10 erbe spontanee: la natura come dispensa

Tazza di erbe spontanee
Erbe spontanee: doni della natura, ricche di sapore e nutrienti. Dalla cucina all'arte del “foraging”, un mondo da scoprire.

Le erbe spontanee, chiamate anche “erbe di campo” o “erbe selvatiche”, sono piante che crescono in modo naturale, senza l’intervento dell’uomo.

Il nostro racconto di oggi ti porterà a conoscere alcune di queste erbe spontanee commestibili, le più famose e utilizzate in cucina, con alcune curiosità regionali davvero… gustose!

Indice: alla scoperta delle erbe spontanee!

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Perché inserire le erbe spontanee nella dieta

Secondo noi di Floralist, ci sono ben 4 motivi:

  • Sapore unico: ogni erba spontanea ha un sapore distintivo, che va dall’amaro al dolce, dall’agrodolce al piccante. Questa varietà di gusti offre infinite possibilità di declinazione in cucina
  • Nutrienti essenziali: molte erbe spontanee sono ricche di vitamine, minerali e antiossidanti, rendendole un’aggiunta salutare ai tuoi pasti
  • Sostenibilità ambientale: raccogliere erbe spontanee può contribuire a ridurre l’uso di risorse agricole e a promuovere uno stile di vita più sostenibile
  • Collegamento con la natura: il foraging (che i nostri antenati chiamavano “alimurgia”, da “alimenta urgentia”), ossia l’attività di andare per campi a raccogliere erbe e frutti selvatici, ti collega alla natura in modo unico, permettendoti di apprezzare la flora locale e i cicli delle stagioni.
    Pensa che sul foraging sono nati corsi di formazione, degustazioni e festival, e addirittura un’app (“Vild Mad”, lanciata dallo chef danese René Redzepi)!

10 erbe spontanee da scoprire in cucina

Asparago selvatico

Si distingue per il suo gusto fresco e leggermente amaro, con una sottile dolcezza sottostante. Questa pianta primaverile offre giovani germogli sottili e teneri, ideali per l’uso in cucina. Puoi gustarli crudi in insalate per un tocco di croccantezza e sapore erbaceo o cuocerli leggermente al vapore o in padella, saltati in olio d’oliva con aglio e peperoncino. L’asparago selvatico è indicato per preparare risotti, frittate, flan e tortini.

Borragine

La borragine, molto diffusa in Liguria e in Campania, è un’erba usata da sempre perché se ne possono usare le foglie (coglile ancora giovani e falle bollire prima di consumare, hanno una peluria che, se crude, le renderebbe sgradevoli), il gambo (adatto alla preparazione di brodi e zuppe) e i fiori color indaco (che possono essere aggiunti all’insalata). La borragine è molto usata per realizzare ripieni, di pasta fresca (come i celebri “pansotti” liguri) e torte salate.

"Pansotti" liguri con la borragine

Bruscandolo

Chiamato anche “luparo”, il bruscandolo è il germoglio del luppolo selvatico (humulus lupulus), una pianta rampicante spontanea che cresce nei boschi, vicino ai corsi d’acqua, spesso in mezzo ai rovi.
Assomiglia agli asparagi per la sua forma lunga e sottile, ha un sapore dal retrogusto amaro e può essere usato per frittate, pesti per condire pasta, risotti o crostini tostati. È molto popolare nella cucina veneta (famosa la minestra di bruscandoli). 

Caccialepre

Viene chiamata così perché le lepri ne sono ghiotte, ma ha anche altri nomi volgari (“latticina”, “ricuttedda” per il sapore che ricorda vagamente quello della ricotta, “grattalingua”). Molto diffusa nel sud Italia, è anch’essa usata per minestre, ripieni di pasta e torte, frittate.

Caccialepre o "Reichardia picroides"

Crespigno

Diffuso nel centro Italia (Abruzzo e Molise) con nomi diversi (“crespigno”, “grespigno”, “cascigne”, “scrippigne”), lo si può trovare soprattutto negli uliveti.
Quando la pianta è giovane può essere gustata ad insalata, altrimenti lessata e condita o nella zuppa di fagioli.

Ortica

Nonostante la sua fama “crudele”, per via del suo temibile potere urticante, l’ortica è una delle erbe spontanee più conosciute ed è molto popolare in cucina, dove si distingue per il suo sapore amarognolo simile a quello della rucola.
Celebre il risotto alle ortiche, ma può essere impiegata anche per realizzare, con le patate, gnocchi e tenere polpette.

Polpette con erbe spontanee

Pimpinella

La pimpinella è una piccola erba spontanea con foglie aromatiche dal sapore fresco e simile all’anice. Questa pianta è comunemente utilizzata per aromatizzare insalate, salse, zuppe e piatti di pesce. Inoltre, le sue foglie possono essere essiccate per preparare un the profumato e rinfrescante. La pimpinella è l’erba che fa per te se ami il sapore anisato.

Portulaca

Chiamata anche “porcellana” o, a Roma, “porcacchia”, è una pianta infestante che cresce in estate a tutte le latitudini.
Originariamente ritenuta non commestibile, ha invece foglie croccanti che, se colte giovani, si sposano bene con le insalate ricche (la trovi ad esempio nella celebre “misticanza” romana) e i pomodori.  

