cupido, il dio dell’amore, fu colpito da una freccia scoccata per farlo innamorare di Dafne (da Dàphnè, lauro), una delle ninfe Naiadi che vivevano nelle acque dolci di fontane, pozzi, sorgenti e ruscelli. Inseguita dal dio, ella fugge nel bosco chiedendo aiuto ai genitori (Gea e Peneo) per preservare la sua castità e viene trasformata in alloro, che diventerà la pianta sacra dedicata ad Apollo.

Il mito, l’alloro e la scultura

L’opera scultorea più famosa dedicata ad Apollo e Dafne è la statua in marmo di Gian Lorenzo Bernini, realizzata tra il 1622 e il 1625 e collocata, inizialmente, nella villa del committente, il cardinale Scipione Borghese.
La perfezione della resa del movimento fisico e psicologico dei corpi è attribuibile alla sublime elaborazione del marmo, divenuto quasi una membrana, tanto sottile da sembrare pelle e adeguata a una perfetta imitazione delle superfici vegetali e rocciose.

Apollo e Dafne del Bernini

Galleria Borghese, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Esposto oggi nelle sale della Galleria Borghese di Roma, immortala l’istante in cui avviene la metamorfosi: lo slancio di Apollo, con il mantello fluttuante e le chiome ondulate, verso Dafne che, pietrificata per la sorpresa, si sottrae all’abbraccio trasformandosi in pianta, in una perfetta armonia di pieni, vuoti, luci e ombre: i piedi diventano radici, le mani ramoscelli, il corpo è avvolto dalla corteccia.

L’alloro e la pittura

Presente spesso nell’arte come pianta prodigiosa, indifferente all’alternarsi delle stagioni e simbolo quindi di immortalità, incorruttibilità, pudicizia e fedeltà femminile, questa pianta rappresenta, anche nella pittura, l’eternità mistica e apollinea del sentimento, la castità legata al verde perenne delle foglie che stridono ma resistono al fuoco e, simbolicamente, alle fiamme della passione.

Come emblema di amore eterno in “Ritratto di giovane donna” del Correggio (1520) avvolge, alludendo alla castità, le spalle di una vedova di alto rango, raffinata ed elegante. In connessione con la poesia è usato per raffigurare la Laura petrarchesca del dipinto di GiorgioneRitratto di Laura” (1506), mentre nel “Parnaso” di Raffaello, situato nella Stanza della Segnatura in Vaticano, Apollo, circondato dalle Muse, indossa i rami di alloro che, secondo il mito, fiorisce vicino alla Castàlia, una fonte sacra situata sulle pendici del monte Parnaso.

Alloro sul capo di Apollo, nel "Parnaso" di Raffaello

Raffaello, Public domain, via Wikimedia Commons

Nell’affresco a parete che decora il grande ninfeo sotterraneo della villa di Livia Drusilla (moglie dell’imperatore Augusto), magnifico esempio di pittura romana da giardino (20-40 a. C.), l’alloro ricorda i fasti e la prosperità della famiglia imperiale.

Secondo la leggenda Livia ricevette da una gallina bianca, durante il matrimonio, un rametto di alloro con cui venne piantato un bosco: qui crescevano le foglie e i rami usati per incoronare i Cesari vittoriosi e perché il bosco rimanesse sempreverde (a protezione dai cattivi presagi sulla stirpe augustea) venne realizzato questo “finto giardino”.

Apollo e Dafne sono anche ritratti nel dipinto del Pollaiolo conservato alla National Gallery di Londra, in “Apollo e Dafne” del Veronese e in “Apollo che insegue Dafne” di Giambattista Tiepolo.

L'alloro protagonista dell'Apollo e Dafne del Pollaiolo

“Apollo e Dafne”, Pollaiolo. Sailko, CC BY 3.0, via Wikimedia Commons

Le proprietà benefiche dell’alloro

Le virtù simboliche di questa pianta sono strettamente legate a quelle vegetali: i suoi oli essenziali sono ricchi di preziose proprietà benefiche per sistema nervoso, articolazioni e digestione, tanto da essere adoperati in naturopatia e aromaterapia per ripristinare l’energia fisica e mentale durante i periodi di particolare stress; favoriscono la concentrazione e la memoria, sviluppano il pensiero creativo, combattono emicranie e hanno un potente effetto rilassante.

In conclusione, l’alloro è molto più di un arbusto verde con foglie lucenti. È un emblema della vittoria umana, un simbolo di eccellenza che attraversa epoche e culture.
Dalle corone degli antichi trionfatori romani alle moderne cerimonie di premiazione, l’alloro continua a connettersi con la nostra aspirazione per il successo e il riconoscimento. In un mondo in continua evoluzione, l’alloro rimane un testimone silenzioso della trionfante umanità, portando con sé una storia millenaria di gloria e prestigio.

Pollice verde

L’alloro è una pianta aromatica della famiglia delle Lauraceae, di origini asiatiche ma diffusa nei Paesi mediterranei.
Presenta foglie verde scuro, allungate, con bordo ondulato, lucide davanti e opache dietro, che emanano un intenso profumo.
Produce fiori giallo chiaro, chiusi in piccole infiorescenze a forma di ombrello, e bacche nere e lucide.

Abbiamo parlato di

  • Alloro, Laurus nobilis

Foto di apertura di congerdesign, via Pixabay

Patrizia Sivori

Questo articolo è stato curato da un’amica di Floralist:
Patrizia Sivori, Dottoressa in Lettere Moderne, Specialista in Beni archivistici e librari, con una passione per gli antichi libri di botanica, gli erbari medievali, le piante e la letteratura. 
Alla prossima!

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