Abiti floreali, giardini da indossare

Abiti floreali: tessuto rosa con ramo di Bougainville
Viaggio nella storia degli abiti floreali, tra epoche e stili diversi: quando la natura e il glamour botanico scendono in passerella!

Gli abiti floreali sono una sinfonia di colori e stili che ha attraversato secoli, ispirando designer e affascinando le menti creative. Dai tempi dell’amor cortese fino alle audaci passerelle contemporanee, i fiori hanno intessuto la trama della moda, trasformandosi da semplici decorazioni a vere e proprie opere d’arte.

Nelle settimane delle fashion week della moda, ne parliamo su Floralist.
Buona lettura!

Indice: gli abiti floreali nella storia della moda

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La moda floreale ai tempi dell’amor cortese

Il legame tra fiori e moda ha radici profonde, con l’amor cortese che ispira poesie, prose e abiti floreali.

Nel cuore del Rinascimento, l’arte si fonde con la moda, dando vita a capolavori tessili intrisi di simbolismo floreale, con i velluti devoré e gli intricati ricami che adornavano mantelli e tappezzerie.

Un esempio emblematico è la celebre immagine di Flora, protagonista della “Primavera” di Botticelli (leggi il nostro racconto su questa meravigliosa opera floreale): la veste candida ricoperta di fiori diventa un vero e proprio almanacco fiorito, un omaggio all’amore e alla bellezza della natura.

Maria Antonietta e l’opulenza barocca

Il periodo barocco, noto per la sua opulenza ed esagerazione, ha lasciato un’impronta indelebile sulla moda.

Nastri, pizzi e una moltitudine di fiori hanno ornato gli abiti, con Maria Antonietta che ha trasformato la corte di Versailles in uno sfarzoso giardino di eleganza.

La robe à la française, con sete, lane broccate e velluti ricchi e fiori ricamati, ha dominato le corti europee, stabilendo un’iconografia floreale che persiste ancora oggi.

L’eccentricità di Maria Antonietta si manifesta nei suoi sontuosi abiti floreali, sfoggiati durante feste ed eventi mondani. L’amore per l’abbigliamento opulento e i dettagli “botanici” caratterizza la moda dell’epoca, con fiori e piante che diventano elementi essenziali nella creazione di capolavori tessili.
Questo stile sfarzoso, amato anche da Madame de Pompadour, si diffonde rapidamente in tutta Europa, influenzando le corti con il suo lusso e la sua esuberanza. 

Abiti floreali ai tempi di Madame de Pompadour

Madame de Pompadour e il suo abito “fiorito”
Maurice Quentin de La Tour, Public domain, da Wikimedia Commons

Gli abiti floreali nel Romanticismo vittoriano

Il movimento dei Preraffaelliti nel XIX secolo ha celebrato la connessione tra fiori, moda e arredamento. William Morris, con i suoi tessuti e le carte da parati floreali (leggi il nostro speciale sulle wall paper floreali), molto amati ancora oggi, ha contribuito a plasmare l’estetica di un’epoca.

La moda vittoriana ha accolto e inglobato queste tendenze. Gli abiti dai colori chiari e dalle ampie maniche erano adornati di fiori e accompagnati da grandi cappelli a tesa larga impreziositi da fiori, piume e nastri di tutti i tipi.

Abiti floreali vittoriani

Gli abiti-corolla del XX secolo

Il Novecento ha visto l’affermarsi di designer iconici che hanno elevato i fiori a marchi distintivi.
Il precursore fu probabilmente Christian Dior, con il suo “vitino da vespa” che si apriva su gonne spumeggianti come petali di fiori.
Nel 1947 il concetto di abiti floreali a forma di corolla ha raggiunto l’apice con la sua collezione couture chiamata appunto “Corolle”. Dior ha plasmato la silhouette femminile trasformando le donne in eleganti fiori, avvolte da petali di chiffon e organza dalla forma di rose e peonie. Anni dopo, Yves Saint Laurent ha ripreso questo concetto, disegnando figure slanciate che evocano la forma a coppa dei tulipani.

I fiori non sono solo diventati simboli di stile, ma anche marchi di fabbrica per molti grandi designer internazionali. La camelia è diventata il simbolo di Coco Chanel: comparso per la prima volta sulla cintura del vestito bianco indossato dalla stilista in un celebre scatto del 1913 (ti abbiamo raccontato questa storia nel nostro racconto sulla camelia), questo fiore perfetto e senza spine ha caratterizzato non solo il marchio della maison, ma anche le collezioni di alta moda e gli accessori (spille, bottoni, cappelli), rendendosi parte integrante della visione di Coco Chanel.

I figli dei fiori e l'era del "Flower power"

Gli anni ’60 e ’70 sono stati segnati dalla ribellione dei fiori infilati nei fucili dei soldati e dall’espressione creativa, celebrati nel movimento “Flower power”.
Modelle iconiche come Twiggy hanno indossato mini-dress floreali, incorporando il messaggio pacifista e ottimista del movimento hippie nella moda.

Tessuti stampati dal look esotico, frange sui vestiti morbidi, ghirlande di fiori tra i capelli: uno stile folk che per certi versi ci ricorda la celebre pittrice messicana Frida Khalo, e che ha resistito nel tempo, influenzando le collezioni più recenti con allegri richiami boho sugli abiti floreali.

Abiti floreali "Boho"

Uno degli esponenti più geniali del “flower power” è stato lo stilista americano Ken Scott, definito nel 1963 “il giardiniere della moda“.

Le sue collezioni, indossate da celebrità come Mina, Monica Vitti, Audrey Hepburn e Jackie Kennedy, erano caratterizzate da tessuti vibranti e sfondi floreali stupefacenti.
Le sue creazioni, pensate in ottica total look, quindi non solo per la moda ma anche per l’interior design, facevano fiorire papaveri, rose, girasoli, peonie, dalie e ortensie, creando uno scenario floreale di creatività gioiosa e sfrenata.

La moda floreale di oggi

Quando assistiamo alle passerelle delle fashion week in giro per il mondo, non possiamo non notare che spesso gli stilisti ci appaiono come veri e propri giardinieri, perché abbracciano la sfida di incorporare fiori nella moda in modo sempre più innovativo.

I fiori giganti di Chanel nel 2009, collezioni come quella di Moschino nella Primavera-Estate 2018, con la modella Gigi Hadid trasformata in un bouquet vivente e gli altri abiti della collezione che sembrano veri cespugli colorati, o i fiori in rilievo nella collezione Haute Couture Autunno-Inverno 2022 di Schiapparelli sono solo alcuni esempi di come i fiori non siano più solo semplici decorazioni, ma negli abiti floreali moderni diventano elementi strutturali che prendono vita e diventano vere e proprie sculture tridimensionali.
Queste creazioni possono sembrare che nascondano il corpo femminile, certo, ma allo stesso tempo imprimono un senso di eccesso gioioso e colorato.

Foto dal Web

In conclusione, in un mondo che spesso oscilla tra provocazioni ed eccessi, gli abiti floreali di oggi mantengono una connessione con le epoche passate, perché, seppur con registri comunicativi diversi, esaltano la femminilità della donna.

Come la Flora di Botticelli, le donne del XXI secolo con i loro abiti floreali si trasformano in vere e proprie dee dei fiori, portando avanti la tradizione di secoli di eleganza e sensualità.

Foto di apertura di maadhuri g, via Pexels

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