Ramoraccio

Anche questa erba spontanea, tipica nella cucina contadina dei Castelli Romani (dove spopola in piatti come zuppe, frittate di patate e pizze), ha tanti nomi: “ramolaccio”, “armoraccio”, “ramoraccio”, “ravanello selvatico”, con cui si intendono le foglie della pianta, che vengono spesso gustate ripassate in padella dopo essere state lessate.

Rosolaccio

I rosolacci, o “rosole”, sono i petali dei papaveri selvatici. Vengono raccolti in primavera, sono germogli che vengono usati in cucina per dare sapore alle insalate, a zuppe e minestre, o per farcire la celebre piadina romagnola, il “crescione” (o “cassone”) con le rosole.

Usi culinari delle erbe selvatiche

Abbiamo visto alcune delle erbe spontanee più amate, ricapitoliamo ora alcune idee per usarle in cucina:

  • Insalate: le erbe spontanee sono perfette per arricchire le insalate. Ortica, tarassaco, borragine e altre erbe donano alla tua insalata un mix di sapori e consistenze diverse
  • Pesti e salse: pesti e salse aromatiche con erbe spontanee come ingrediente principale sono perfette per condire paste e crostini. Ortica, borragine o sedano selvatico, combinate con olio d’oliva, aglio e frutta secca come le mandorle sono ad esempio gli ingredienti giusti per una salsa gustosa e diversa dal solito
  • Risotti e zuppe: aggiungi le erbe selvatiche a risotti e zuppe per arricchirne il sapore. Prova, ad esempio, a incorporare ortica o malva in un risotto cremoso o in una zuppa leggera
  • Frittate e quiche: non solo asparagi. Bruscandoli, tarassaco, sedano selvatico e le altre erbe spontanee si sposano meravigliosamente con le uova, per dare vita a piatti creativi e super saporiti
  • The e Infusi: alcune erbe spontanee, come l’ortica, la malva o la pimpinella dal sapore di anice, possono essere utilizzate per preparare the e infusi benefici per la salute. Sono ideali per un momento di relax.

5 curiosità sulle erbe spontanee

Dente di leone, o "Taraxacum officinale"

Sono tanti gli aneddoti sulle erbe selvatiche, ci sono piaciuti questi cinque:

  1. La Dea delle erbe spontanee: nella mitologia romana, c’era una dea chiamata “Flora” che era la protettrice dei fiori e delle piante. Si diceva che le erbe spontanee selvatiche fossero un suo dono alla terra, e venivano spesso utilizzate nei rituali dedicati a lei
  2. Il dente di leone, oracolo naturale: in alcune culture, soffiare sui semi del dente di leone (Taraxacum officinale) per vedere a quanti metri sarebbero volati era considerato un modo di predire la distanza dell’amore della tua vita
  3. Il sedano selvatico di Leonardo da Vinci: il genio rinascimentale era noto per la sua passione per il cibo e la cucina. Era un appassionato raccoglitore di erbe spontanee, tra cui soprattutto il sedano selvatico, che utilizzava nelle sue ricette
  4. Il luppolo e la birra artigianale: il luppolo (Humulus lupulus) è stato utilizzato per secoli per aromatizzare e conservare la birra. Oggi, è un componente chiave nella produzione della birra artigianale e viene coltivato in tutto il mondo
  5. Il fiore della memoria: il rosolaccio è noto anche come “fiore di memoria” ed è stato associato al ricordo dei caduti nella Prima Guerra Mondiale in alcuni paesi europei. I suoi petali rossi simboleggiavano infatti il sangue versato durante il conflitto, come ricordiamo con il verso “mille papaveri rossi” della canzone “La guerra di Piero” di Fabrizio de Andrè.

Per concludere: raccogliere erbe spontanee in modo responsabile

Il foraging è un’attività gratificante, ma è importante farlo in modo responsabile per preservare l’ecosistema e garantire la sicurezza alimentare.

Per prima cosa, prima di raccogliere qualsiasi erba spontanea, assicurati di poterla riconoscere in modo sicuro, utilizzando guide botaniche o consultando esperti locali (come si fa con i funghi!).

Poi raccogli solo ciò di cui hai bisogno (in punti lontani da strade trafficate o in terreni non trattati chimicamente) e lascia abbastanza piante per garantire la loro riproduzione.

Evita di danneggiare il terreno o le piante circostanti. Infine, lava (anche aggiungendo una punta di bicarbonato, che funge da antibatterico) e controlla attentamente tutte le erbe raccolte per rimuovere eventuali insetti o sporco.

Buon appetito!

Abbiamo parlato di:

  • Asparago selvatico, Asparagus acutifolius
  • Borragine, Borago officinalis
  • Bruscandolo, Humulus lupulus
  • Caccialepre, Reichardia picroides
  • Crespigno, Sonchus
  • Ortica, Urtica dioica
  • Pimpinella, Pimpinella
  • Portulaca, Portulaca oleracea
  • Ramoraccio, Raphanus raphanistrum
  • Rosolaccio, Papaver rhoeas

Foto di apertura di Silvia da Pixabay

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